Le Grandi Battaglie della Storia #01: Verdun

Con Verdun l’Editoriale Cosmo inaugura la nuova collana da edicola “La Grandi Battaglie della Storia”, che promette di ospitare i migliori fumetti franco-belgi e auspicabilmente non solo di ambientazione bellica. Ad ottobre è uscito anche il primo volumetto di Un Eroe Una Battaglia, questa volta una produzione originale italiana (ne riparlerò), quindi questo rinnovato impegno della casa editrice non mi dispiace affatto!

LA BATTAGLIA

Battaglia di Verdun

Verdun era un simbolo. Già ai tempi dei romani con il nome di Virodunum rappresentava un importante campo fortificato per fermare le incursioni dei barbari germanici, nell’843 vi venne firmato l’omonimo trattato che rappresentò il vero inizio storico della nazione tedesca, poi passò di mano più volte nei secoli, venne assediata più volte, bombardata, era considerata più di una semplice e placida cittadina di confine.

Grazie alla favorevole posizione geografica ed alle fortissime difese, Verdun era considerata inattaccabile dall’esercito francese, tant’è che fu gradualmente privata da artiglieria ed uomini. E invece quando nel dicembre 2015 al Kaiser venne proposto di sferrare una offensiva che avrebbe dovuto essere decisiva contro la Francia, fu scelta come bersaglio. Perché i francesi non se lo sarebbero mai aspettato, avrebbero impiegato tutte le loro risorse per difendere la cittadina dissanguandosi lentamente e perché l’impatto propagandistico sarebbe stato immenso.

Battaglia di VErdun

Dopo una rapida ed intensa mobilitazione, la battaglia cominciò a febbraio. I tedeschi utilizzarono massicciamente l’artiglieria pesante, per radere tutto al suolo e colpire anche le retrovie, creando enormi buchi nel fronte francese ed impedendo contrattacchi e rifornimenti. In soli 14 km vennero impiegati 306 pezzi di artiglieria campale, 542 di artiglieria pesante, 152 lanciamine ed altri di calibro più piccolo sui fianchi. Non si era mai visto uno schieramento simile, la programmazione fu meticolosa e tenuta segretissima, e l’impatto fu immediato. Nonostante gli avvertimenti del tenente colonnello Émile Driant e del generale Herr, il Gran Quartier Generale francese si rifiutò di credere all’attacco imminente, finché non fu troppo tardi. Solo le avverse condizioni atmosferiche li salvarono da una disfatta immediata, visto che la neve ritardò i bombardamenti di ben 9 giorni, quando ormai era tutto pronto. I francesi riuscirono in qualche modo a organizzarsi, e limitarono in qualche modo i danni resistendo stoicamente. L’arrivo del generale Petain con la seconda armata lasciata fino ad allora in riserva fu un primo punto di svolta: da quel momento l’avanzata tedesca che sembrava lenta ma inesorabile fu fermata, e si cominciò a combattere per pochi palmi di terra, passo dopo passo da una parte e dall’altra.

Divenne questione d’onore. Verdun era praticamente deserta e completamente distrutta, ma la Francia non poteva perderla e la Germania non poteva fermarsi. Alla fine, le vittime furono almeno 300.000. Nonostante l’utilizzo di tanti pezzi di artiglieria, uomini, lanciafiamme, persino dirigibili e gas tossici, Verdun non fu conquistata e la Francia riuscì finalmente a passare al contrattacco. A fine ottobre, in pochi giorni recuperarono tutto il terreno che i tedeschi avevano impiegato cinque mesi a conquistare. Avevano usato quasi tutti gli effettivi possibili e da quel momento lasciarono le redini della guerra in mano agli alleati inglesi e americani.

Nessuno vinse davvero. Nell’ossario di Douaumont sono ospitati i resti di 150.000 cadaveri non identificati, e ancora oggi nella zona si rinvengono i resti di soldati caduti. Non fu la battaglia più sanguinosa della storia, ma fu forse quella con più morti per metro quadrato, viste le tantissime forze in gioco stipate in uno spazio così limitato.

IL FUMETTO

Verdun copertina

Jean-Yves Le Naour è uno storico francese specializzato proprio nello studio della prima guerra mondiale, quindi la sua ricostruzione è pressoché perfetta. Principalmente come ovvio si occupa della parte francese della tenzone, documentando la mancanza di comunicazione tra il fronte e il quartier generale, la cocciutaggine di essi, l’eroismo forzato di chi è stato costretto a lottare ogni giorno per la vita. Codardia e onore, miseria umana e coraggio, tutto questo viene raccontato molto bene, con realismo e partecipazione. Verdun racconta i primi mesi della battaglia, con i tedeschi ad avanzare e la sconfitta francese che sembrava imminente. Fino a un finale che non finisce, ma che rappresenta una chiusura molto nobile alla storia dei personaggi presentati. I disegni di Inaki Holgado sono molto “francesi”. Passatemi la semplificazione, anche se lui è spagnolo 😀 Belli, dettagliati, colorati bene… un po’ sacrificati nel piccolo formato bonellide, ma comunque ancora godibili. Il primo numero della nuova collana Cosmo non è il capolavoro che avrei voluto, ma è una lettura piacevole e un buon inizio. Il secondo, La Notte dell’Imperatore, racconta la campagna di Russia e dovrebbe essere già in edicola…

*** 1/2

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5 Comments

  1. Cassidy 8 November 2017
    Rispondi

    Ottimo post ed ottimo consiglio, il cinema si gioca Dunkirk e il fumetto Verdun, me lo andrò a cercare in edicola. Cheers!

    • michele 8 November 2017
      Rispondi

      È strano che non ci siano molti film su Verdun… forse è una vicenda troppo difficile da rendere cinematograficamente….

  2. fperale 8 November 2017
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    Editoriale Cosmo ultimamente propone tante cose interessanti..

    • michele 8 November 2017
      Rispondi

      Diciamo pure troppe per il mio portafogli 😉

  3. Long John Silver (@JohnSilverITA) 28 November 2017
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    Doveva essere la guerra che ponesse fine a tutte le guerre… e invece fu solo un altro enorme bagno di sangue.

    Mi fa piacere da appassionato di storia vedere che grazie al centenario di questo evento si stanno pubblicando opere sul tema, che danno finalmente visibilità a questa guerra mondiale troppo spesso dimenticata.

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