Battaglia – Ragazzi di Morte

Pietro Battaglia è un vampiro. È immortale, spietato, ha una forza sovrumana e ha attraversato la storia d’Italia, il suo presente e il suo passato, affondando i propri canini nelle storie più torbide e in quelle più famose, sempre dietro le quinte. Senza una morale che non sia la propria, ha lasciato credere al Potere (con la P maiuscola) di potere essere usato, ma in realtà è stato lui a manovrarlo per il proprio gioco personale.

Battaglia Ragazzi di Morte

Pier Paolo Pasolini era poeta, artista, uomo fragile e contorto. Qualcuno ha provato a usare anche lui: un contropotere debole, schiacciato dal peso del controllo straniero, una parodia di controllo inferiore anche nel numero rispetto al Potere vero. Tre scimmiette comuniste per caso contro quattro Cavalieri dell’Apocalisse. Ma Pasolini non poteva essere controllato, le sue contraddizioni lo rendevano inservibile, le provocazioni disturbavano la sensibilità di chiunque, le rivelazioni rischiavano di mettere in difficoltà chi già lo odiava.

E allora erano inevitabili lo scontro e l’incontro, nell’episodio di Battaglia più nero, più drammatico, più provocatorio, più riuscito tra tutti quelli apparsi finora. Luca Vanzella alla sceneggiatura, Valerio Befani e Pierluigi Minotti al disegno hanno saputo portarmi prima nel 1975, quando lo scontro tra culture era al suo apice, e poi nel 2005, quando tutto sembrava dimenticato e il Potere pensava di poter dormire sonni tranquilli.

Ma Pietro Battaglia non dimentica, il tempo non gli manca, i suoi piani abbracciano decenni e inquadrarlo è impossibile. Lui è immortale, ma c’è anche chi non ha mai vissuto una vita vera. Pasolini d’altro canto era fin troppo vero. Ragazzi di Morte è contemporaneamente alto e basso, popolare e artistico, pornografia, bestemmia e poesia. La lezione di Pier Paolo Pasolini è compresa, la sua morte non è stata invano.

Ed è uscito in edicola a 5.00€. Pazzesco.

Voto: *****

P.S. Anche il Moz O’Clock ha recentemente parlato di Ragazzi di Morte!

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3 Comments

  1. mikimoz 16 August 2017
    Rispondi

    Innanzitutto grazie per avermi citato.
    Aspetto la tua rece, che in poche righe concentra quel che è questo albo (il miglior Battaglia, sì – sarà dura ora inventarsi qualcosa di così forte).
    Albo che è riuscito perfettamente a catturare ogni sfumatura pasoliniana, e fa di Pietro Battaglia un personaggio perfetto per il Decameron o qualsiasi altro film del sor maestro.

    Moz-

    • michele 16 August 2017
      Rispondi

      Grazie a te… per il commento #2000 del nuovo blog 😉

  2. loscalzo1979 16 August 2017
    Rispondi

    Battaglia è quel tipo di Lone Wolf che adori fin dal primo numero che leggi: non sta con i Buoni o i Cattivi, sta per se stesso, lo odi e lo ami allo stesso tempo.

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