Orange is the New Black – stagione cinque

Da quando l’ho scoperta (un po’ in ritardo rispetto al resto del mondo) Orange is the New Black è una dei miei pallini. Per quattro stagioni mi sono lanciato nel binge-watching più sfrenato, divorandomi gli episodi nel più breve tempo possibile; dunque perché vi parlo solo ora della quinta, a più di tre mesi dalla sua uscita?

Orange is the new black season 5

Vi ricordate dove eravamo rimasti, vero?

La risposta è semplice: la quarta stagione mi aveva un po’ deluso. Nonostante la qualità media rimanesse alta, l’introduzione di troppi nuovi personaggi e storie e il quasi abbandono di altri aveva creato un po’ di confusione, e avevo avuto l’impressione di una serie che nonostante sia stata già confermata fino alla settima avesse cominciato il declino. Così c’è voluta qualche settimana in più per trovare la voglia di ricominciare, nonostante il cliffhanger con cui si era conclusa la puntata 13. E ve lo confesso: anche quando ho deciso di riprendere la visione ho fatto un po’ di fatica a ingranare…

Perché ormai da molto tempo non sopporto più quella che in teoria dovrebbe essere la protagonista della serie, Piper Chapman, ormai ridotta in molti episodi a comprimaria di lusso che però continua ad apparire dappertutto come il prezzemolo.

Perché a uno dei miei personaggi preferiti, la rossa Reznikov, è riservata una storia che appare quasi comica insieme alla monocigliona Blanca.

Orange Is The New Black Season 5

La strana coppia

Perché questi tre giorni di rivolta carceraria attorno alla quale gira tutto sono presi ben poco sul serio da molti personaggi, e i toni di episodi come il quarto “Litchfield’s Got Talent” sono fin troppo leggeri.

Perché come lo scorso anno molti personaggi sembrano cominciare un loro nuovo percorso per poi scomparire senza un vero motivo, vedi ad esempio Sophie Burset o Chang, che non si capisce che fine abbia fatto.

Eppoi ci sono troppe naziste. Odio quella gente.

Purtroppo non ci sono nazisti nella spazzatura… (forse)

Per cinque o sei episodi ho fatto un po’ di fatica, ho sbuffato un paio di volte, ho continuato ad andare avanti solo perché in ogni puntata (tranne proprio la quarta, forse) gli sceneggiatori sono riusciti a piantare almeno un momento di grande livello, che mi ha fatto sperare in un cambio di passo imminente. E alla fine il cambio di passo c’è stato eccome.

Mi ero quasi dimenticato di quanto gli autori di questa serie sono bravi a ribaltare i toni della narrazione, a trasformare completamente e in maniera naturale sottotrame che partono come comiche e finiscono drammatiche, senza alcuna forzatura. A quanto sanno essere delicati quando ce n’è bisogno e grezzi quando serve. A quanto sanno giocare con le citazioni, con i generi narrativi, con i diversi punti di vista.

Orange is the new black

Momenti memorabili!

Questa quinta stagione alterna momenti comici a momenti drammatici, situazioni da farsa e storie romantiche, prende in giro i legal drama come Law & Order (meravigliosa Boo vestita da avvocato) e trova anche il modo di inserire una puntata che fa il verso agli slasher, e tutto questo senza apparire (troppo) slegata o perdere mai di vista l’obiettivo principale della stagione.

Orange is the New Black quinta stagione

I libri sono un elemento fondamentale anche in questa stagione

E quando scatta il momento, il salto di qualità è da applausi. Prendono il sopravvento personaggi come Taystee, che ha un paio di momenti di altissima recitazione ed è la vera protagonista della rivolta, cercando di portare avanti fino alla fine le ragioni delle detenute. Torna finalmente ad assumere un ruolo più importante Nicky, una che di storie da raccontare potrebbe averne centinaia. Uzo Aduba ormai non dovrebbe stupire più per la sua interpretazione di Suzanne “Crazy Eyes”, ma ogni volta continua a meravigliarmi. Le Flaritza hanno saputo dar vita a momenti di alleggerimento comico finalmente riuscitissimi, e così via.

Orange is the new black stagione cinque

C’è anche una crocifissione (forse)

E il finale potrebbe davvero rappresentare un nuovo inizio per la serie.

Orange is the New Black è una creatura di Kenji Kohan, che qualche anno fa ha scritto per Showtime un’altra serie consigliatissima che ha saputo coniugare alla perfezione commedia e dramma: Weeds (guardatela su Netflix!). Oltre ad averci fatto conoscere una delle più clamorose MILF della storia della televisione, dopo la sua terza stagione Weeds ha un cambiamento radicale, con la protagonista che brucia la propria casa con tutti gli indizi che conteneva sullo spaccio di marijuana, assicurandosi che il futuro avrebbe visto la sua famiglia e la sua attività altrove. Potremmo vedere stabilmente nuove prigioni, in Orange is the New Black, o il cast potrebbe cambiare radicalmente. Alcuni dei protagonisti saranno sicuramente divisi, altri verranno spediti in carceri di massima sicurezza, c’è il dubbio di chi gestirà la transizione e come, e chi pagherà davvero il prezzo di quanto è successo. Il cliffhanger, se possibile, è ancora più forte di quello dello scorso anno, ma questa volta da parte mia c’è molta curiosità per sapere come andranno le cose nelle prossime due stagioni. Incrociamo le dita!

Orange is the new black

The Litchfield Ten

Voto: ****

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4 Comments

  1. Cassidy 28 September 2017
    Rispondi

    Concordo in pieno, la stagione va a corrente alternata, ma il finale è un crescendo bellissimo, che si gioca anche la carta dello slasher 😉 Cheers!

    • michele 29 September 2017
      Rispondi

      Spero comunque in un cambiamento radicale nella sesta, c’è bisogno di aria nuova!

  2. Trackback: [Books in Movies] Orange is the New Black (2017) | nonquelmarlowe

  3. Lucius Etruscus 29 September 2017
    Rispondi

    E’ una serie che regala emozioni e sorprese anche in stagioni che non sembrano propriamente riuscite. Ora però… chi ci arriva a giugno prossimo???

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