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GeeKoni Film Festival: Piramide di Paura!

Il Giffoni Film Festival è alle porte! Dal lontano 1971 questa splendida manifestazione porta nella omonima cittadina in provincia di Salerno centinaia di ragazzi e ragazze, per un festival non solo dedicato a loro, ma che li vede anche protagonisti delle varie giurie. Sono infatti proprio i bambini (da 3 anni in su!) a scegliere i vincitori e ad animare le giornate. Non sono mai stato a Giffoni, ma in qualche modo lo ricordo come un momento immancabile delle mie estati: negli anni 90 perché gli venivano dedicati tantissimi servizi che mi guardavo nei pomeriggi televisivi, e in seguito perché… ci voleva andare mia sorella! Per questo sono stato molto contento di dare la mia adesione al nuovo progetto della Geek League, nata da un’idea dell’infaticabile Miki Moz: il GeeKoni Film Festival!

Geekoni Film Festival

Come avrete letto, i primi due appuntamenti sono già usciti, e io vi consiglio di recuperarli.

La Stanza di Gordie di Marco Contin ha esordito con il meraviglioso La Spina del Diavolo

Il Conte Gracula ha proseguito parlandoci di Super 8 nella sua Cupa Voliera

E ora… ora tocca a me!

Piramide di Paura

Intorno alla metà degli anni 80 i film per ragazzi andavano fortissimo. Nel solo 1985 sono usciti I Goonies, Ritorno al Futuro, Explorers, senza parlare di altre cosette come Ladyhawke, Legend o Breakfast Club. Tra questi pesci grandissimi ce n’è uno un po’ più piccolino di cui si parla molto meno, forse perché nonostante come spesso succede sia stato riabilitato negli anni successivi, al tempo è stato un grosso flop: Piramide di Paura.

Nella locandina di sopra, lo vedete, c’è scritto Young Sherlock Holmes, come è stato chiamato negli USA. In Europa invece è arrivato come Pyramid of Fear, nelle varie traduzioni dei diversi paesi. In Francia, chissà perché, è noto come Le Secret de la Pyramide… sempre originaloni i nostri cugini transalpini! Titolo a parte, ho scelto di parlarvene perché è un piccolo classico che andrebbe riscoperto, e tralaltro sta benissimo anche nella mia rubrica aperiodica Back to the 80’s!

Sherlock Holmes è uno dei personaggi della letteratura più trasposti al cinema e in televisione. Oggi probabilmente lo immaginiamo con la faccia di Benedict Cumberbatch, o con quella di Robert Downey Jr.. Un altro Holmes di successo è Jonathan Lee Miller, che lo interpreta in Elementary… anche se lì l’attenzione è più focalizzata su Watson/Lucy Liu. L’Holmes più classico è sicuramente Basil Rathbone, che l’ha impersonato in ben quattordici film usciti negli anni 40, e c’era già stato anche un giovane Sherlock Holmes (con la faccia di Guy Henry – segnatevi il nome che poi ci torniamo sopra) in una miniserie televisiva inglese del 1982. Piramide di Paura vuole provare a immaginare quali sono stati gli eventi che hanno reso Sherlock il solitario, freddo e calcolatore che appare nelle storie di Arthur Conan Doyle. La sceneggiatura non è affatto canonica, e anzi contraddice apertamente alcune cose dette nei romanzi, ma è stata scritta cercando di prestare la massima attenzione per non offendere i puristi, da uno scrittore che ama tantissimo il personaggio: Chris Columbus.

Se non sapete chi sia Chris Columbus, probabilmente non fate parte della mia generazione: ha scritto cosine come i Gremlins e i Goonies, e poi ha diretto Mamma ho perso l’aereo, Mrs Doubtfire, un paio di Harry Potter… ecco segnatevi anche Harry Potter accanto al nome di Guy Henry. Poi ci torniamo, lo prometto. La penna di Chris Columbus era soprattutto in quegli anni assolutamente magica, capace come pochissime altre di raccontare l’età dell’adolescenza riuscendo a coniugare spirito d’avventura, divertimento e momenti assolutamente seri.

Chris Columbus

Dite tutti grazie a zio Chris

 

Alla regia c’è un altro nome grosso degli anni ’80 e non solo: Barry Levinson, premio Oscar per Rain Man e regista anche di cosine come Il Migliore, Good Morning Vietnam, Sleepers, Sesso & Potere… La produzione è della Amblin Entertainmente, ovvero dei signori Steven Spielberg, Kathleen Kennedy e Frank Marshall. Per loro non dovrebbe esserci bisogno di presentazioni. Tra i nomi dei produttori, accanto a Mark Johnson, ne appare anche uno più strano: Henry Winkler. Fonzie? Proprio lui!

Chi ha due pollici e ha prodotto Piramide di Paura?

 

Nel film, Sherlock Holmes è un adolescente affamato di conoscenza e superiore in tutto agli altri ragazzi della sua età, e non riesce proprio a non fare lo sborone ad ogni occasione, cosa che non gli regala certo le simpatie dei bulli della Brompton Academy di Londra. Nella stessa scuola si trasferisce anche il più piccolo John Watson, e i due diventano subito molto amici, nonostante Sherlock non faccia altro che zittirlo praticamente in ogni scena, sfidandolo con un indovinello che proprio non riesce a risolvere (una casa ha tutte le finestre che danno a sud, un orso passa davanti a una finestra, di che colore è l’orso?) e umiliandolo con i suoi continui “Elementare, Watson”.

A proposito, sapevate che in realtà nei romanzi di Arthur Conan Doyle Sherlock non pronuncia mai questo suo tormentone? Eh, quante cose vi insegna l’internet…

Piramide di Paura

Sherlock ha anche un interesse amoroso. E c’è da capirlo, visto che Elizabeth Hardy è interpretata dalla bellissima Sophie Ward, che all’epoca aveva ventun anni e si fa fatica a farla passare per adolescente. Comunque, tanta roba.

Elizabeth Hardy

Elizabeth è la nipote di Rupert T. Waxflatter, ex insegnante in pensione e ora… scienziato pazzo, o quasi. È ossessionato dall’idea di costruire una macchina in grado di volare, ma a distrarlo arrivano dei delitti di suoi conoscenti, scambiati per suicidi ma in realtà provocati da una misteriosa tossina che provoca terribili allucinazioni, inoculata loro tramite una cerbottana da una misteriosa figura coperta… Holmes sospetta che ci sia qualcosa di grosso dietro e prova ad avvisare Lestrade, ma questi non gli crede. Quando a farne le spese però è proprio Waxflatter, Sherlock deve fare qualcosa, malgrado sia espulso dalla scuola per essere stato scoperto a copiare (ovviamente è stato incastrato dal rivale Dudley…) e abbia perso anche il favore del suo mentore ed amico, l’insegnante di scherma Professor Rathe.

Piramide di Paura

Ciò che succede dopo, ovviamente non è giusto dirlo, perché malgrado Piramide di Paura sia un film per ragazzi, resta pur sempre un giallo, e allora preferisco lasciare a voi il piacere di scoprire cosa sia la piramide del titolo e come farà Sherlock Holmes a risolvere il caso… un caso che lo segnerà e gli donerà tutti gli elementi che lo caratterizzeranno in futuro, dal cappello, al mantello alla pipa…

Piramide di Paura

Così lo vedremo solo nel finale…

 

Parliamo quindi delle cose che rendono Piramide di Paura così meritevole di essere visto, e rappresentativo di un’epoca. E partiamo proprio dai personaggi, la cui caratterizzazione è sicuramente più che azzeccata. Sherlock è Nicholas Rowe, bravo a rimanere in bilico tra genio, empatia adolescenziale e quel pizzico di spocchia. Rowe non ha avuto una gran carriera: ottenne la parte quasi per caso, si aggiudicò il provino mentre studiava a Eton, poi per molti anni ha fatto pochissimo, quasi abbandonando il cinema. Ultimamente lo si vede spesso in produzioni soprattutto inglesi, come The Crown o Riviera, ma è stato anche il Cardinale Orsini in Da Vinci’s Demons. Una curiosità: è tornato trenta anni dopo a interpretare Sherlock in Mr. Holmes… Anzi, non esattamente Sherlock, ma l’attore che interpreta Sherlock nel film che il vero Sherlock ormai 93enne (Ian McKellen) va a vedere al cinema.

Alan Cox Watson

Bravo anche Alan Cox nei panni di un John Watson ancora bambino, ma che si ritrova a crescere e a gettarsi nell’avventura prima del previsto. Cox ha avuto una carriera ancora meno fortunata del collega, solo qualche parte in commedie inglesi non troppo note. Ma torniamo per un attimo ai due nomi messi da parte prima. Negli ultimi anni si è parlato molto di Piramide di Paura soprattutto per un motivo che poco ha a che fare con Sherlock Holmes. Cosa vi ricorda un ragazzino impacciato con gli occhiali tondi e una sciarpa al collo che va a scuola in un esclusivo collegio inglese? Bravi, Harry Potter! In due dei film della saga del maghetto, tralaltro, è tornato a recitare proprio il precedente giovane Holmes, Guy Henry. Una coincidenza, sicuramente… ma c’è di più.

Trio di protagonisti? Check.

Il rivale dentro il collegio che assomiglia decisamente molto a Draco Malfoy, e che viene persino reso più bianco da Sherlock in una piccola vendetta? Ultracheck!

Hogwarts stessa assomiglia molto alla Brompton Academy, e c’è persino una scena in cui tutti i ragazzi sono seduti a tavola che è praticamente uguale a un’altra del primo Harry Potter, magia a parte.

Le similitudini, a livello visivo, sono fortissime, e non possono che saltare all’occhio riguardando il film ora dopo molti anni. C’è stato anche chi si è spinto ad accusare J.K. Rowling di plagio, ma la spiegazione è più semplice e riguarda piuttosto l’iconografia visuale creata dal primo film di Harry Potter. Chi era il regista? Chris Columbus! Che non ha mai negato di essersi ispirato a Piramide di Paura per alcune delle scelte fatte molti anni dopo.

Un altro dei motivi per cui vale la pena recuperare Piramide di Paura è la qualità degli effetti visivi. Le allucinazioni create dal veleno della cerbottana danno vita a scene fantasiose e ben realizzate, che vanno dal quasi horror al semi-comico (la battaglia col cibo che tocca a Watson è esilarante), e in una di esse vediamo in scena il primo personaggio realizzato interamente al computer visto al cinema.

Piramide di Paura

Visto così non fa molto effetto, ma su schermo funziona, e soprattutto si trattava di una cosa assolutamente all’avanguardia, la cui realizzazione è costata mesi di lavoro a un piccolo studio che allora faceva parte della Lucasfilm, e che poi sarebbe diventato molto famoso. Forse ne avete sentito parlare, si tratta della Pixar di John Lasseter.

È tutto il film comunque a essere delizioso, un perfetto rappresentante del periodo, uno di quei film per ragazzi come non se ne fanno più, di quelli che non avevano paura a trattare argomenti adulti, a spaventare, divertire, parlare di amore e di morte… Pieno di combattimenti realizzati bene, scenografie di ottimo livello, persino con qualche citazione da riconoscere, tipo quella a un altro filmetto uscito poco prima: un certo Indiana Jones e il Tempio Maledetto…

E in chiusura, un’altra dimostrazione che Piramide di Paura era avantissimo coi tempi. Pensavate che le scene post-credits le avesse inventate la Marvel? Qui, anche senza Nick Fury, c’è un piccolo colpo di scena che apre scenari futuri notevolissimi… Non faccio spoiler neanche qui, ma confesso che non mi ricordavo la scena. Chissà, forse quando l’ho visto in tv all’inizio degli anni ’90 ero andato a letto prima, o addirittura la cara Italia Uno aveva tagliato qualche istante prima….

Con questo dubbio chiudo anche questa serata del GeeKoni Film Festival! Dal Cumbrugliume è tutto, la palla passa ora a Orso Chiacchierone che ci svelerà tra qualche giorno i segreti del Crane Kick!

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36 Comments

  1. Cassidy 9 July 2018
    Rispondi

    Questo GeeKoni Film Festival è una delle migliori iniziative piombate sulla blogosfera, lo dico per il mio puro egoismo di lettore, il cartellone prevede solo titoli che mi piacciono a cui sono legato come questo. Non l’ho rivisto in età adulta, mi piacerebbe farlo ma da quanto letto pare abbia retto bene la prova del tempo, da appassionato di romanzo di Arthur Conan Doyle ho sempre voluto bene a questo Sherlock Holmes apocrifo, inoltre capisco l’enfasi sul titolo, la scena della piramide era capace di strapparti un brivido (da bambino, oggi non credo) una specie di “Il tempio maledetto” in misura minore, siamo venuti su benissimo anche con qualche spaventello 😉 Mannaggia a te però! Ora mi dovrò rivedere il film per forza! 😛 Cheers

    • michele 9 July 2018
      Rispondi

      Anche io non lo riguardavo da… boh, venti anni? E devo dirti che mi sono proprio divertito, il film è invecchiato bene (oddio, la piramide non è proprio credibilissima :D), molto meglio di alcuni suoi coetanei anche più famosi. E mi ha dato l’occasione per spaziare un po’, tra influenze evidenti e carriere non proprio andate benissimo 🙂

  2. Il Moro 9 July 2018
    Rispondi

    Fino a qualche anno fa veniva replicato regolarmente nei pomeriggi estivi di Italia Uno,ora è un po’ che non lo vedo. Bel film e bella recensione, mi piace scoprire che fine hanno fatto questi attori che iniziano da giovani!

    • michele 9 July 2018
      Rispondi

      Grazie! Io lo ricordo in tv agli inizi degli anni 90 ma era proprio tantissimo che non lo riguardavo! Tralaltro è uno dei pochissimi film dell’epoca che non ho mai avuto (e neppure noleggiato) in vhs, quindi è stato proprio un piacere ritrovarlo 🙂

  3. mikimoz 9 July 2018
    Rispondi

    Premessa: l’idea del Geekoni non è solo mia ma nasce da uno scambio di battute col nostro Ema.
    Eccoci qui.
    Insomma, io questo proprio non lo ricordavo… ma da quanto non viene trasmesso?
    Eppure i nomi dietro il progetto sono altisonanti.
    Interessante il fatto che certe scene di HP somiglino a questo, ma hai dato la spiegazione giusta e vera: Columbus.
    Il protagonista, già solo dalle foto, mi sta antipatico. Mentre Watson è più simpatico.
    Lei è gnocca per davvero.
    Lo recupererò 🙂

    Moz-

    • Conte Gracula 9 July 2018
      Rispondi

      Qualche anno fa fu ritrasmesso, ma quanti, non saprei dirlo 😛

    • michele 9 July 2018
      Rispondi

      Sherlock un po’ antipatico deve rimanere 😉 I nomi dietro il film sono altisonanti, ma al tempo nei cinema fu un flop… forse troppa concorrenza, chissà! In tv comunque negli anni 90 passava davvero spesso, e facendo qualche ricerchino ho trovato tracce televisive anche recenti 🙂

  4. Conte Gracula 9 July 2018
    Rispondi

    Bello, mi è sempre piaciuto molto per tanti motivi (ricordo di un amico che voleva trasformarlo in uno scenario per il gdr di Cthulhu ^^).
    La scena post-credits la ricordo benissimo, davvero azzeccata, come trovata. Ricordo che la prima volta che ho visto il film, mi chiedevo se stesse a indicare un seguito… invece no 🙁

    Gran film, comunque, non un’unghia fuori posto, per quel che ricordo.

    • michele 9 July 2018
      Rispondi

      Come scenario per un gdr sarebbe carino, è una bella pensata 😉 La scena post-credits è stata come detto una sorpresa per me, ma a pensarci ora (visto anche il pre-finale) credo sia proprio un omaggio messo lì per dare un’ulteriore spiegazione al futuro di Sherlock, e non volesse prevedere un sequel..

  5. Riccardo Giannini 9 July 2018
    Rispondi

    Io non solo non l’ho visto, ma proprio non lo conoscevo proprio XD. L’attore che interpreta il giovane Sherlock mi piace (nella sua antipatia a pelle trasmessa dallo sguardo, come rilevato dal Moz), anzi nella foto di profilo sembra molto simile al Ser Lock di Topolino!

    • michele 9 July 2018
      Rispondi

      È Sherlock, non deve essere un simpaticone 😉

  6. Arcangelo 9 July 2018
    Rispondi

    “l’ha impersonato in ben quattordici film usciti negli anni 40”
    E non c’erano già allora quelli che si lamentano dei sequel? XD
    Bel film, ogni volta che lo beccavo in tv me lo guardavo volentieri, e si, film del genere per ragazzi non se ne vedono più!

    • michele 9 July 2018
      Rispondi

      Purtroppo! Il vecchio Basil era un mito, non a caso il suo nome è stato preso in prestito dalla Disney per l’Investigatopo!

  7. Kiral 9 July 2018
    Rispondi

    Figata, non l’avevo mai visto ma mi interessa moltissimo, me lo segno!
    Ho letto poco di Sherlock, mi sono concentrato sui film di Downey Jr e sulla recente serie, tuttavia mi intrigano da matti le storie come queste!

    • michele 10 July 2018
      Rispondi

      Le storie di Conan Doyle le ho lette almeno venti anni fa, ma Sherlock è sempre attuale 🙂

  8. fperale 9 July 2018
    Rispondi

    L’ho visto tanto tempo fa ma lo ricordo molto divertente 🙂 Non sapevo della sequenza “della Pixar”! Mi ricordavo bene il colpo di scena finale..

    • michele 10 July 2018
      Rispondi

      Io ricordavo il cavaliere animato, ma anche io non avevo idea di chi ci fosse dietro!

  9. Marco Contin 10 July 2018
    Rispondi

    Un altro cult generazionale, visto e rivisto da bambino e anche ora se mi capita lo guardo volentieri (naturalmente il dvd fa parte della mia personale videoteca).
    Bel film e bella recensione che ci regala qualche chicca che mi era sfuggita..Bravo e grazie!

    • michele 10 July 2018
      Rispondi

      Grazie Marco, è un piacere riguardare film così 🙂

  10. Orso Chiacchierone 10 July 2018
    Rispondi

    Mmm… non lo ricordo per niente ma credo di averlo visto. Dal titolo mi aspettavo tutto ma non questo, devo ammetterlo! XD
    Devo dire che la faccia del giovane Sherlock funziona!

    • michele 10 July 2018
      Rispondi

      NEgli anni 90 passava spesso, chi è dell’età giusta l’ha visto quasi sicuramente 🙂

  11. Pietro Sabatelli 10 July 2018
    Rispondi

    Anch’io vedevo i film dei Giffoni in estate, ma nessuno mi è mai rimasto impresso, questo invece l’avrò certamente visto ma ricordo proprio poco, comunque recensione e film interessante 😉

    • michele 10 July 2018
      Rispondi

      I film dei Giffoni erano spesso un po’ troppo buoni per piacermi… questo è tutta un’altra cosa 😉

  12. Alfonso 10 July 2018
    Rispondi

    Pollice altissimo per questo film. Quando ero 15 o 16 anni piú giovine mi ci ero divertito parecchio! Altra grande scelta per il geekoni!

  13. pirkaf76 10 July 2018
    Rispondi

    Grande scelta Michele!
    Uno dei film che ho rivisto più in assoluto, anche se a me stava più simpatico Watson di Sherlock.

  14. loscalzo1979 11 July 2018
    Rispondi

    Ricordo, tuttora un film molto gradevole

  15. Kukuviza 11 July 2018
    Rispondi

    L’ho visto in giovane età e mi aveva in qualche modo impressionato. C’era anche dell’inaspettato in questo film per ragazzi che ha questi guizzi horror a sorpresa. Effettivamente guardando il giovane Watson sembra proprio Harry Potter. JKR ha mai fatto dichiarazioni su questo film?
    Oltre ai vari Holmes citati nell’articolo, ci tengo a ricordare Jeremy Brett, spesso considerato come l’Holmes definitivo. (Personalmente lo adoro, sennò che lo citavo a fa’ :D)

    • michele 12 July 2018
      Rispondi

      La Rowlings non credo, ma Columbus ha tranquillamente detto che ha considerato questo film una specie di prova generale per HP 🙂

  16. stories2358 13 July 2018
    Rispondi

    Da appassionata di Sherlock Holmes devo ammettere, con grande vergogna, che mi manca anche se mi ha sempre incuriosito l’idea di andare ad investigare nella formazione del giovane Sherlock… e, come sempre, tanta tanta stima al caro Columbus che ha regalato a intere generazioni film indimenticabili 😀

  17. Trackback: Geekoni Film Festival: Explorers | OMNIVERSO

  18. Luz 31 August 2018
    Rispondi

    Ciao, bentrovato.
    Mi imbatto nel tuo blog partendo da quello di Moz, che seguo da diverso tempo.
    Post che mi è piaciuto molto questo su “Piramide di paura”, film che ho rivisto questa estate per una necessità non da poco: devo scrivere un copione teatrale su Sherlock Holmes e sto visionando decine di cose, rivedendo serie, film, rileggendo libri.
    “Piramide di paura” non posso annoverarlo fra i film che mi sono rimasti nel cuore (nata nel ’71 come il Giffoni, ho attraversato gli Ottanta da adolescente e ho visto praticamente tutto) ma i dettagli che citi sono quelle curiosità che spiegano molto altro, ciò che è venuto dopo e che deve tanto a queste produzioni “datate” ma sempre interessanti.
    Navigo qua e là nel tuo blog, sono curiosa di leggere un po’ di cose. 🙂

    • michele 1 September 2018
      Rispondi

      Grazie Luz! Devo ringraziare anche Moz, allora… spero che il mio blog ti piaccia e che tornerai a trovarmi per altri commenti! Anche io sono degli anni 70… fine decennio, ma anche io sono cresciuto negli anni 80, e film come questo mi hanno formato. A presto!

  19. Trackback: Geekoni Film Festival: Super 8 – La cupa voliera del Conte Gracula

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