My Little Moray Eel, di Lucia Patrizi

Io invidio molto Lucia Patrizi.

La invidio perché sul suo blog riesce a parlare di cinema con una profondità di analisi e una naturalezza tale da portarti dentro la pellicola. Capita a volte che non sia d’accordo con i suoi giudizi, ma è stata sempre in grado di farmi comprendere il suo punto di vista e di motivarlo con intelligenza.

La invidio perché ha una prosa chiara, evocativa, che non cerca lo stupore verbale o la frasetta da citazione su tumblr, ma che ti trascina nel suo mondo e te lo fa vivere.

La invidio soprattutto per la sua capacità di creare empatia con i suoi personaggi. Perché sa emozionare anche un vecchio cuore di metallo come il mio.

La invidio in senso buono, diciamo che è uno stimolo a migliorare, a lavorare con i miei limiti, a cercare di comunicare più efficacemente, soprattutto a tirare fuori qualcosa di personale da esprimere.

Il Posto delle Onde mi aveva quasi lasciato senza parole. Non era un romanzo privo di difetti, ma trasmetteva entusiasmo per la scrittura, amore per il mare, era infuso di un sense of wonder quasi antico e conteneva una storia di amore intensa, assoluta, memorabile.

My Little Moray Eel Lucia Patrizi

Appena finito Il Posto delle Onde ho subito comprato My Little Moray Eel, ma non l’ho letto immediatamente. L’ho lasciato lì qualche mese, mi guardava dalla lista di lettura del Kindle ma in qualche modo sapevo che mi avrebbe preso allo stomaco, e sentivo di dovergli dedicare il tempo giusto. L’ho finalmente aperto questa settimana, gli ho dedicato tre serate e quando l’ho finito ho chiuso il lettore con un sospiro.

L’ho già detto che invidio molto Lucia Patrizi? 😉

La trama

La Fossa delle Marianne.
Il luogo più buio e silenzioso della Terra.
Un ambiente ostile.
Ostile come le misteriose intelligenze che lo abitano.
Fin da bambina, Sara può comunicare con gli esseri che popolano l’oceano.
Può nuotare fra loro, immergersi senza paura.
Ma adesso qualcosa sta emergendo da quelle profondità abissali, qualcosa in grado di minacciare la sopravvivenza dell’uomo.
E Sara dovrà scegliere da che parte stare. E a quale mondo appartenere.

Anche in My Little Moray Eel c’è il mare, è evidente fin dalla sinossi. Non sono mai stato un grande nuotatore e non mi sono mai immerso, ma si sente che l’autrice ha una fortissima connessione con l’acqua e le sue creature. È una storia di amore. Sara, come Alice de Il Posto delle Onde, vive la sua diversità nei confronti del mondo e deve riuscire ad accettarla. È un amore diverso, meno carnale ma allo stesso modo estremamente fisico. È un amore doloroso, impossibile ma felice. Nello sfondo c’è un’altra apocalisse, meno inarrestabile della prima ma sempre catastrofica per il mondo come lo conosciamo. Tornano i temi della sopravvivenza, dell’adattamento, dell’integrarsi o essere integrati.

Lo stile di Lucia era già formato: frasi brevi, semplici, punto di vista ben delineato, un utilizzo di termini tecnici che ti fa capire che sa di cosa sta parlando ma non è mai prevaricante nei confronti de lettore. L’impressione è che si sia divertita davvero a scrivere il romanzo e abbia vissuto con partecipazione la sorte della sua protagonista. Sarei curioso di sapere se la trama è stata pianificata attentamente prima di cominciare oppure no…

My Little Moray Eel è in qualche modo un romanzo più semplice del successivo, ma solo perché Il Posto delle Onde trabocca letteralmente di idee. Forse è anche più riuscito, anche se le parti migliori del romanzo successivo erano meravigliosamente trascinanti: ma My Little Moray Eel (ecco… perché il titolo in inglese?) non si perde mai, prende fin da subito una strada e la segue fino in fondo. Non narra la storia di una guerra, di un mondo, di un eroe. Narra di Sara. E anche voi amerete Sara, ne sono sicuro.

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1 Comment

  1. babol81 30 November 2017
    Rispondi

    Nemmeno io sono patita di mare e nuotate, anzi, le profondità mi fanno anche un po’ paura. Ma leggendo My Little Moray Eel mi aveva preso un desiderio incredibile di immergermi e godere della bellezza del mare, oltre ad un magone devastante per ovvi motivi. Quindi sì, grandissima Lucia! 🙂

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