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Ritorno a Ritorno al Futuro

RITORNO AL FUTURO

Regia di Robert Zemeckis

Con Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson, Crispin Glover, Thomas F. Wilson
Titolo originale: Back to the Future
Genere: classicone mitico e ancora oggi irresistibile
USA, 1985
Durata: 116 minuti

 

Non ci posso fare niente, è più forte di me. Ogni volta che mi trovo sul divano davanti alla tv indeciso sul film del giorno mi viene quantomeno in mente l’idea di riguardare Ritorno al Futuro. Non importa il fatto che l’abbia visto mille volte e lo conosca ormai a memoria, la tentazione è sempre forte, perché ritrovare sullo schermo Marty McFly e Doc Emmet Brown è come riincontrare un vecchio amico. Un paio di giorni fa sono entrato su Amazon Prime Video e il primo film consigliato era proprio questo. Quale occasione migliore per rispolverare una vecchia rubrica ancora non caduta nel dimenticatoio?

Cumbrugliume back to the 80's

Fin troppo facile, lo so. Come sembra facile anche l’idea di un film così. Allo scrittore e produttore Bob Gale lo spunto venne in mente quando durante una visita a casa dei genitori ritrovò il loro annuario scolastico, e scoprì che suo padre era stato capoclasse, finendo per chiedersi se sarebbe stato suo amico se avessero frequentato la scuola nello stesso periodo. Robert Zemeckis ci aggiunse l’idea di una mamma che avrebbe mentito al figlio sulle esperienze amorose al liceo, e in breve tempo la prima bozza di Ritorno al Futuro fu scritta.

L’inizio degli anni ’80 fu un periodo particolarmente ricco di film sui viaggi nel tempo. Il primo che viene in mente è sicuramente Terminator, ma non mancavano neanche film più leggeri come il mitico I Banditi del Tempo o addirittura il nostro Non ci resta che piangere. Nonostante questo ci volle del tempo prima che la sceneggiatura venisse presa in considerazione. La prima compagnia cinematografica a cui venne sottoposta l’idea fu la Columbia, che rifiutò la prima bozza nel 1981, e consigliò di contattare la Disney… Il film non era ritenuto abbastanza sexy per un periodo in cui le commedie più in voga erano titoli come Porkys e Fuori di Testa. Ma la Disney ribattè che non avrebbero mai prodotto un film in cui una madre si innamora del proprio figlio… E così passarono quattro anni prima che l’intervento di Spielberg arrivasse a sbloccare le cose. E probabilmente fu un bene, visto che consentì a Ritorno al Futuro di aspettare il suo protagonista ideale.

Ritorno al Futuro Eric Stoltz

…ehi un momento, chi è quello lì?

Ok, probabilmente avrete letto e riletto la storia un milione di volte, ma ve la racconterò brevemente anche io. Robert Zemeckis era convinto fin dall’inizio che il protagonista ideale del film avrebbe dovuto essere Michael J. Fox, allora sulla cresta dell’onda per il suo ruolo in Casa Keaton. Non tutti erano convinti (c’era chi diceva che fosse troppo basso per un ruolo da teen idol), ma Zemeckis era sicuro. Il problema era che Michael era impegnatissimo con la sitcom e non aveva proprio tempo di girare un film, visto che la coprotagonista era assente per la gravidanza e il peso era tutto su di lui. Così il ruolo venne dato a Eric Stoltz.

Stoltz aveva riscosso un gran successo come protagonista di Fuori di Testa, così sembrò una seconda scelta accettabile. Non mancano versioni diverse sul talento dimostrato sul set, ma quella ufficiale è che Stoltz fosse bravo, ma mancasse dell’ironia necessaria ad interpretare un personaggio come Marty McFly. E nel frattempo l’agenda di Fox si era un pelo alleggerita, così dopo sei settimane di riprese venne deciso di buttare tutto all’aria e ricominciare da capo. Dopotutto cosa sono tre milioni di dollari in più, se trovi un protagonista pronto a entrare nella leggenda?

Marty McFly

Ok, magari non come chitarrista… forse

 

La vita di Michael J. Fox sul set non fu semplicissima. Durante il giorno lavorava a Casa Keaton, e solo dalle 18.30 alle 2 di notte poteva vestire i panni di Marty. Durante il weekend faceva delle vere e proprie maratone per filmare gli esterni, visto che era l’unico momento in cui la produzione poteva girare alla luce del sole. Un vero tour de force per tutti… Zemeckis stesso era stremato e sempre mezzo addormentato, visto che era sveglio tutte le notti. L’ha definito “il periodo più pesante, più fuori forma e malato della mia vita”. Ne valeva la pena.

Doc Emmet Brown

Ovviamente Michael J. Fox da solo non sarebbe bastato. Anzi: per me la maggior parte del successo del film è dovuta al coprotagonista, mio personaggio preferito e da sempre uno dei miei miti: Doc Emmet Brown. E il bello è che anche Christopher Lloyd ha rischiato di non essere della partita. Quando gli venne data la prima bozza della sceneggiatura non gli piacque più di tanto, e la rifiutò. Fu la moglie a convincerlo che la parte sarebbe stata perfetta per lui. Che dire? Viva le mogli.

Lloyd interpreta alla perfezione la vena di follia, genialità e sventatezza di Doc Brown. Quando ero piccolo lo vedevo come un modello di riferimento, talentuoso, divertente, stralunato. In un film che resta comunque molto anni ’80 (il denaro e il successo muovono un po’ tutto) riesce anche ad essere disinteressato, a mettere il bene del mondo davanti al suo. Nel secondo film in particolare… anzi non anticipiamo troppo: ne riparleremo! Comunque ho sempre adorato questo Einstein postmoderno, e avrei voluto essere lui. O quantomeno con lui, nei suoi viaggi.

Delorean Ritorno al Futuro

Altro tocco di classe è la Delorean utilizzata come macchina del tempo. Nella prima sceneggiatura Marty e Doc avrebbero dovuto utilizzare un frigorifero, ma l’idea venne scartata perché Zemeckis aveva paura che qualche bambino avrebbe potuto chiudersi dentro a un frigo per giocare. E meno male, perché era un’idea di merda… o almeno se paragonata alla Delorean, che negli anni è divenuta una vera e propria icona. Anzi, possiamo dire tranquillamente che se ci si ricorda ancora il nome di questa azienda americana è solo grazie al film…

A proposito, guardate che bella. La voglio.

Delorean funko pop

Il film è stato un successo immediato e ce lo siamo visti tutti un miliardo di volte, quindi non voglio neanche star qui a ribadire le solite cose sulle battute entrate nel mito (ehi tu porco levale le mani di dosso), su quanto volessimo tutti prendere a ceffoni Biff e tutto il resto. Ritorno al Futuro non è solo cinema, è entrato nel costume popolare, e questo articolo voleva essere un omaggio a questo mito, un atto d’amore dovuto. Nella consapevolezza che tra qualche mese finirò per riguardarlo, è inevitabile. Portate voi i popcorn?

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10 Comments

  1. marco1946 6 days ago
    Rispondi

    qualche anno fa mi sono divertito a proporre ai miei (pochi) lettori il quesito
    “quale fu la miglior trilogia del cinema?”
    pensavo che se la sarebbero giocata IL PADRINO I II e III e THE LORD OF THE RINGS
    indovini chi ha vinto?
    GRANDE GIOVE

  2. Cassidy 6 days ago
    Rispondi

    La storia produttiva di Ritorno al futuro è piena di aneddoti e storielle una meglio dell’altra, le hai elencate praticamente tutte, per me questo film è la prova di come la pre-produzione, sia importante, se non più importante di tutte le altre fasi. Il film è stato scritto e riscritto un sacco di volte (si parla di 40 bozze di sceneggiatura) già solo per scegliere la Delorean MC12 sono state vagliate tutte le opzioni possibili, anche un frigo (storia vera). Risultato finale? Un film fresco come una birra uscita dal frigo, uno di quei pochi titoli che non stancano davvero MAI, ci sono un manciata di film perfetti, quelli che appena arrivo ai titoli di coda, ho voglia di rivedere subito da capo, “Ritorno al futuro” è proprio uno di questi, senza ombra di dubbio 😉 Cheers!

  3. mikimoz 5 days ago
    Rispondi

    Conosco almeno due storie di bambini chiusi nel frigo per giocare, ci avevano visto giusto 😀
    Comunque, il frigo sarebbe stato una sorta di surrogato della cabina del Doctor Who… meglio la Delorean.
    Non sapevo tutti questi dettagli… insomma, un film che ha aspettato il momento giusto con il cast giusto 🙂

    Moz-

  4. fperale 5 days ago
    Rispondi

    Idea del frigo poi riciclata da Spielberg per Indy IV (film che non esiste) 😀 Anche per me è un super-classico, di quelli che lo rivedresti sempre..

  5. Johnny Cornerhouse 5 days ago
    Rispondi

    Non potevo non esserci. Posso portare Martini e Pringles che non vado matto per i popcorn?

  6. Conte Gracula 5 days ago
    Rispondi

    Hai fatto bene a scrivere questo articolo, non conoscevo nemmeno uno dei retroscena 😛

  7. Alfonso Maiorino 5 days ago
    Rispondi

    Ecco io invece Ritorno al futuro non lo guardo da un bel po’. Retroscena interessantissimi, che non conoscevo, su un film di culto degli anni ’80 – tutti e tre, dal primo all’ultimo, sono roba grossissima -.

  8. Marco Grande Arbitro 5 days ago
    Rispondi

    Conosco persone che hanno fatto la maratona dei tre film… Cultone!

  9. Pietro Sabatelli 5 days ago
    Rispondi

    Ormai conosco praticamente tutto, ma è sempre un piacere leggere cose stupende su un film meraviglioso che non smetterò mai di amare 😉

  10. Kukuviza 3 days ago
    Rispondi

    Non sapevo dell’aneddoto dello sceneggiatore che trovò una foto del padre in veste di capoclasse. IN effetti chissà quante cose dei propri genitori non si sa, semplicemente anche perché non si chiedono!
    In un frigo italico sarebbe possibile entrarci dentro? In uno americano forse sì, ma quanta roba bisognerebbe estrarre?

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