Genius – Einstein ha ancora molto da insegnarci

Genius – Einstein ha ancora molto da insegnarci

Fino a qualche anno fa per dire che una persona aveva avuto una esistenza piena, ricca di avventure e risultati, si diceva che la sua era una “vita da film”. Forse è il caso di aggiornare i nostri vocabolari, perché il nuovo standard sono le “vite da serie tv”! Sigla!

Non è una canzone bellissima? Ma non divaghiamo.

Genius, la prima serie fiction prodotta da National Geographic, ci racconta la vita di quella che forse è la prima persona che ci viene in mente quando sentiamo pronunciare la parola genio: Albert Einstein. È uno sforzo notevole, per essere la prima volta, perché il cast messo insieme per l’occasione è impressionante. Il premio Oscar Geoffrey Rush come protagonista, Johnny Flynn (sarà Roger Taylor nel prossimo film sui Queen diretto da Bryan Singer) come Einstein da giovane, la bravissima Emily Watson nel ruolo della cugina/moglie Elsa, Ron Howard (non l’ultimissimo arrivato…) alla produzione e alla regia del primo episodio… Insomma, si sono dati da fare. E si vede. La cura narrativa è sicuramente superiore alla media dei prodotti televisivi.

Genius

Genius è una ottima ricostruzione storica, capace di ricostruire in maniera credibile la Germania dei primi del Novecento e quella del periodo nazista. Un po’ meno credibili gli scorci di Milano, ma ci si può passare sopra. Si vede che dietro la produzione c’è un notevole sforzo di documentazione, e trattandosi di National Geographic non ci si poteva aspettare niente di meno. Ogni personaggio è ben caratterizzato, bene inquadrato nel periodo storico e interpretato da attori molto somiglianti. Gente come Max Planck, Philipp Lenard, Niels Bohr, Leo Szilard, Theodore Roosevelt, Edgar Hoover, Werner Karl Heisenberg… non proprio gli ultimi sconosciuti.

Philipp Lenard

A destra il vero Philipp Lenard, a sinistra l’attore che lo interpreta, Michael McElhatton. Sì, Roose Bolton!

L’approccio a Genius deve molto a quello di film come La Teoria del Tutto: l’attenzione si divide tra il lato scientifico (ovviamente non si scende nel dettaglio, ma è raccontato anche visivamente in maniera intelligente) e quello umano. Di Einstein vengono raccontati gli amori, l’impegno sociale e le contraddizioni, senza tralasciare alcuni lati oscuri come il rapporto con i figli o con le donne. Il grande fisico tedesco, prima di morire, disse in un’intervista “se tutti avessero avuto una vita come la mia, forse non ci sarebbe bisogno di romanzi”. Insomma, di cose da raccontare ce ne erano tante, e dieci episodi sono bastati a malapena.

Genius

Genus non è raccontata in maniera lineare, soprattutto nella prima parte salta avanti e indietro a piacimento per raccontare episodi della vita giovanile del protagonista e legarli al suo futuro, fino al racconto del periodo della seconda guerra mondiale, nello sviluppo del Progetto Manhattan e nell’impegno di Einstein per il pacifismo, che gli costò molto. La sensazione che ho avuto è quella di una serie con un progetto anche divulgativo: si sente che in qualche modo vuole insegnarci qualcosa, e non mi riferisco necessariamente alla fisica teorica… Ma in fondo non c’è nulla di male in questo, basta saperlo prima. Anche perché l’obiettivo è centrato, e anche chi crede di conoscere alla perfezione la vita di Einstein troverà in Genius qualcosa da imparare.

Genius

Gli unici dettagli che mi hanno fatto un po’ storcere il naso sono gli accenti usati in originale dagli attori. È sempre difficile scegliere quale strada percorrere quando una serie tv o un film raccontano di persone che parlano in diverse lingue, ma ascoltare dialoghi in inglese con accento tedesco o russo fa uno strano effetto all’inizio. È vero, Einstein parlava più o meno in quel modo (si trovano molti video su internet, Rush ha fatto un ottimo lavoro), ma non certo quando era in Germania… Comunque, è uno scoglio al quale ci si abitua presto, e tempo un paio di episodi non ci facevo più caso. Succederà così anche a voi. Perché la guarderete, non è vero?

Voto: ****

P.S: La seconda stagione, trattandosi di un antologico, parlerà di un genio completamente diverso ma con una vita altrettanto piena: Pablo Picasso!

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3 Comments

  1. Cassidy 15 August 2017
    Rispondi

    Mi piacciono queste serie antologiche e poi certi personaggi storici hanno davvero avuto vite da serie Tv (visto? Ho già imparato), proverò a guardarla l’idea di una seconda stagione su Picasso mi esalta ancora di più. Cheers!

    • michele 16 August 2017
      Rispondi

      La vita di Picasso in effetti apre le porte a una narrazione forse anche più ampia! Sono anche curioso di sapere chi lo interpreterà!

  2. Pietro Sabatelli 16 August 2017
    Rispondi

    Sì, è successo anche a me, l’ho divorata in 3 giorni infatti, davvero ben fatta e storicamente interessante 😉

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