Halt and Catch Fire – ultima stagione

HALT AND CATCH FIRE

Stagione 4

In onda dal 19 Agosto 2017 al 14 Ottobre 2017
Network: AMC
In Italia: inedito
Genere: tech-drama
Durata: 45 minuti
Episodi: 10

Halt and Catch Fire

Ci sono serie che ti prendono subito, che ti acchiappano dal primo istante e non ti mollano più. Ce ne sono altre che subiscono alti e bassi, inseguono lo spettatore, a volte lo perdono, a volte lo ritrovano. Altre partono forte e tradiscono presto. Alcune si svelano lentamente. Eppoi c’è Halt and Catch Fire, la cui grandezza sono riuscito a percepire davvero solo alla fine dell’ultima stagione, quando tutto si era concluso.

Non che abbia scoperto la serie solo ora: alla prima stagione ho dato quattro stelle, ho messo la seconda al quarto posto nel mio classificone di fine 2015, alla terza addirittura ho dato quattro stelle e mezzo… Insomma, l’ho sempre amata e non ho mai mancato di consigliarla ogni volta che potevo. Ma nonostante questo, arrivato alla fine, sento di averla sempre sottovalutata. E il fatto di aver visto questa ultima stagione solo cinque mesi dopo la sua conclusione lo dimostra.

Halt and Catch Fire

Non sono stato il solo. Negli USA la serie è stata vista da pochissime persone, e il fatto che sia arrivata a quattro stagioni è un piccolo miracolo. Meno di 350000 spettatori di media, e se consideriamo che nello stesso network (AMC) Preacher supera il milione, e un The Walking Dead in calo verticale arriva comunque oltre i sei… In Italia poi le cose vanno ancora peggio, visto che nessuno si è preso la briga di portare la serie da noi. Eppure il gradimento dei pochi che l’hanno guardata è sempre stato molto alto, e in continua crescita. Su Metacritic, dal 69% della prima stagione siamo arrivati al 92 dell’ultima, con un 100% di recensioni positive su Rotten Tomatoes.

È difficile capire perché Halt anc Catch Fire non abbia avuto successo. Forse l’argomento non ha aiutato. La prima stagione ruotava intorno alle vicende di un gruppo di ingegneri che tentavano di costruire un nuovo computer: una premessa che suona molto nerd, e che non aveva neanche quegli appigli ironici che hanno fatto la fortuna di The Big Bang Theory, o in misura minore di Silicon Valley. Eppure più che alle tecnicalità da maniaci del settore (comunque tecnicamente la serie è molto corretta) HaCF ha sempre puntato più sui rapporti tra i personaggi, in continua evoluzione.

Halt and Catch Fire

Come dice Joe McMillan, l’esperto di vendite e quasi-guru interpretato dal bravo Lee Pace, “computers aren’t the thing. They’re the thing that gets you to the thing.” Tutta questa tecnologia serve a connettere le persone, e non a isolarle nelle loro stanze come può apparire in qualche momento. Questa intuizione permea tutte le stagioni, fino a culminare nell'”approccio umano” della quarta. I protagonisti parlano di motori di ricerca, acquisti online, esperienze di gioco condivise, comunità online, social network ante-litteram. Poi che i loro sforzi non arrivino mai veramente ad un vero successo poco importa. Halt and Catch Fire si svolge nel nostro mondo, in una nicchia di verosimiglianza ritagliata tra gli appassionati che avrebbe potuto evolversi nella “next big thing” ma che si è sempre fermata un attimo prima.

Halt and Catch Fire

Halt and Catch Fire è una storia di fallimenti. Nella prima stagione la Cardiff Electric non riesce a costruire un computer davvero rivoluzionario malgrado intuizioni formidabili, e l’arrivo dei primi Macintosh dimostra che altri erano già qualche passo più avanti. Nella seconda Mutiny non riesce a decollare come avrebbe potuto, un po’ per limiti strutturali e molto per divergenze umane di visione. Nella quarta il provider CalNect non riesce a competere con i giganti del settore, il browser LoadStar non decolla mai davvero, il videogioco Pilgrim viene stroncato, l’esperienza di Comet non può che infrangersi contro il gigante Yahoo…

Anche i rapporti umani falliscono. I matrimoni non sono infiniti, le relazioni non riescono a trovare quell’incontro a metà strada che potrebbe conciliare due caratteri diversi, i rapporti di lavoro si incrinano poco a poco, persino le amicizie faticano a consolidarsi in maniera decisa. Ma proprio questi fallimenti sono il motore di una evoluzione, di un cambiamento necessario, di una evoluzione che porta i personaggi a divenire quello che sono.

E alla fine della quarta stagione mi sono sinceramente commosso, perché i personaggi di Halt and Catch Fire si sono evoluti fino a diventare quasi reali, personalità con le quali sentire qualcosa di comune. Hanno avuto una crescita straordinaria.

Halt and Catch Fire

Anche il cast ha avuto questa crescita. Ci sono momenti in questa ultima stagione in cui basta guardare gli attori negli occhi per capire chi sono, e quanto il personaggio che interpretano è entrato anche dentro di loro. Di Joe McMillan, vero motore del cambiamento e centro della storia, abbiamo già detto. Scoot McNairy interpreta Gordon Clark, ingegnere e forse vero protagonista della serie, la persona con cui identificarsi alla ricerca di una stabilità e di una calma interiore che sembrano quasi impossibili. Recentemente l’abbiamo visto in Godless, dove è altrettanto straordinario. Mackenzie Davis è Cameron Howe, ragazza prodigio della programmazione reclutata per trovare la svolta, irrequieta quasi come Joe, indomabile, dal passato difficile eppure così dolce. Kerry Bishé è Donna, la moglie di Gordon, inizialmente silenziosa e solida, il cui talento però non può rimanere sacrificato a lungo tra le mura domestiche. Ha l’evoluzione più forte, anche visivamente diventa un’altra persona, bellissima, sicura di sé, dura. Quasi antipatica, persino, ma è anche una corazza per farsi largo in un mondo di uomini. Infine Toby Huss è John Bosworth, l’uomo in un mondo di macchine. Toby è eccellente doppiatore e come attore si è già visto nel grandissimo Carnivàle, qui è la persona comune, senza una vera comprensione della tecnologia, che riporta spesso sulla Terra molti dei protagonisti. E per Cameron diventa come un padre.

A questi dovremmo aggiungere nella quarta stagione le due figlie di Gordon e Donna, divenute ormai quasi delle donne con due caratteri completamente diversi. Due idee divergenti di futuro, in qualche modo comunque conciliabili. In particolare Susanna Skaggs, l’interprete di Haley, mostra una capacità di emozionare che – ne sono convinto – la porterà ad altri successi.

L’insegnamento di tutte queste persone è che il fallimento si deve accompagnare a una nuova speranza. C’è sempre modo di migliorarsi, c’è sempre un passo da fare dopo che potrà portarti verso territori nuovi, sconosciuti, spaventosi, ma che è comunque un passo avanti. E anche alla fine di tutto si può lasciare qualcosa per gli altri.

Negli USA Halt and Catch Fire è ora disponibile su Netflix, e comincia ad attrarre un nuovo pubblico che l’ha ignorato finché era in onda nella televisione tradizionale. Spero che arrivi allo stesso modo anche in Italia, perché sono convinto che lascerà qualcosa anche per voi.

 

Voto: *****

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5 Comments

  1. fperale 24 days ago
    Rispondi

    Mai seguito ma ne ho sempre sentito parlare bene, e tu mi confermi queste recensioni!

  2. stories2358 24 days ago
    Rispondi

    Da tempo é segnata tra le mie prossime visioni.. Giusto il tempo di concludere qualche altra serie e si parte con il recuperone. Ne ho sempre sentito parlare bene anche se poco: Chissà se in futuro si rivaluterà diventando un piccolo cult? 🙂

  3. Cassidy 24 days ago
    Rispondi

    Ho visto alcuni episodi della prima stagione, e mi stavano pure piacendo! Poi non so perché l’ho persa di vista ripetendomi, ora la riprenderò, ora la riprenderò, andata, me la sono persa. Approfitterò di Netflix a questo punto non ho più scuse. Cheers!

  4. mikimoz 24 days ago
    Rispondi

    Probabilmente io stesso non l’avrei guardato visto l’argomento per me ostico… Però amo le storie dove si raccontano i personaggi in modo reale, la loro crescita; amo le storie dove i personaggi sembrano quasi persone. E ti dirò: spesso ho notato questa cosa molto più nei prodotti italiani che stranieri, sai?
    Chissà, magari se mi ci imbatto, gli darò un’occhiata…^^

    Moz-

  5. Marco “Cannibal Kid” Goi 12 days ago
    Rispondi

    Hai ragione. Anche io l’ho sempre amata e consigliata, però soltanto arrivato alla fine ho davvero compreso quanto fosse importante per me. Mi/ci mancherà.

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