The War – Il Pianeta delle Scimmie: Ape-ocalypse Now!
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The War – Il Pianeta delle Scimmie: Ape-ocalypse Now!

Una premessa è doverosa: The War – Il Pianeta delle Scimmie è un film con le scimmie. E io ho la scimmia per i film sulle scimmie. Anche quelli che scimmiottano altri film sulle scimmie. Insomma, non riesco proprio ad essere obiettivo quando si tratta di scimmie. E credo che questo apparirà chiaro.

SCIMMIE!

The War - Il Pianeta delle Scimmie poster

The War – Il Pianeta delle Scimmie è il terzo film della serie di reboot cominciata nel 2011 con il bellissimissimo L’Alba del Pianeta delle Scimmie e proseguita nel 2014 con il discreto Apes Revolution, e il nono se contiamo tutta la saga inaugurata dal capolavoro del 1968 tratto dal romanzo di Pierre Boulle. La guerra tra umani e primati è in corso da due anni, e una parte dell’esercito, guidata dal colonnello McCullough (Woody Harrelson), da la caccia al gruppo di Cesare (Andy Serkis) cercando il loro rifugio in mezzo alla foresta, aiutato in questo da alcune scimmie traditrici ex alleate di Koba. Dopo una sanguinosa battaglia vinta, Cesare decide di liberare gli umani prigionieri e rimandarli alla loro base, chiedendo loro di riferire al comando che se lasceranno la foresta gli umani non verranno più attaccati, e finalmente sarà pace.

Ovviamente non va così. I soldati attaccano il rifugio, e McCullough stesso uccide la moglie di Cesare e suo figlio. Il branco viene spedito alla ricerca di una nuova terra da colonizzare, oltre il deserto, mentre il leader non riesce a levarsi dalla testa i propositi di vendetta. Vorrebbe partire da solo, ma Rocket Maurice e Luca, con motivazioni diverse, decidono di non lasciarlo solo, e l’accompagnano nel suo viaggio…

The War - Il Pianeta delle Scimmie

Pensavate che una scimmia non potesse guardarvi in cagnesco?

Piccolo intermezzo divertente. Stavo guardando il film con mia moglie quando lei sente nominare Luca.

– Luca? Ma dai!
– Cosa c’è?
– Non è un nome da scimmia!
– Perché, Cesare è un nome da scimmia?
– Uhm …anche questo è vero.

Comunque ha ragione, come cazzo gli è venuto in mente di chiamarlo Luca? Meglio se riprendiamo con la recensione.

The War – Il Pianeta delle Scimmie è… moltissime cose.

È un film di guerra, innanzitutto. Ben girato (da Matt Reeves, lo stesso regista del secondo capitolo) in maniera molto moderna, imparando la lezione di tutti i film di guerra da Salvate il Soldato Ryan in poi ma tenendo ben presente la lezione del passato, con un Harrelson il cui personaggio potrebbe benissimo chiamarsi Kurtz invece che McCullough (l’orrore… l’orrore…). È ricco di sangue, di violenza e di sequenze drammatiche, ma si può fare più di qualche appunto alla strategia delle due parti e alla gestione delle battaglie.

The War - Il Pianeta delle Scimmie

Al galoppo fratelli, all’assalto della diligenza!

È un western, in maniera evidentissima. I lungo viaggio dei quattro primati dell’Ave Maria è pieno di inquadrature rubate ai classici del genere. Mancherebbe solo la colonna sonora di Sergio Leone (le musiche di Michael Giacchino mi sono comunque piaciute molto). Sostituite poi le scimmie con dei pellirosse, e divertitevi a considerare il film una lunga sfida tra cowboy e indiani. Sapete per chi fare il tifo. Anche il finale (no spoiler!) è un chiaro omaggio al richiamo della frontiera che ci ha affascinato in tanti film coi boi, come li chiamava mia nonna.

È un film di fuga. Anzi, è La Grande Fuga, con un po’ di Fuga per la Vittoria e un pizzico di rivolta degli schiavi alla Spartacus. C’è il lager, i soldati sono i nazisti che marciano all’unisono e urlano slogan patriottici, ci sono tre o quattro inquadrature di Harrelson sulla sua terrazza che sembra Hitler ripreso da Leni Riefenstahl. E le scimmie sono ovviamente la razza da sterminare, in nome di una pulizia etnica che eviti ad ogni costo il contagio.

È un film del Pianeta delle Scimmie, ovviamente! Le citazioni dei film classici sono innumerevoli (dal nome di Nova, al virus mutato che fa regredire gli umani, al finale che fa riferimento a quello di Anno 2670 – Ultimo Atto) ma soprattutto è conclusione coerente di questa nuova trilogia, che si chiude in maniera quasi circolare riproponendo specchiate molte scelte presentate già nel primo reboot, evolvendo in maniera credibile la psicologia dei personaggi (vedi Koda usato come alter-ego e opposto di Cesare) e presentandone di nuovi perfettamente in linea con la vicenda.

È tutte queste cose e… è anche troppo.

War for the planet of the apes

Così tante cose? WOW!

Il difetto principale del film è che in certi momenti sembra voler buttare giù troppe metafore (mettiamoci anche il muro da costruire, via!) senza riuscire mai ad andare davvero in profondità, come faceva in maniera praticamente perfetta il film originale e come aveva fatto piuttosto bene anche il primo prequel-reboot. Tanta carne al fuoco ed un po’ di confusione, visto che serve una certa sospensione dell’incredulità per accettare alcune scelte fatte, sia dei personaggi all’interno della trama che alcune soluzioni della sceneggiatura (tipo la valanga più strana del mondo). Come dicevo qualche riga più su, né Cesare né McCullough si dimostrano maestri strateghi, e se la cosa può andar bene nell’idea di dar vita a uno scontro equilibrato, vengono in mente almeno quattro o cinque modi in cui uno a caso dei due rivali avrebbe potuto mettere fine al conflitto a suo vantaggio.

War for the planet of the apes

La cosa, comunque, viene mantenuta su binari più che accettabili, perché in fin dei conti The War – Il Pianeta delle Scimmie (poi mi spiegate il perché di questa traduzione parziale e a cazzo di cane del titolo originale War for the Planet of the Apes) non è un manuale di strategia militare né di psicologia, ma un blockbuster di intrattenimento. E da questo punto di vista possiamo imputargli ben pochi difetti. Il ritmo è veloce e i 140 minuti (ormai ahimé lunghezza standard per un film con qualche ambizione) non sembrano neppure troppi, il cast è convinto e convincente, ci sono una spalla comica che mi ha fatto sorridere più di una volta e scambi drammatici che danno spunti per riflettere, i dialoghi sono eccellenti, le ambientazioni splendide e ci sono le scimmie che tirano la cacca.

SCIMMIE CHE TIRANO LA CACCA!

A me, onestamente, basterebbe anche solo questo per promuovere il film a pieni voti. Ma anche se cancellassimo quella meravigliosa e persino intelligente scena (non fatelo) sarebbe ingiusto condannare un film con le scimmie solo perché non è l’originale Il Pianeta delle Scimmie.

Viva la rivoluzione scimmiesca!

Voto: *** 3/4

P.S. Il film è al momento disponibile on demand sulla piattaforma di Chili.

P.P.S. Dovreste proprio leggere anche la recensione di Cassidy, parte del suo imperdibile ciclo Blog of the Apes. Il Zinefilo non è d’accordo con noi, e stronca il film come solo lui sa fare 😉 Se volete segnalarmi anche le vostre recensioni fatevi sotto 🙂

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9 Comments

  1. fperale 29 November 2017
    Rispondi

    Io ho visto tutti i film della saga, intendo TUTTI a partire da quello del 1968, anche quello di Tim Burton, mi manca giusto questo, che mi scimmia abbastanza 😀

    • michele 29 November 2017
      Rispondi

      Benvenuto nel club degli appassionati di scimmie! Ecco una banana!

      • fperale 29 November 2017
        Rispondi

        Sono uno che guardava pure Lancillotto 008 😀

        • michele 29 November 2017
          Rispondi

          Lanci-Lancillotto Scimpanzero zero otto! Canto sempre la sigla a mia moglie! (lei non apprezza molto, purtroppo)

  2. Cassidy 29 November 2017
    Rispondi

    Un piccolo passo per i Monkey-Movies, finalmente il lancio della cacca è stato sdoganato al cinema! D’ora in poi l’unico limite è il cielo. Oppure lo sfintere scimmiesco ecco 😉

    Ti ringrazio per la citazione e aspettavo di leggere il tuo parere sul film, ci tengo al parere di un altro Scimmiologo DOC! Rispetto alla media dei blockbuster questa è stata una saga molto più intelligente, poi in certi momenti scivola, ma in generale se la media dei film estivi fosse sempre così, avremmo meno di cui lamentarci. Cheers!

    • michele 29 November 2017
      Rispondi

      La prossima frontiera è una storia di amore interrazziale. I want to believe!

      • fperale 29 November 2017
        Rispondi

        Non c’è stato già il bacio fra Mark Wahlberg e Michael Jackson..cioè Helena Bonham Carter in quello di Burton?

  3. Trackback: The War – Il pianeta delle scimmie (2017) | Il Zinefilo

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