Bojack Horseman fa ridere, e fa davvero male

Bojack Horseman

Ci vuole un po’ per capire che Bojack Horseman è grande. O meglio, mi ci è voluto un po’, e sondando qualche opinione in giro mi è sembrato di capire che la mia esperienza è stata simile a quella di molti altri. Anche guardando le recensioni dei critici, la prima stagione ha ottenuto appena un 60% di pareri positivi, mentre le successive sono salite vertiginosamente al 90% ed oltre, ed è impazzita la Bojack-Mania.

Bojack Horseman

Appena uscita la serie provai a guardare un paio di episodi. Seguo molto attentamente le uscite televisive, e poiché non posso passare tutta la giornata davanti alla televisione cerco di stare sempre in allerta per capire quali novità possono interessarmi e quali no. Il binge-watching, avere a disposizione tutti gli episodi di una serie immediatamente, aiuta di certo, perché a volte rimango incerto dopo la visione di un primo episodio, e se dovessi aspettare una settimana per il secondo probabilmente lo mollerei. Invece, così, posso decidere di dare subito una  nuova chance alla serie.

Con Bojack non è bastato. Guardai il primo episodio e ci trovai qualche gag azzeccata e qualche interazione assurda, il secondo episodio fu più o meno uguale, continuai un po’ distrattamente con il terzo e non capii bene cosa dovevo apprezzare esattamente della serie. Così tirai un po’ i remi in barca, guardai tutta la prima stagione distrattamente, nei ritagli di tempo o mentre facevo altro, e il mio giudizio fu più o meno “boh”.

Bojack Horseman

Quando uscì la seconda stagione decisi di non seguirla più, e fu allora che cominciarono ad impazzare le recensioni positive. I critici più acclamati e i blogger più sconosciuti sembravano concordi: Bojack Horseman era la serie da seguire! E allora riprovai, timidamente. Questa volta decisi di prestare un po’ più di attenzione. E finalmente capii.

Il problema era nell’approccio. Mi ero trovato di fronte a una serie colorata, con animali antropomorfi che convivono con uomini in una Hollywood (anzi: Hollywoo) che sembra proprio quella vera. Che lavorano, bevono, fanno sesso, provano sentimenti e spesso se ne pentono, sognano una carriera, una famiglia, un futuro o sognano di poter cambiare il loro passato. Danno vita a gag spesso divertenti, e questo mi aveva tratto in inganno, perché mi ero seduto sul divano pronto a guardare una sitcom animata un po’ assurda. Mi aspettavo un nuovo Family Guy con una spruzzata di Otto sotto un tetto, magari con un po’ di nostalgia degli anni ’90. E invece avevo trovato Bojack Horseman.

Bojack Horseman

Cercavo l’assurdo, perché apparentemente Bojack Horseman era una serie piena di assurdità. Guardate Mr. Peanutbutter, quello stupido labrador sempre felice. Guardate Todd, che vive a scrocco sul divano del protagonista, doppiato da Aaron Paul. Guardate la satira evidente delle figure del produttore Lenny Turtletaub, della ex stellina Sarah Lynn che sembra una divetta venuta fuori dalla Disney a caso, il gatto poliziotto Miao Miao Pelosetto, il pinguino editore, la foca in marina (Navy seal…) il fidanzato Uomoadulto (assolutamente adulto!) di Princess Carolyn… guardate anche Bojack, sempre sul divano a bere con il muso lungo. Già, perché è un cavallo. Ahahahah.

Il fatto è che guardando bene i personaggi c’è ben poco da ridere. Bojack prende in maniera che più seria non si potrebbe tutte le loro assurdità, tutti i loro problemi. Guardandolo bene, vediamo che Bojack vorrebbe riscrivere il suo passato con la biografia curata insieme a Diane Nguyen, perché vuole cancellare i propri errori e vorrebbe capire cosa l’ha reso così ricco ma anche così miserabile. Capiamo che Princess Carolyn lotta strenuamente per l’affermazione di sé, ma vuole anche disperatamente crearsi una famiglia prima che sia troppo tardi. Todd è l’amico al quale ci si aggrappa disperatamente perché non si ha nessun altro, ma anche lui nasconde come meglio può un suo dramma interiore. Il mondo intero di Bojack Horseman si muove cercando affannosamente qualcosa per cui andare avanti: sesso, fama, droga, soldi, potere, riconoscenza, gratificazioni…

Bojack Horseman

Questo episodio vi devasterà…

Andando avanti nella serie, tutto diventa ancora più intenso. E doloroso. I personaggi crescono e impariamo a conoscerli, a capire cosa c’è dietro un labrador antropomorfo amato da tutti che sembra chiedere solo che gli si dica “good boy”, scopriamo qualcosa di più sul passato dei personaggi, sulle loro famiglie, le ambizioni, le motivazioni, e tutto è coerente, persino le assurdità che sembravano messe lì solo per strapparci una risata istintiva. Nella terza e nella quarta stagione ci sono veramente decine di momenti in cui una battuta mi ha fatto veramente ridere, e un secondo dopo sono stato colto dalla gravità del dramma dietro quella risata. Un “ahahahahahh…. oh…” da manuale.

Bojack Horseman

Forse avrei dovuto capirlo prima, avrebbe dovuto bastarmi quella sigla angosciosa che sembra volerti guardare dentro e sembra obbligarti a guardare nel vuoto. Tutto fa un po’ male, cantavano gli Afterhours alla fine degli anni 90, ed è davvero impossibile scindere commedia e tragedia in questa serie. Bojack Horseman è bella anche se fa male. È bella proprio perché fa male. È lo show più divertente e più psicologicamente devastante che possiate guardare in televisione. Guardatelo, meglio se tutto d’un fiato, e cercate di superare lo scoglio dei primi 5-6 episodi imperfetti a fondamentali per capire davvero i personaggi.

Bojack Horseman

 

Voto: *****

15 comments to Bojack Horseman fa ridere, e fa davvero male

  • fperale  says:

    Hai perfettamente ragione, è una delle migliori serie del momento. Non bisogna avere pregiudizi solo perché è un cartone animato, questa vola a livelli più alti di certe serie in live action!

    • michele  says:

      Bojack vola altissimo. Certi episodi delle ultime due stagioni mi hanno lasciato a bocca aperta…

  • rajin87  says:

    Onestamente non amo il genere. Non sono un folle fan dei Simpson, men che meno riesco a sopportare i loro cloni. Persino Rick & Morty non mi hanno detto nulla. Bojack Horseman però è diverso, mi ha praticamente conquistato un pochino alla volta, un dramma alla volta. Non conto le volte in cui ho ridacchiato solo per poi ragionare su quello che era successo e bloccarmi con un “oh… cazzo.” Fa ridere che al momento non lo stia seguendo perché… beh, fa troppo male. Lo riprenderò quando i tempi saranno migliori, ma al momento non posso non considerarlo un piccolo capolavoro.

    • michele  says:

      Neanche troppo piccolo 🙂 Grazie per il commento!

  • Elfoscuro  says:

    La prima stagione parte in punta di piedi molto goliardica, ma poi nella seconda e nella terza stagione esplode in tutte la sua genialità e introspezione emotiva…per poi limitarsi a qualche piccolo sprazzo nella quarta stagione. Speriamo che la chiudano subito senza allungare il tutto, perché è una serie molto bella e sa raccontare una storia.

    • michele  says:

      Siete stati in molti a trovare la quarta stagione in calando… io, forse perché le ho viste tutte e quattro di fila, ho avuto invece la sensazione di una crescita emozionale impressionante. Il finale con Mr. Peanutbutter e Diane e la puntata dedicata alla mamma di Bojack sono state delle vere bordate

      • Elfoscuro  says:

        Infatti io mi riferisco a quelle quando ho detto sprazzi, ma era impossibile non dare l’inversione di marcia dopo il finale della terza stagione. Osare di più verso il suo personaggio era impossibile, infatti hanno cercato un risvolto positivo che ci stava, ed hanno dirottato il tutto sulla storia della sua famiglia cosa riuscitissima. I personaggi di contorno gli ho visti bene ma forse, e dico forse, troppo ridimensionati nelle loro storie personali che restano comunque credibili. Menzione d’onore per Jessica Biel, probabilmente l’elemento più fuori di testa nella quarta serie.

        Per il resto concordo, questo è un gran prodotto.

  • Cassidy  says:

    Come dice la scimmia saggia dell’ultima immagine, è come andare a correre, fa male ma lo devi ripetere tutti i giorni, poi diventa più facile, ecco guardare questa serie è così, da spettatore fai un “lavoro interiore” insieme a Bojack, hai fatto bene a recuperarla, per me è un capolavoro del piccolo schermo 😉 Cheers

    • michele  says:

      Le scimmie si dimostrano sempre più sagge di noi 😀

  • rikynova83  says:

    Le opere che fanno ridere e allo stesso tempo fanno riflettere e fanno male…sono le opere superiori. Come Amici Miei, che se ci pensate bene, rispecchia alla perfezione quest’ottica, il problema per noi è che l’abbiamo visto in anni recenti, per cui non abbiamo lo stesso effetto magari di chi ha vissuto certi fatti, come l’alluvione di Firenze. Scusate la digressione: per il resto sicuramente a breve inizio la visione!

  • Nick Parisi  says:

    Non lo conoscevo, proverò a dargli uno sguardo.
    Ciao

    • michele  says:

      Fammi sapere poi 🙂

  • rikynova83  says:

    Ho iniziato a vederlo: primi tre episodi.

    Impressioni ottime, anche se

    a) c’è tanto, tanto di Family Guy (la scena in cui Bojack e la fidanzata incontrano la mamma con il passeggino, ad esempio); ha però meno eccessi, soprattutto in relazione alle cervellotiche puntate delle stagioni dalla 10 in poi;

    b) a sensazione non so se la tua impressione del ‘mi fa ridere e stare male’ trovi un’applicazione nel mio caso. Ho l’impressione che sia un mondo troppo lontano. Ma ovviamente sono alle prime tre puntate, che dovrebbero essere diciamo – interlocutorie – invece mi sono piaciute un sacco: la scena del diverbio con la foca militare è qualcosa di epico.

    • michele  says:

      Mi sembra che le prime tre puntate siano piaciute più a te che a me, quindi sono piuttosto fiducioso che andando avanti tu possa adorarlo 🙂 Diciamo che la frase del titolo è applicabile soprattutto dalla seconda stagione in poi…

  • Marco “Cannibal Kid” Goi  says:

    Non per tirarmela, però io sono stato tra i pochi ad aver adorato BoJack fin da subito. Fin da quella splendida sigla…
    Certo, con le stagioni successive è via via cresciuto, però le basi geniali c’erano già dall’inizio.
    Comunque alla fine il riso amaro delle vicende dell’uomo cavallo e dei suoi compari conquista tutti. 😉

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