Killing Eve è una lezione di cazzutaggine e tensione sessuale

KILLING EVE

Creato da Sally Woodward Gentle e Phoebe Waller-Bridge

Con Sandra Oh, Jodie Comer, Fiona Shaw, Kim Bodnia

In onda dall’8 Aprile 2018
Network originale: BBC America
In Italia: inedito
Genere: spionistico
Durata: 45 minuti
Episodi: 8 (già confermata una seconda stagione)

Un paio di giorni fa parlavamo di Red Sparrow, inutile filmettino che ha come unica attrattiva la bellezza di Jennifer Lawrence. Uno spreco di soldi, con un regista senza ritmo e un cast senza voglia. Un film che si rivaluta addirittura in peggio se confrontato a Killing Eve.

Killing Eve

Killing Eve è tratto dai romanzi della serie Villanelle, di Luke Jennings. Villanelle (ovviamente non è il suo vero nome…) è una assassina russa che vive a Parigi ma opera in tutta Europa. È bionda, molto bella, ha un fascino incredibile e non esita a usarlo per avvicinare le sue vittime. Non è proprio un’agente segreto, ma evidentemente ha molto a che fare con il mondo delle spie. Ha un passato difficile, una storia personale piena di tragedie, e questo l’ha portata ad essere reclutata fino a diventare ciò che è oggi. Sì, nome a parte questa descrizione calzerebbe a pennello per il ruolo interpretato da Jennifer Lawrence, ma Villanelle è qui Jodie Comer, un’altra che porta piuttosto bene scollature ardite.

Jodie Comer

Vi sfido a guardarmi negli occhi, avanti!

 

La vera protagonista della serie però non è lei, ma l’improbabile agente che le da la caccia: Eve Polastri, interpretata da Sandra Oh, nota soprattutto per la parte di Cristina Yang in Grey’s Anatomy. Perché improbabile? Non è una atleta, non è fredda e insensibile, ha un marito che adora e vive come una persona comune, non sa sparare, non conosce l’etichetta. In un mondo di mature spie glamour che sembrano essersi scambiate più fluidi corporei che segreti, Eve non ha praticamente mai lasciato il suo ufficio dell’MI5 dove lavora come funzionario. Ma ha intuito e voglia di fare di più, sa tutto sulle donne che uccidono e così quasi per caso viene messa a capo di una task force segreta a caccia dell’assassina più inafferrabile e misteriosa d’Europa.

Già, proprio lei.

KIlling Eve

Eve va a caccia di Villenelle, ma Villanelle non è certo una preda. Anzi, è lei abituata ad essere cacciatrice. Così i ruoli si ribaltano, più volte. La sete di giustizia si mischia all’ambizione personale, le fedeltà alla missione, al lavoro, alla famiglia entrano in conflitto tra loro e con qualcosa di più. La tensione diventa ben presto sessuale. E senza bisogno di scandalizzare o far vedere nulla Killing Eve riesce a creare atmosfere più sensuali e morbose di quelle di Red Sparrow. Beccati anche questa, Francis Lawrence!

KIlling Eve

Sono soddisfazioni

 

Per riuscire nell’intento c’è bisogno di molte cose, e in primis di una scrittura solida. Non conosco i romanzi originari e quindi non so quanto siano stati rispettati o traditi. Non importa. Quello che importa è che Killing Eve ha una trama che funziona benissimo ma soprattutto dei dialoghi che filano come un treno. Accattivanti, realistici, divertenti. La serie ha come co-autrice Phoebe Waller-Bridge, quella della molto amata Fleabag. E il suo tocco si vede eccome! Anche per la cabepacità di dare vita a due personaggi così, bellissimi e un po’ obliqui. Perché anche Villanelle non è la classica assassina dal cuore di pietra, e non è neppure la Lorraine Broughton di Atomica Bionda. È una psicopatica, certo. Sanguinaria, senza scrupoli, una bambina cattiva. E come le bambine cattive mostra a momenti spazi di una umanità e fragilità sconvolgente. Ed è divertente da morire. Ama i bei vestiti e i profumi costosi, ha una evidente tendenza a affezionarsi alle persone più vecchie di lei ma non si fa usare, ti ammalia e ti sconvolge.

Villanelle non potrebbe funzionare senza una interpretazione maiuscola, e la Comer (che non conoscevo affatto) si rivela attrice dal talento sfavillante, capace di passare nell’arco di pochi secondi dall’apparire un cerbiatto ferito a un ghepardo in agguato. Bravissima è dire poco, e infatti per lei si ipotizzano già premi importanti. Ma anche dall’altra parte c’è un ruolo solo apparentemente semplice che ha bisogno di una Sandra Oh maiuscola per impressionare.

E così, arrivato sugli schermi un po’ in sordina e ancora oggi poco celebrato, Killing Eve si è rivelato essere un vero gioiello in un anno deludente per la televisione. Dirò di più: è la mia serie preferita di quest’anno. È una spy story appassionante, una commedia divertente, una lotta tra due personaggi femminili moderni, potenti e non banali, una sfida tra uguali e contrari drammatica e sensuale, anche senza mostrare un centimetro di pelle. È un piccolo capolavoro, e una bella boccata d’aria fresca. Guardatelo!

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4 Comments

  1. Cassidy 20 June 2018
    Rispondi

    Non ho mai visto nemmeno mezzo episodio di Grey’s Anatomy, ma siccome ho visto che nel cast è presenta una che arriva proprio da lì, mea culpa, ho bellamente ignorato la serie, che invece sembra proprio una roba che potrebbe piacermi. Ottima dritta, grazie! 😉 Cheers

    • michele 20 June 2018
      Rispondi

      Assolutamente, è una serie molto Cassidyana 😉

  2. mikimoz 20 June 2018
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    Ne avevo sentito parlare tiepidamente, mi pare, o forse non mi aveva convinto la descrizione che avevo letto.
    Tu ne parli in modo entusiasta… certo, una bella sfida a due è sempre un bel vedere, se tutto è calibrato con attenzione 🙂

    Moz-

  3. Pietro Sabatelli 21 June 2018
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    Mi avevi già convinto dal titolo…poi leggendo ancora più convinto, anche se non so quando riuscirò a vederla 😉

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