Killing Ground
Recitazione 7
Regia 8
Storia 7
Musiche 6
Fotografia 7
Fattore WOW 8

Certo che ci vuole un bel coraggio a fare i campeggiatori, in Australia. Film come Wolf Creek, Primal, Long Weekend, 100 Bloody Acres, Road Games e via dicendo dovrebbero avere insegnato a chiunque che nell’outback, ancor più che paesaggi memorabili e infiniti, abbondano bestie feroci, orrori dimenticati ma soprattutto coloro che dell’outback hanno fatto il ..

Summary 7.2 BELLO
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Killing Ground

Certo che ci vuole un bel coraggio a fare i campeggiatori, in Australia. Film come Wolf Creek, Primal, Long Weekend, 100 Bloody Acres, Road Games e via dicendo dovrebbero avere insegnato a chiunque che nell’outback, ancor più che paesaggi memorabili e infiniti, abbondano bestie feroci, orrori dimenticati ma soprattutto coloro che dell’outback hanno fatto il proprio habitat naturale, che lì sono prosperati nonostante tutto, e che sono cresciuti brutali, duri, selvaggi, spietati: le persone.

Killing Ground poster

Killing Ground è la storia di Ian e Sam, una giovane coppia di fidanzati felici. Quando era piccolo Ian andava spesso in campeggio in una spiaggetta isolata sulle rive di un fiume, raggiungibile solo a piedi e dopo chilometri di strada sterrata… il posto ideale dove portare la propria amata per trascorrere un ultimo dell’anno romantico (sono dall’altra parte del mondo, lì è estate!), dove dichiararle il proprio eterno amore e magari chiederle di sposarla. Giunti sul posto i due scoprono ch lì vicino è stata piantata un’altra tenda, al momento deserta, ma decidono comunque di rimanere, pensando che gli occupanti siano partiti da lì per fare una escursione da qualche parte. Non una grande idea, amici!

 

Il film dell’esordiente Damien Power (al suo attivo solo alcuni corti) utilizza l’incrocio di più linee temporali per spiegarci cosa è successo alla famiglia della tenda e per farci capire gradualmente cosa succederà anche ai due fidanzatini. Nel paese più vicino abitano infatti due bifolchi, apparentemente piccoli criminali da strapazzo che neanche la polizia locale prende troppo sul serio, ma che dietro una facciata di durezza più esibita che reale nascondono volgarità, crudeltà, sadismo e tutto l’armamentario classico dell’assassino, ma anche (cosa più terrificante) la capacità di programmare, di nascondere le proprie tracce, una saggezza criminale e istintiva che fa venire i brividi.

Killing Ground

 

La natura non è amica, in Australia, la natura va affrontata quasi come fosse un nemico e riesce a cambiarti. Il risultato sono persone come German e Chook, due che potrebbero essere un duo comico se non facessero tanta paura e non fossero dediti a stupro, omicidio, tortura con la stessa naturalezza con cui si bevono una birra o sparano a un cinghiale. Si potrebbe chiamarla la banalità del male, ma forse il termine più adatto potrebbe essere naturalezza. La violenza si è evoluta in maniera progressiva fino a diventare naturale, senza bisogno di giustificazione o colpa. Nel film succedono cose terribili, ma praticamente sempre al di là dei confini dello schermo, o in secondo piano, come a simboleggiare che non è l’atto in sé di violenza a doverci traumatizzare, ma il contesto in cui questa si attua.

Killing Ground

Se fino ad ora abbiamo parlato di elementi caratteristici dell’horror australiano, dobbiamo citare anche cosa distingue Killing Grounds dai suoi predecessori, ossia le vittime. Power ha portato avanti la sua idea di realismo ed ha creato due protagonisti che non si comportano come ci aspetteremmo in un film così, ma probabilmente riusciremmo a capire nella realtà. L’uomo non è il principe azzurro che giunge a salvare la situazione e la donna non è la damsel in distress. I rapporti si evolvono, cambiano, la fiducia viene tradita, giustificazioni vengono addotte, e tutto questo aggiunge profondità e verosimiglianza a un film che è girato con due lire, in tre location, con attori sconosciuti ma che con talento, dedizione e tecnica notevole (ottimi montaggio, recitazione e regia) riesce a farti dimenticare la sua povertà e a competere con produzioni molto più importanti. L’unica cosa davvero reale è quello che accade nel pericolo, nell’outback, tutto il resto esiste come in un limbo di possibilità che ci fa riflettere su quanto sia vero e quanto sia una costruzione di questa civiltà che mostra i propri confini. Qualche lentezza e ridondanza nell’ultima parte sono ampiamente perdonabili alla luce di un finale sospeso e bellissimo. Grande film!

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2 Comments

  1. Cassidy 19 September 2017
    Rispondi

    Tra le mie prossime visioni, quindi per ora ho spiato solo il voto finale così posso vedermi il film tranquillo, ecco poi dovrei riuscire anche ad avere il tempo per vedere tutto l’orologio in questo giorni mi insegue come l’assassino di uno slasher 😉 Cheers

  2. Pietro Sabatelli 19 September 2017
    Rispondi

    Ho visto pochissimo tempo fa Wolf Creek e ne sono rimasto abbastanza affascinato, per cui sulla scia di quello conto di recuperarne altri, tra cui ovviamente questo 😉

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