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Molly’s Game

MOLLY’S GAME

Regia di Aaron Sorkin

Con Jessica Chastain, Idris Elba, Kevin Costner, Michael Cera
Titolo originale: Molly’s Game
Genere: biografico
USA 2018
Durata 140 minuti

Molly's Game

L’unico vero momento in cui mi sono appassionato al poker è stato quando, forse decenne o poco più, trovai in una cassetta pirata comprata in edicola il gioco dello strip poker di Samantha Fox per Commodore 64. Ci ho passato ore per riuscire nell’intento di spogliarla completamente, affrontando l’onta di troppe sconfitte e il sospetto che il programma barasse. È stata probabilmente questa la mia introduzione all’erotismo digitale, e forse i giovani d’oggi abituati a farsi venire i calli su Pornhub e XHamster rideranno e penseranno che fosse poca cosa. Ma insomma, era pur sempre Samantha Fox!

Samantha Fox Strip Poker

Tanto erotismo mi travolge!

Forse è questo romantico ricordo a portarmi a guardare con un occhio di riguardo ai film sul poker. Ce ne sono tantissimi: da La Stangata a Il Giocatore, da Runner Runner a quel capolavoro di Asso con Adriano Celentano. Sì, il poker è uno sport assolutamente cinematografico, con tutto il suo carico di tensione, strategia, poste altissime, inganni e con tutto il mondo variegato, affascinante ed inquietante che gira intorno ai tavoli. Non è quindi una sorpresa che per il suo esordio come regista uno come Aaron Sorkin abbia scelto proprio la biografia di Molly Bloom.

Sportiva altamente competitiva, donna bellissima, intelligente, brillante, Molly Bloom ha costruito in pochi anni un vero e proprio impero semi-legale di serate di poker ad altissimo livello, che hanno coinvolto attori e politici, uomini d’affari e sportivi, musicisti e… malviventi, ovviamente. La cosa ha attratto l’attenzione dell’FBI, che contro la Bloom ha messo in piedi un caso che l’ha portata all’attenzione dell’intera america prima di risolversi in… non ve lo dico, altrimenti cosa lo guardate a fare il film?

Molly's Game

Ah già, per lei!

Aaron Sorkin è divenuto noto come scrittore di dialoghi memorabili, duelli verbali a folle velocità quasi sempre con protagonisti personaggi in qualche modo di potere. Politici, giornalisti, rivoluzionari digitali, vincenti o perdenti, ma sempre alla ricerca della competizione in primo luogo con se stessi. Proprio come Molly Bloom.

Il fatto che in Molly’s Game la Bloom sia interpretata da una divinità della recitazione come Jessica Chastain ha reso il tutto ancora più interessante. La Chastain è una sorta di magnete ogni volta che appare sullo schermo, non avrebbe neppure bisogno di parlare ma in qualche modo ogni volta che lo fa rende tutto più perfetto. Molly Bloom è quasi un ideale seguito di Miss Sloane, che non a caso era molto Sorkiniano nello spirito. Il cerchio si può chiudere. Mettiamoci poi un altro grandissimo come Idris Elba e il successo sembrerebbe assicurato.

Molly's Game

All eyes on her

In effetti mi sono molto divertito guardando Molly’s Game, e il film mi ha fatto venire per l’ennesima volta voglia di prendere in mano un glossario del poker per cercare di capire cosa diavolo stesse succedendo in alcune scene nelle quali passavano di mano milioni di dollari come noccioline. Sorkin ha fatto della sua protagonista un’eroina per certi versi improbabile, per cui si finisce per fare persino troppo il tifo, e i dialoghi con il suo avvocato Elba sono la parte migliore. La struttura scelta è quella di salti avanti e indietro nella vicenda. Alla storia giudiziaria della Bloom si accompagnano flashback sul suo passato, dall’infanzia in poi, da bassi dai quali sembrava difficilissimo risollevarsi ad alti che l’hanno portata a conoscere i segreti dei potenti di mezza America.

Molly's Game

La storia di una donna così forte, carismatica, capace di dividere le coscienze e con una famiglia non esattamente tradizionale accomuna Molly’s Game a un altro grande titolo uscito recentemente: Tonya. Come in quel film, anche qui la protagonista è la cosa migliore, il resto del cast è di altissimo livello e qualch problemino semmai lo si può trovare nel modo in cui la storia è raccontata.

La sensazione infatti è che Sorkin come regista non abbia lo stesso talento che ha dimostrato come sceneggiatore e dialoghista. Non è male, intendiamoci, ma è molto canonico, utilizza qualche stilema Scorsesiano ma non ha lo stesso tocco magico del maestro nel destreggiarsi tra le ambiguità morali che una vicenda come questa avrebbe richiesto. Non è Scorsese, non è Fincher, non è Danny Boyle. Il risultato è che Molly’s Game è bello… ma non MOLTO bello. Resta comunque Sorkin, non ci lamentiamo troppo.

Molly's Game

Ok sei brava, sei figa, vuoi anche dirigere tu il set?

P.S. Nonostante tutto ancora non capisco una sega di poker e ho già dimenticato il significato di tutte i termini studiati. Ci facciamo una partita a tressette?

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14 Comments

  1. babol81 17 April 2018
    Rispondi

    Intanto bentornato dalla vacanza nipponica, che mi pare sia andata molto bene!!
    Di Molly’s Game ne parlerò venerdì, mi è piaciuto parecchio soprattutto per l’interpretazione della Chastain, in grado di reggere alla perfezione la logorrea isterica di Sorkin. Secondo me è un film che si ammoscia un po’ sul finale o, meglio, si banalizza, ma comunque merita una visione.

    • michele 17 April 2018
      Rispondi

      Benissimo direi! Presto arriverà anche un reportage 🙂 Concordo sul finale e sull’interpretazione, e sulla conclusione.. vale una visione!

  2. Cassidy 17 April 2018
    Rispondi

    Non ti ho letto per il semplice fatto che il film è tra le cose da vedere nel breve termine, quindi prometto di ripassare, se vuoi porto le carte però 😉 Cheers

  3. Pietro Sabatelli 17 April 2018
    Rispondi

    Non dimenticarti anche dei mitici Bud & Terence per i film sul poker 😀
    Comunque essendoci la Chastain non mi perderò assolutamente questo film 😉

    • michele 17 April 2018
      Rispondi

      Punto senza vedere… mi fido ciecamente del sedere, ohohohoh! 😀

  4. Kukuviza 17 April 2018
    Rispondi

    Devi rispolverare il gioco con Samantha Fox, forse adesso, rispetto ad allora, hai abbastanza conoscenze per portarlo a termine! Non ho mai capito comunque come facessero a vendere tranquillamente quelle cassette nelle edicole!

    • michele 17 April 2018
      Rispondi

      Mistero! Me lo chiedo sempre anche io 😀 Comunque sono riuscito a finirlo anche al tempo, con grande fatica ma immensa soddisfazione 😉

  5. mikimoz 17 April 2018
    Rispondi

    E a me il poker nemmeno piace.
    Ma perché le tette, riflesse nello specchio, sembrano più grosse? 😮

    Moz-

  6. pirkaf76 17 April 2018
    Rispondi

    Lo strip poker con Samantha Fox è indimenticabile quanto orrendo ( il sonoro era al limite del disturbante ).
    Io comunque lo conclusi. 😛

    • michele 17 April 2018
      Rispondi

      Non che la grafica fosse molto meglio 😀 Si poteva fare di meglio, anche all’epoca 😉

  7. rikynova83 17 April 2018
    Rispondi

    La tua introduzione è la mia introduzione. Anche per me fu così con quel gioco. E vedendo perdere il mio amico videogiocatore, bravissimo, ho il sospetto anche io che quel gioco fosse infinibile.

    • michele 17 April 2018
      Rispondi

      Si poteva finire… serviva solo molto tempo libero e molta pazienza 😀

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