I 7 Senza Gloria – Dimenticatevi le medaglie!
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I 7 Senza Gloria – Dimenticatevi le medaglie!

Il recente ciclo sui film d’assedio e di guerra lanciato da Il Zinefilo mi ha portato a ricercare tutta una serie di pellicole sulla Seconda Guerra Mondiale che per un motivo o per l’altro mi avevano colpito, ma delle quali ricordavo solo dei flash. I 7 Senza Gloria (ma anche il titolo originale Play Dirty era piuttosto tarantiniano!) era nella mia testa “quello con Michael Caine che si finge fascista e ascolta Faccetta Nera nel deserto”. Già le prime quattro parole suonano come un’ottima ragione per recuperarlo, non trovate? 🙂

I 7 Senza Gloria Play Dirty

Le vecchie locandine avevano una marcia in più!

Nel 1942 la situazione militare nel Nordafrica non era ancora bene definita. L’imprevedibilità ed il genio militare del Feldmaresciallo Rommel avevano costretto le truppe inglesi alla ritirata, ma la difficoltà di accedere ai rifornimenti cominciava a rappresentare un problema gravissimo per i tedeschi e i loro alleati italiani. Nell’VIII Armata Britannica l’indeciso Generale Auchinleck era ormai ai ferri corti con il comando alleato, che decise di sostituirlo con l’esperto Bernard Law Montgomery. La mossa sarà decisiva ai fini della guerra…

Montgomery Rommel

Montgomery e Rommel negli anni della Seconda Guerra Mondiale

Nel film il Colonnello Masters (Nigel Green) è convinto che nonostante gli insuccessi ottenut fino a quel momento saranno le missioni dietro le linee nemiche a risultare decisive per la guerra, e riesce a convincere i suoi superiori a un ultimo tentativo. Affida così alla famigerata squadra del Capitano Leech (Nigel Davenport) il compito di far saltare in aria alcuni depositi di carburante identificati dai loro alleati beduini. A loro, però, assegna come comandante il Capitano Douglas (Michael Caine), unico esperto di carburanti in quanto uomo della British Petroleum, ma assolutamente a digiuno di missioni sul campo. Oltre a dover convivere con lui e a rispettare i suoi ordini, Leech riceve l’ordine di riportarlo vivo, e la promessa di duemila sterline se ci riuscirà.

Play Dirty I 7 senza gloria

La convivenza in un gruppo di questo tipo non è affatto facile: Leech è un militare navigato e conosce tutti i trucchi del territorio, e i suoi uomini pendono dalle sue labbra, ma anche Douglas non accetta certo di farsi mettere i piedi in testa. Cerca di imporre la sua leadership, e anche se all’inizio appare inadeguato tanto da mettere in difficoltà più di una volta i commilitoni, pian piano il suo coraggio gli consentirà di ottenere il rispetto di tutti.

Play Dirty

Un cast eccellente mantiene sempre piacevole la visione di un classico film di guerra inglese del periodo, con l’introduzione di alcuni elementi meno politically correct che in qualche modo ricalcano quanto successo un paio di anni prima in Quella Sporca Dozzina, e anticipano alcune tendenze degli anni 70. Anche qui abbiamo una missione apparentemente suicida affidata a paria e tagliagole, tutti abbondantemente sacrificabili… Per due terzi il film risente di qualche momento morto, ma mantiene comunque vivo l’interesse con una attenzione continua ai dettagli di una missione militare del genere: l’attraversamento di un campo minato, gli accorgimenti presi per camuffarsi e via dicendo. È nell’ultima parte che I 7 Senza Gloria decolla davvero, con un paio di scene dirette con maestria e un finale (senza fare spoiler) amaro e memorabile.

Il regista era l’esperto ungherese naturalizzato americano André De Toth, che aveva diretto una trentina di film e la seconda unità di Lawrence D’Arabia e andava in giro con una benda all’occhio che lo rende immediatamente personaggione su cui indagare. In seguito stranamente non fece più nulla, salvo dirigere la seconda unità nel primo Superman e, per motivi misteriosi, la regia uncredited di un piccolo horror inglese negli anni 80. Qui è davvero solido e convincente, utilizza ottimamente gli scenari dei deserti spagnoli per simulare il Nordafrica (non è un caso se in alcuni momenti viene da pensare che quegli scenari ricordano tanto un western italiano…) e dirige un cast ottimo con mano sicura.

Non un capolavoro assoluto, ma una pellicola di guerra sicuramente da non far cadere nel dimenticatoio… non solo per Michael Caine! Avercene, di film così!

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6 Comments

  1. Cassidy 26 September 2017
    Rispondi

    Oh che bello film di guerra! Ti ringrazio per la citazione ma soprattutto per aver ripescato questo titolo poco noto che ricordo di aver visto di sicuro in qualche raro passaggio tv e poi successivamente recuperando i film di Michael Caine, la cui presenza di solito è motivo più che sufficiente per vedere un film.

    Non ho visto molti film di André De Toth “La notte senza legge” mi era piaciuto molto non ricordavo affatto che questo fosse suo, poi ho un debole per le storie di guerra dal punto di vista Inglese, sarà che ho visto troppe volte “Zulu” da bambino 😉 Sono già in un periodo in cui ho un gran voglia di rivedermi film di guerra, ora dovrò per forza rivedermi anche questo, grazie per l’assist! Cheers

    • michele 26 September 2017
      Rispondi

      I film di guerra di quel periodo sono spesso molto interessanti, poi Michael Caine fa il resto 🙂

  2. Lucius Etruscus 26 September 2017
    Rispondi

    Onorato della citazione e di averti stuzzicato ^_^
    Pensa che sto scrivendo le note della mia nuova fan fiction che sta per concludersi, una storia ispirata ai “Sette samurai” però in chiave Predator, e rivedere “I 7 senza gloria” è stato parte della preparazione a scrivere “Predator senza gloria” 😛 Questo per dirti che ti linkerò da più punti, quando presenterò le fonti della mia fan fiction.

  3. Lucius Etruscus 26 September 2017
    Rispondi

    (devo dividere il commento se non me lo fa inserire!)
    Onestamente il film non mi ha conquistato come altre “missioni di sette”, perché la giusta attenzione per il personaggio di Caine non la trovo equilibrata con gli altri del gruppo, delineati in modo molto sbrigativo. In nessun punto ho avuto la sensazione di star assistendo alle imprese di sette personaggi: era sempre solo Michael Caine, un tizio infame e poi personaggi di contorno.
    Comunque rimane un must dell’epoca 😉

    • michele 26 September 2017
      Rispondi

      Anche Davenport ha un bel ruolo! Il film fino a due terzi risente un po’ dei suoi anni, ma nel finale secondo me si riscatta alla grande 🙂 Grazie in anticipo per le citazioni comunque, non vedo l’ora di leggere Predator senza Gloria!

      • Lucius Etruscus 26 September 2017
        Rispondi

        L’ho iniiata subito dopo aver chiuso la trilogia di Aliens vs Predator, ma ormai da quasi un anno pubblico un capitolo nuovo ogni venerdì e la cosa mi sta un po’ sfibrando. Dopo mi prenderò una pausa…
        Capisci però che i sette samurai di Kurosawa, prima dei vari remake americani, sono davvero perfetti per essere interpretati da Predator, che hanno un codice d’onore in pratica molto simile. E parimenti possono cadere in disgrazia se si ricoprono di disonore in battaglia. Se sette “magnifici” Predator decidessero di riconquistare l’onore perduto… salvando un colonia umana minacciata da criminali spaziali? Spero il soggetto ti intrighi quanto intriga me ^_^

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