[GEEK LEAGUE] – Summer Games – Il mio totem geek!

Neanche da bambino potevo ritenermi eccessivamente sportivo. Andavo sulla mia bmx, come tutti, giocavo a calcio, come tutti, ho persino fatto un anno di tennis. Un anno solo. Ma almeno era una cosa che non facevano tutti. Nonostante questo, non ero uno sportivo. Non ero il più forte, il più veloce, il più preciso. Nemmeno il più scarso, ma in quasi tutto ero nella media, e onestamente non ho mai avuto troppa voglia di esercitarmi fino allo spasimo per migliorare. I cartoni animati giapponesi sportivi che mi piacevano tanto insegnavano l’importanza di pratica, sacrificio e allenamenti massacranti. I Superboys di Shingo Tamai si facevano passare sopra da una jeep per rinforzare le gambe, Mimì Ayuara e le sue compagne venivano prese a pallonate in faccia, ma io mi sono sempre sentito più vicino al mitico protagonista di Tutti in campo con Lotti, che più che a faticare pensava a mangiare SPA-GHET-TI! (o in originale, CHASHUMEN!, un tipo di ramen).

Quando ho compiuto otto anni, poi, i miei genitori mi hanno regalato una cosa che avrebbe segnato la mia crescita e mi avrebbe fatto capire che sì ok l’aria aperta, ma anche il divano non è così male: il COMMODORE 64.

C64

Bello, vero? Questa schermata blu è stata un appuntamento fisso, quasi giornaliero per molti anni. Quando scrivevo LOAD e premevo il tasto di caricamento del lettore di cassette si trasformava in un coloratissimo caleidoscopio. E io attendevo. Per molti minuti. Troppi, se vedo la cosa con i criteri di oggi, ma ero abituato ad aspettare. Esistevano anche le cartucce, quelle caricavano subito, ma non se ne vedevano troppe in giro. Io ne avevo una sola: Emlyn Hughes International Soccer, un gioco meraviglioso che… beh, non è ciò di cui volevo raccontarvi, magari ne parliamo un’altra volta.

Le cassette, dicevo, erano molto più comuni. Anche perché non era strettamente necessario andare nei rari negozi di informatica dell’epoca e comprarle originali. Nella mia edicola di fiducia, insieme alle figurine, ai giornalini e agli Sgorbions (già, anche gli Sgorbions sarebbero stati un totem geek niente male. Sarà per la seconda parte ;)), vendevano decine di cassette che contenevano una quantità apparentemente infinita di giochi per il Commodore 64 e non solo (ma chi erano gli sfigati con lo Spectrum?). Giochi pirata ovviamente, ma ero troppo piccolo per capire la differenza. Anche se il sospetto a volte veniva, visto che giochi ultrafamosi come BUBBLE BUBBLE o BARBARIANS venivano immotivatamente rinominati BOLLE BOLLE o DUELLO BARBARO. Ma andiamo oltre. Vi ho mostrato la schermata del C64 ma ora vorrei portare la vostra attenzione sugli accessori. In particolare sui Joystick.

Joystick

Due tasti o anche solo uno e nel mezzo il “bastoncino della gioia” vero e proprio, che contrariamente a quanto si può pensare non è una roba porno. Giocarci era una goduria, era quasi come avere a casa quei grossi cabinati che – in mancanza di una sala giochi nel mio paese – potevo apprezzare dentro il bar (dio benedica Street Fighter II). I joystick venivano lanciati a terra o contro un avversario particolarmente fastidioso (o troppo bravo), venivano sballottati qua e la e sembravano apparentemente indistruttibili, a confronto della roba fragilissima e sensibilissima di oggi. Ma anche loro avrebbero presto trovato la loro nemesi…

Summer Games

Un bel giorno, neanche troppo camuffato da nomi strani, capitò nelle mie grinfie questa cassetta. Non ricordo con esattezza, ma probabilmente era il 1988, e l’attesa delle Olimpiadi di Seoul si faceva spasmodica. Io già giocavo alle Olimpiadi, usando i Masters o gli Exogini, li dividevo in squadre e li facevo competere negli sport più vari, dalla corsa alla lotta al calcio (usando il campo del Subbuteo!), ma ora avevo qualcosa di meglio. Ora potevo guidare l’Italia alla testa del medagliere.

Summer Games

E c’era pure il teodoforo, a mettere tutti dell’umore giusto.

Ricordo che ero fortissimo nel salto con l’asta, nel quale riuscivo a stracciare i record di Sergey Bubka.

Anche i tuffi richiedevano una buona preparazione e tempismo per entrare in acqua al meglio.

Poi c’erano nuoto, tiro al piattello, staffetta, ginnastica. Ma soprattutto c’era la corsa della morte, l’incubo di ogni joystick, la gara nella quale la vittoria era più ambita e costava davvero sudore, e per la quale nessun trucco era vietato… i 100 metri!

Il meccanismo del gioco era facilissimo: si doveva muovere l’asta del joystick a destra e a sinistra, a destra e a sinistra, più velocemente possibile. Le sfide erano all’ordine del giorno, e a risultare vincitore spesso era… chi aveva il joystick migliore.

Quelli più semplici vennero distrutti in breve tempo, e quelli del vecchio Atari 2600 sembravano inadatti a battere ogni record. Serviva qualcosa di più maneggevole. Qualcosa di più soddisfacente. Serviva il QUICKSHOT II PLUS!

Quickshot II Plus

Con il joystick che faceva click ogni volta che lo muovevi l’armonia era perfetta. Il mio salotto si era trasformato in un casino infernali di clicchettii, urla, risate. Poi lasciate perdere che se ne sfasciava uno ogni due mesi… andava bene lo stesso!

Ecco, questo faceva per me. Altro che lo sport vero. Non potevo che finire così… membro della Geek League, con codice H005. The Smiling Barber, per servirvi!

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41 Comments

  1. Trackback: Geek League – L’Uomo Ragno 102: il mio Totem Geek | OMNIVERSO

  2. rikynova83 5 February 2018
    Rispondi

    Bruscolini per meeeee con la prima immagine 😀 ma anche per la secondaaaa. Il Joystick nella foto singola l’ho sicuramente usato, ma non era mio. Hai citato tantissimi ‘cult’ anche della mia infanzia: Exogini, Masters, Subbuteo. Anche perché il Commodore è entrato nella mia vita più avanti, quando già ero un ragazzino (Da bambino i computer erano l’Amiga di qualche amico e il Commodore del mio vicino di casa, ma con quest’ultimo ho visto solo qualche partita).

    Comunque eri sportivissimo, altroché :D. Anche se io, pur non essendo sportivo,non ero così sedentario: d’estate e primavera si stava tanto fuori casa e comunque si giocava in modo dinamico, non si stava fermi su un divano. Televisione era comunque ‘controllata’ (mia madre mi dava dei limiti di orario) e per i videogiochi…li ho avuti non presto, ero già alle medie con il Commodore, poi in terza media (natale 1996) arrivò il pc e lì le cose sono cambiate, anche perché comunque il tempo dei giocattoli era finito (però alle superiori ero videogiocatore, ma l’attività principale era ovviamente lo studio).

    I Summer Games? Bellissimo gioco, non ho avuto l’onore di cimentarmi, ma capisco che possa essere diventato facilmente il tuo ‘totem’ geek!

    Ps Non conosco quel gioco di calcio che citi. Attenderò il tuo post!

    • michele 5 February 2018
      Rispondi

      Ero un finto sportivo in attesa di trovare la mia strada 😉 Alle superiori l’attività principale era lo studio? Secchione! 😀

  3. Trackback: Geek League Albo 1. Il Totem |

  4. Kiral (@kiralgameocracy) 5 February 2018
    Rispondi

    Queste sono le classiche esperienze che mi mancano a causa dell’età (e che rimpiango)!

    PS: ho visto che hai scritto giornalini eh! XD

  5. Trackback: GEEK LEAGUE – L’Unico Anello, il mio Totem Geek | La tana dell'Orso Chiacchierone

  6. fperale 5 February 2018
    Rispondi

    Quanti ricordi! E’ vero, erano giochi scassa-joystick!

    • michele 5 February 2018
      Rispondi

      Giochi nei quali dovevi muovere più velocemente possibile la mano sul bastoncino della felicità… uhm… non è poi così strano che piacessero a tutti 😀

  7. redbavon 5 February 2018
    Rispondi

    Alla vista di Summer Games e poi dei joystick a micro-switch sono stato sommerso da un’onda di tsunami retrò-nostalgico che nella scala “(nostalgia)Canaglia” è al 10° grado, cioè il massimo.
    Winter Games e Summer Games portarono nelle case quel magnifico esempio di divoratore-di-paghette che era Hyper Olympic (o Track & Field). Ne fecero le spese i joystick (e ne goderono sommamente i produttori). Io sospetto da sempre che dietro alla Konami e Hyper Olympic di fosse un cartello dei produttori di joystick, Spectravideo in testa.

    • michele 5 February 2018
      Rispondi

      DANNATE MULTINAZIONALI DEL JOYSTICK!

      • redbavon 5 February 2018
        Rispondi

        GOMBLOTTTTOOooo! Mainujoystick.

  8. Pietro Sabatelli 5 February 2018
    Rispondi

    Fantastiche soprattutto le immagini, io però credo di aver giocato a quelle invernali, nella versione da Sega Winter Olympics 😉

    • michele 5 February 2018
      Rispondi

      Eh ma col joystick del commodore era tutta un’altra cosa 😉

  9. mikimoz 5 February 2018
    Rispondi

    Miché, ma sai che io forse avevo DUE Quickshot? Ma l’1, probabilmente. Li usavo per l’Amiga 500. Mamma mia.
    Bellissimi con la ventosa. Il videogame non lo ricordo, mi sembra tanto Prince of Persia alle Olimpiadi! XD
    Però, interessante farle coi Masters!

    Moz-

    • michele 5 February 2018
      Rispondi

      Bei tempi quando un joystick andava bene per tutto! Io ho usato con successo anche quelli dell’Atari 2600, quando ne ho mandati in frantumi qualcuno. Prince of Persia… beh le animazioni erano migliori, ma capisco il paragone 😉

  10. Cassidy 5 February 2018
    Rispondi

    Avevo proprio quello, il Quickshot II plus! non c’è la faccio, troppi ricordi (Cit.) 😀 Cheers

    • michele 5 February 2018
      Rispondi

      Uno solo? Fortunato! Io ricordo di averne spaccati almeno tre!

  11. Nick Parisi 5 February 2018
    Rispondi

    La Geek League sta cominciando alla grande!
    P.s
    W il Commodore! 🙂

  12. Kukuviza 5 February 2018
    Rispondi

    Ecco, devo ammettere che questi giochi sportivi spaccajoystyick/tastiera erano quelli che facevo di meno…

  13. Conte Gracula 5 February 2018
    Rispondi

    Io sono così poco sportivo che anche coi videogiochi di sport sono un disastro XP
    Il massimo del videogioco sportivo, per me, erano i picchiaduro coi personaggi che si sparano lucette e fiamme. Arti marziane, più che arti marziali 😛

    • michele 6 February 2018
      Rispondi

      Nemmeno International Karate Plus, che per qualche istante mi fece balenare in mente la folle idea di iscrivermi a un corso di karate? 😉

      • Conte Gracula 6 February 2018
        Rispondi

        Non l’ho giocato 😛

        • michele 6 February 2018
          Rispondi

          Il primo picchiaduro (e per molto tempo l’unico) a presentare una sfida a tre!

  14. Moreno Pavanello 5 February 2018
    Rispondi

    Era un altro gioco olimpico, ma il meccanismo era lo stesso: ce ne ho sfasciato uno, di quei joystick.

    • michele 6 February 2018
      Rispondi

      Forse il mitico Track & Field 🙂 Anche quello giocato fino allo spasimo!

  15. pirkaf76 5 February 2018
    Rispondi

    Il gioco delle Olimpiadi era il distruggi Joystick per eccellenza.
    Comunque ottima scelta, il Commodore 64 è un mito.

  16. Orso Chiacchierone 5 February 2018
    Rispondi

    E quando il Joystick aveva le ventose le scrivanie tremavano manco ci fosse il terremoto!
    Sono stato fortunato ad avere amici ricchi, loro compravano e io giocavo! XD

    • michele 6 February 2018
      Rispondi

      Ovvio: senza ventosa i risultati migliori non si ottenevano! Poi la metà delle volte rimanevano attaccate al tavolo 😀

  17. Arcangelo 5 February 2018
    Rispondi

    Quoto il commento del Conte, a parte NBA Live sono sempre stato una frana anche nei videogiochi sportivi. Cooomunque… mai giocato con il Commodore 64, ero troppo piccino 😛

  18. Stories. 5 February 2018
    Rispondi

    Anch’io, come Kiral, non ho avuto il piacere di fare strage di Joystick ma mi sarebbe piaciuto molto provare questo videogioco sportivo: per me sempre meglio che faticare con qualche corsetta ;D

  19. La Firma Cangiante 5 February 2018
    Rispondi

    Bellissimo post, quanti ricordi comuni. Di quei joystick non so più quanti ne abbiamo spaccati io e mio fratello, non solo con Summer Games, ricordo bene anche The barbarian, finito più volte e le cassette dell’edicola (che non funzionavano quasi mai), poi imparai a copiare i giochi in cassetta sullo stereo, dopo i primi tentativi riusciti non ci credevo, e quella schermata blu seguita dall’arcobaleno, load, run, ready, che figata. Bellissimo post.

    • michele 6 February 2018
      Rispondi

      Non ho mai provato a copiare i giochi, la leggenda tra noi diceva che se mettevi la cassetta in un registratore “normale” questa si cancellava 😀

  20. Emanuele 6 February 2018
    Rispondi

    Quando ho aggiunto il permalink credevo si trattasse di giochi estivi da spiaggia… 😅
    Anche tu bellissimo ricordo!
    Io delle olimpiadi ne avevo uno per SMS in cui dovevi cliccare i tasti A e B ripetutamente, non rompevi nulla ma ti veniva l’acido lattico ai pollici o agli indici (se poggiavi il joypad). I programmatori saranno tutti morti per i colpi che i ragazzi di tutto il mondo gli avranno tirato.

  21. michele 6 February 2018
    Rispondi

    Credo di averci giocato a casa di un amico! Una tortura!

  22. paolodelventosoest 7 February 2018
    Rispondi

    Oh – my- god.
    Qui ci scappa la lacrimuccia. Oddio voglio perdermi nei ricordi

Rispondi

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