Old Man Logan – di Lemire e Sorrentino

Old Man Logan – di Lemire e Sorrentino

Avete già visto Logan, no? Il miglior Wolverine cinematografico ha come fonte di ispirazione principale l’Old Man Logan scritto da Mark Millar e disegnato da Steve McNiven, con una versione alternativa del nostro superghiottone impegnata nell’universo alternativo futuro di Terra-807128, nella quale i supercattivi hanno vinto ed i buoni sono stati sterminati. La miniserie del 2008 ha avuto un grande successo ed è riuscita ad entrare nell’immaginario degli appassionati di comics USA come poche altre così recenti, così la decisione della Marvel di ritirare fuori il personaggio non è stata certo una sorpresa.

La scusa è stata il maxi-evento Secret Wars, che… ok, non seguendo così assiduamente le storie della Casa delle Idee non pretendo certo di potervi fare un riassunto esaustivo di cosa è successo, sappiate solo che in qualche modo il multiverso Marvel si è riunito (fino alla prossima volta, almeno), che è apparso un nuovo Battleworld e insomma… fate prima a leggerlo. Oppure a ignorare tutto, perché comunque la successiva collana di Old Man Logan è leggibile (quasi) a prescindere da tutto il resto, ed è di questa che andremo a parlare!

Old Man Logan

La copertina del primo albo

Dopo la seconda miniserie scritta da Brian Micheal Bendis e disegnata dal nostro Andrea Sorrentino, è stato Jeff Lemire a prendere in mano la collana. Il vecchio Logan si risveglia nella New York City di Terra 616, ovvero quella principale dove si svolgono gli eventi Marvel. Quando capisce di trovarsi nel passato il suo unico scopo diventa evitare che il futuro che conosce si realizzi, e questo significa far fuori tutta una serie di sgherri di secondo piano, ma soprattutto Bruce Bannon… Più facile a dirsi che a farsi, ovviamente. Ma presto Logan si accorge che questa Terra non corrisponde ai suoi ricordi, molte cose sono cambiate, altre non sono mai successe… il futuro, insomma, è già diverso. Così gli si apre la possibilità di una nuova vita… Il problema è che essere Logan è sempre un casino.

Jeff Lemire riesce a fare un ottimo lavoro. Il suo Wolverine riesce ad essere contemporaneamente quello che conosciamo ma anche qualcosa di diverso, si sentono sulla sua anima i segni del futuro alternativo dove è invecchiato. Il suo potere di rigenerazione è ridotto ma è sempre impressionante, gli anni passati, i lutti affrontati, gli amori perduti l’hanno reso forse persino più amaro. I dialoghi sono davvero buoni, specialmente nei primi numeri lo spaesamento del vecchio eroe è presentato ottimamente, così come i tentativi degli altri supereroi di farlo ragionare e la sua lenta presa di coscienza.

Old Man Logan

Il Logan di Andrea Sorrentino (tratto dall’albo #01)

Ovviamente un fumetto così importante deve avere anche una parte grafica all’altezza… e il lavoro come disegnatore di Andrea Sorrentino è davvero impressionante. Andrea aveva già lavorato con Lemire in Green Arrow, ma qui davvero si supera, costruendo delle tavole dinamiche, drammatiche, epiche, senza perdere di vista il lato ironico del personaggio.

Old Man Logan

Il Logan di Filipe Andrade (dall’albo #19)

I primi 13 albi (e quelli dal 16 al 18) realizzati dal duo sono qualcosa di imperdibile, fumetto popolare al suo meglio. Nei successivi la trama comincia un po’ a mostrare segni di stanchezza… I nuovi disegnatori, pur discreti (Eric Nguyen da una sua versione molto diversa di Logan, Filipe Andrade mi piace molto meno) non sono all’altezza del nostro connazionale, e anche Lemire mostra la corda. Negli ultimi albi è stato sostituito da Ed Brisson, ma la storia non mi è sembrata così convincente… Io provo a vedere come continua, voi nel frattempo fermatevi pure al 18, ne vale assolutamente la pena!

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1 Comment

  1. Cassidy 24 August 2017
    Rispondi

    Old Man Logan è stato una tale bombetta (Logan in versione Will Munny de “Gli Spietati”? Irresistibile!) troppo ghiotta (o ghiottona) per la Marvel, non poteva non sfruttarla. Non ho ancora modo di leggere questa versione, ma Jeff Lemire è ormai quasi una sicurezza.

    Lo chiamano sempre per portare avanti personaggi maturi e di punta della Marvel (Occhio di Falco, Moonknight ed ora zio Logan) e risponde sempre con storie solidissime, un vero talento. Per altro i fumetti Marvel contemporanei sono strapieni di ottimi disegnatori italiani, tra cui proprio Sorrentino, un giorno qualcuno si renderà conto che è in corso una “Italian Invasion” di talenti del tavolo da disegno. Cheers!

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