Storie a fumetti che dovreste proprio recuperare #02: Iron Man: Extremis

Quando ho cominciato a leggere fumetti, ormai moltissimi anni fa, se avessimo chiesto a cento persone di nominare i primi supereroi che venivano loro in mente avremmo avuto ai primi posti l’Uomo Ragno, Superman, Batman, gli X-Men, Wonder Woman, oltreoceano sicuramente Capitan America e probabilmente da noi anche i Fantastici Quattro. Se ripetessimo la stessa domanda oggi sono certo che ci sarebbe una novità in particolare ai primissimi posti: Iron Man.

Iron Man è sempre stato molto importante nell’universo narrativo Marvel, fondatore dei Vendicatori e al centro di molte storie importanti. È apparso per la prima volta nel 1963 sul #1 di Tales of Suspense, creato ovviamente da Stan Lee (con Larry Lieber e Don Heck), ma la sua idea era ancora precedente e si basava sul concetto di supereroe imprenditore, il capitalista per eccellenza, capace nelle intenzioni degli autori di conquistare il lettore (anche con basi ideologiche opposte) con la dicotomia tra personaggio pubblico eccellente, playboy e viveur, e le sue sofferenze interiori. La prima testata a suo nome arrivò nel 1968, mentre in Italia negli anni d’oro della Corno è stato più che altro ospite di testate come L’Uomo Ragno, Thor, i Fantastici Quattro (credo di aver letto qui la mia prima storia di Iron Man) o persino Devil. Il motivo della sua impennata popolarità è chiaro: i film del Marvel Cinematic Universe e in particolare Robert Downey Jr., forse uno degli esempi di casting più azzeccato nella storia del cinema, capace di (ri)lanciare alle stelle sia l’interprete che il personaggio interpretato.

Nell’ottica di un omaggio a Iron Man allora mi è venuto da chiedermi quale sia la storia a fumetti più significativa per il suo sviluppo negli ultimi anni. E la prima a venirmi in mente è stata questa.

IRON MAN: EXTREMIS

Iron Man: Extremis

Nel mondo dei supereroi americani quella della riscrittura contina delle origini del personaggio è un’abitudine che in molti casi diventa quasi una necessità. Alcuni archi narrativi prevedono la crescita o l’invecchiamento di alcuni dei protagonisti, ma nella maggior parte dei casi l’età apparente non cambia, o cambia pochissimo. Se quindi Tony Stark deve apparire sempre come un quarantenne o poco più, è necessario spostare sempre più avanti nel tempo la famosa storia in cui è costretto per salvarsi la vita a costruire la sua prima armatura. Tra il 2005 e il 2006 questa incombenza venne affidata a uno dei più noti e talentuosi sceneggiatori dell’era moderna: Warren Ellis.

A prima vista Extremis non sembra dire nulla di rivoluzionario. Extremis è una sorta di tecnovirus creato per modificare l’organismo di un uomo e renderlo un’arma letale: una sorta di siero del supersoldato, in pratica. Sfuggito al controllo di un laboratorio della FuturePharm viene venduto a un gruppo terroristico americano di estrema destra, che lo somministra subito a uno dei loro uomini. Tony Stark viene chiamato da Maya Hansen, una amica di vecchia data, per cercare di ritrovare il siero e risolvere il problema, magari con l’aiuto di Iron Man…

Iron Man: Extremis

Niente supercattivi fantasiosi o trame che potenzialmente potrebbero cambiare l’intero universo narrativo: Extremis è una storia di cambiamento soprattutto interno, e di riflessione. Le origini di Iron Man vengono spostate all’Afghanistan, ma soprattutto è una scusa per far pensare a Tony Stark cosa ha fatto della sua vita. L’armatura è davvero quel motore di rivoluzione che può apparire o è tempo sprecato, e al mondo serve qualcos’altro? Il passato di Tony Stark è ben noto, sono noti i suoi vizi, le tentazioni, le debolezze. Extremis è una occasione per guardare avanti, al futuro, è una rinascita morale e come supereroe. Per sconfiggere la nuova minaccia Iron Man cambia, non diventa più solo un’arma in mano a un uomo fallibile, ma qualcosa di ibrido, di diverso e superiore. L’uomo ora può comandare la macchina come se fosse un’estensione di sè. È in qualche modo una rinuncia a una parte di umanità per un bene più grande.

Vi ricorda qualcosa? Bravi, Iron Man 3, che non a caso è uno dei film Marvel più discussi, proprio perché diverso da tutti gli altri (e affidato a un nome di personalità come il mitico Shane Black). Non è riuscito perfettamente per molti motivi, ma è una svolta. Ne esce un Tony Stark diverso… proprio come nel fumetto. Oltre a questo, l’ispirazione è evidente anche per il primo Iron Man, con alcune scene e inquadrature prese praticamente di peso.

Iron Man Extremis

Extremis sarebbe stato un punto di partenza interessantissimo per nuove storie di Ellis, e nei sei albi (raccolti più volte in volume anche in Italia) vengono seminati vari indizi su possibilità future. Purtroppo però Ellis non ha continuato a scrivere il personaggio, e le premesse sono state in parte disattese nel periodo successivo. Extremis resta comunque una bellissima storia da leggere e rileggere, in misura non trascurabile anche per l’apporto dell’ottimo Adi Granov ai disegni. Le sue tavole sono pittoriche e molto varie, per tecnica e riuscita, ma l’impatto generale è di gran livello, in particolare nei numeri centrali. Non a caso Granov è stato scelto per partecipare al design dei film del MCU… ovviamente Iron Man compreso 🙂

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4 Comments

  1. Arcangelo 12 days ago
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    Semplicemente una delle migliori storie di Iron Man di sempre.
    E per me Iron Man 3 è uno dei film più belli dell’intera saga MCU, chi lo disprezza (non tu chiaramente) non lo ha minimamente capito.

  2. Riccardo Giannini 12 days ago
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    Bello non riuscire più a loggarsi a WordPress dopo aver fatto la pulizia con Ccleaner :D.

    Comunque nella mia ignoranza fumettistica: perché Iron Man 3 è disprezzato? Snatura personaggi e storie?

  3. mikimoz 11 days ago
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    Disegni particolari, che però alla lunga non amo. Resta che Iron Man mi ha sempre fatto cagare, mai sopportato.
    Magari le nuove origini, la modernità del tutto… sarà interessante. Ma Iron Man per me non esiste XD

    Moz-

  4. Cassidy 7 days ago
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    La saga è una delle mie preferite tra quelle dedicate di recente al personaggio, questo tuo post casca proprio a fagiolo, ho il pezzo su “Iron Man 3” in canna, quindi sappi che verrai citato, non in giudizio ma almeno dalle mie parti si 😉 Cheers

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