Recitazione 7
Regia 8
Storia 6
Musiche 9
Fotografia 8
Fattore WOW 8
Recitazione 0
Regia 0
Storia 0
Musiche 0
Fotografia 0
Fattore WOW 0
Summary rating from user's marks. You can set own marks for this article - just click on stars above and press "Accept".
Accept
Summary 0.0 BRUTTO

Kingsman – Il Cerchio d’Oro: Saturday Night’s Alright (for fighting!)

KINGSMAN – IL CERCHIO D’ORO

Regia di Matthew Vaughn

Con Colin Firth, Taron Egerton, Mark Strong, Sophie Cookson, Julianne Moore, Halle Berry, Elton John, Channing Tatum, Pedro Pascal e Jeff Bridges.
Titolo originale: Kingsman: The Golden Circle
Genere: James Bond elevato alla terza con un pizzico di Austin Powers
UK, USA 2017
Durata 141 minuti

Kingsman Il Cerchio d'oro

Vi era piaciuto il primo Kingsman? A me molto, tanto che lo inserii al sedicesimo posto nella mia classifica dei migliori del 2015. Nessun capolavoro, intendiamoci, ma una divertentissima parodia di James Bond che ha potuto permettersi di fare tutto quello che James Bond non può più fare, in un’epoca di politically correctness, e anche qualcosina di più. Il fumetto di Mark Millar e Dave Gibbons era discreto, il film di Matthew Vaughn anche qualcosina meglio. E visto che al botteghino i risultati erano stati ottimi (oltre 400 milioni di euro di incasso globale, più degli X-Men dello stesso autore!), almeno un seguito era più che preventivabile!

Kingsman il cerchio d'oro

Ciao, sono Halle Berry e in questo film non faccio praticamente nulla

Torna quindi Taron Egerton, ormai perfettamente a suo agio nei panni del nuovo Agente Galahad dei Kingsman. Torna la sua stuzzicante conquista del primo capitolo, la principessa Tilde (Hanna Alström) che come da copione ora sembra più interessata a costruire un rapporto stabile che a fare esperimenti a letto. Torna l’ottimo Mark Strong/Merlino in un ruolo anche più importante e torna anche Colin Firth! Dai, non fate finta di essere sorpresi, lo sapevate… Come si poteva fare un Kingsman 2 senza di lui?

Kingsman Il Cerchio d'oro

Senza scomporci troppo: siamo pur sempre inglesi!

Il problema semmai era come replicare il vero motore del primo film, ovvero il senso di straniamento del ragazzo “di borgata” che si trova improvvisamente a dover divenire il perfetto agente segreto di classe. Ripetere la stessa cosa con una nuova recluta non avrebbe avuto molto senso, così la trovata di Vaughn (anche sceneggiatore insieme a Jane Goldman) è di mettere a confronto i Kingsman, in crisi per l’attacco dell’ex recluta Charlie Heskhet (Edward Holcroft) al soldo della nuova supercattiva Poppy Adams (Julianne Moore – poi ci torniamo), con la loro controparte americana: gli Statesman. E mentre gli inglesi sono tutti alta sartoria e perfetto galateo gli yankee sono ovviamente più spicci: la loro copertura è una azienda di liquori, e loro sono dei cowboy che badano ben poco all’etichetta. Anche i nomi che si affibbiano non sono certo presi dai cicli arturiani, bensì da alcoolici. Channing Tatum è Tequila, Pedro Pascal è Whiskey, Halle Berry è Ginger Ale e Jeff Bridges è… Champagne? Ok, questo non sembra azzeccatissimo. Molto meglio “Champion”, ecco!

Kingsman Il cerchio d'oro

La banda quasi al completo… chi manca?

Il giochino funziona perché il regista è bravissimo a sottolineare ciò che deve senza mai far calare mai il ritmo ma anzi rilanciando ogni volta. Se il primo capitolo metteva il volume a undici, qui sale a ventidue. Se nel primo c’era una scena epica accompagnata da Free Bird dei Lynyrd Skynyrd qui ce ne sono almeno due. Se nel primo le citazioni pop si sprecavano qui c’è Elton John che si prende in giro e ha l’aria di divertirsi come un matto – e fa pure la sua figura come stella del cinema d’azione! Ok sì ha ragione Cassidy nella sua recensione (che come al solito dovreste proprio leggere): sostanzialmente è lo stesso film, ma di più!

Kingsman Il Cerchio d'oro

Oh già… il cowboy!

Non manca nemmeno il cattivo coi fiocchi, che definire sopra le righe sarebbe pochissimo. In Secret Service c’era un’assassina con delle gambe meccaniche al soldo di un pazzo miliardario informatico ecologista. Qui abbiamo un sicario con un braccio meccanico al soldo di Poppy Adams, una che non avrebbe problemi a comprarsi mezzo mondo, ma visto che il suo patrimonio non è esattamente legale è costretta a costruirsi una realtà su misura nella giungla amazzonica (credo. Boh!), ricostruendo una sorta di cittadina ideale che sembra venire dall’America degli anni 50, con tanto di diner aperto solo per lei. Però non vi consiglio gli hamburger a meno che non abbiate davvero uno stomaco di ferro… La minaccia di Poppy è davvero di livello globale, visto che ha praticamente il monopolio del commercio delle droghe di tutto il mondo e l’ha usato per contagiare una gran parte della popolazione. Per sconfiggerla ci vorrà tutta la collaborazione possibile, e anche qualche sacrificio… Julianne Moore sembra perfettamente a suo agio a gigioneggiare con veri e propri massacri (senza sporcarsi troppo di sangue, però!) e riesce a non far rimpiangere il buon vecchio Samuel L. Jackson donando anzi un bel tocco ancora più vintage alla trama.

Kingsman Il Cerchio d'oro

Ride bene chi ride ultimo

Insomma, c’è tanto per cui divertirsi. Il mondo del fumetto di Millar potenzialmente potrebbe espandersi all’infinito e le prospettive sono succulente. Anche più degli hamburger, sì. Non tutto è rose e fiori perché… come spesso (troppo spesso!) accade nell’ultimo periodo Kingsman 2 è semplicemente troppo lungo. Quasi due ore e mezzo, ormai è praticamente uno standard per un film con un budget importante come questo. Il problema è che non serviva. Ci sono parti non esattamente fondamentali per lo sviluppo della trama che almeno garantiscono grasse risate e tanto coinvolgimento, ma anche qualcuna francamente poco significativa, come tutta la storiella matrimoniale tra Galahad e Tilde. Meglio pensare alla Missione Ditalino… ormai entrata nel mito.

Ci sta comunque, perché pur senza essere perfetto Kingsman – Il Cerchio d’Oro ci regala azione, intrigo, musica, personaggi memorabili, un po’ di (quasi vera) scorrettezza… Difficile pretendere molto di più. Se le cose andranno come devono sono previsti un terzo capitolo (evviva!) e probabilmente uno spinoff sugli Statesman, che mi ispira meno ma che forse è dovuto per far brillare maggiormente qualche personaggio rimasto un po’ nell’ombra. Staremo a vedere. Per adesso promosso!

Related posts

Dieci alternative possibili (più una) per il prossimo tormentone latino

Dieci alternative possibili (più una) per il prossimo tormentone latino

È maggio. Le giornate si allungano, giacche, pantaloni lunghi e maglioni finiscono dentro l'armadio e vengono sostituite da magliette e shorts, rispuntano fuori infradito e costumi da bagno e... sapete tutti cos'altro sta per tornare, vero? Intere squadre di de-ibernatori sono al lavoro per...

Venerdì Gnocca #194: Jenny Watwood

Venerdì Gnocca #194: Jenny Watwood

  L'Italia e Milano in particolare sono da sempre polo di attrazione per supermodelle, e chissà se Daniele, che mi ha proposto la gnocca di questa settimana, l'ha vista prendere un caffé in un bar della sua città prima di pensare "ehi, sarebbe perfetta per il Cumbrugliume!" JENNY...

Storie a fumetti che dovreste proprio recuperare #03: Superman: Red Son

Storie a fumetti che dovreste proprio recuperare #03: Superman: Red Son

La mia passione per gli esercizi di storia alternativa risale probabilmente al 1995, quando appena sedicenne mi imbattei in libreria in un bel tomo di cinquecento pagine scritto da Harry Turtledove, che immaginava che nel bel mezzo della seconda guerra mondiale sbarcasse sulla Terra una grande...

2 Comments

  1. Cassidy 18 days ago
    Rispondi

    Ti ringrazio molto per la citazione e sono contento che il film ti sia piaciuto, ho un debole per zia Julianne Moore, una che dove la metti lei recita, il che può sembrare sottovalutato ma non lo è. Menzione speciale per Marco Forte, dopo aver visto il film ho cantato per una settimana “Take Me Home, Country Roads”, anzi, solo rileggendoti mi è tornata in mente, quindi anche per questo, grazie! 😉 Cheers

  2. cinefilopigro 18 days ago
    Rispondi

    “Kingsman” è la prova che anche nei film a fumetti si possono realizzare spettacolari scene d’azione senza incasinare tutto al montaggio per evitare il visto censura. Il seguito come scrivi è la versione sotto steroidi del primo, ma nonostante questo diverte forse anche di più.

Rispondi