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The Titan (senza ic, ma sprofonda lo stesso)

THE TITAN

Regia di Lennart Ruff

Con Sam Worthington, Taylor Schilling, Tom Wilkinson, Agyness Deyn, Nathalie Emmanuel
Titolo originale: The Titan
Genere: fantasbadigli
USA, 2018
Durata: 97 minuti

Una decina di giorni fa ho cominciato una nuova rubrica sui film disponibili su Netflix parlandovi di Tau, filmetto di fantascienza che ho trovato assolutamente mediocre. Con mia sorpresa, qualche giorno dopo un paio di blogger migliori di me hanno parlato pure loro del film, recensendolo non dico bene, ma insomma meglio di quanto avessi fatto io. E allora per il secondo appuntamento con la rubrica ho scelto qualcosa di decisamente peggiore!

Pronti per il banner?

Netflix Merda

Ad essere sinceri The Titan non è una vera produzione Netflix. Anzi, in Inghilterra hanno avuto persino il coraggio di farlo uscire al cinema! Come spesso succede, però, il servizio di streaming che domina l’universo è intervenuto alla fine della fase produttiva per comprare per due lire i diritti di trasmissione in mezzo mondo. E in effetti hanno fatto proprio bene, così si è conquistato un suo piccolo pubblico,altrimenti chi se lo sarebbe cacato?

The Titan

Beh, comunque le Canarie stanno resistendo ancora abbastanza bene al disastro

 

Parliamo della trama: siamo nel 2048, ma non sembra. Le automobili sono assolutamente identiche a quelle di oggi, gli abiti pure e l’unica differenza apparente pare essere lo stato della Terra: sovrappopolata, scossa da guerre infinite, con regioni sempre più ampie divenute inabitabili. Ok detta così non sembra così diversa da oggi, ma è peggio, ve l’assicuro! Entro dieci anni la popolazione umana dovrebbe finire per morire di fame e malattie! Di solito in una situazione simile l’umanità reagisce andando a cercare “strani, nuovi mondi” compatibili alla vita; in The Titan invece lo sceneggiatore e produttore Arash Amel ha avuto il colpo di genio (esageriamo!): e se invece di adattare altri mondi all’uomo fosse l’uomo a adattarsi agli altri mondi?

Sam Worthington che fa finta di capire di cosa parla la trama

 

Lo sguardo si volge quindi verso Titano, la più grande luna di Saturno. Titano è l’unico altro luogo nel sistema solare dove ci sono prove tangibili della presenza di liquidi. Ok, non è esattamente acqua, ma non c’è da fare troppo gli schizzinosi. La temperatura su Titano è di circa -180°C, ci sono delle simpatiche piogge di metano, ma a parte questo l’ambiente non è troppo diverso da quello della Terra primordiale. Per cui: ideona! Adattiamo l’uomo ad abitare su Titano!

La faccia della Schilling quando ha letto la sceneggiatura

 

Per fare questo alcuni esseri umani che hanno dimostrato grandi capacità di adattamento sono invitati a prendere parte a un esperimento rivoluzionario che dovrebbe permettere loro di sopravvivere in qualsiasi condizione. Tra questi c’è Rick Janssen (Sam Worthington), che è riuscito a rimanere vivo dopo essere precipitato nel deserto siriano per 3 giorni senza cibo e acqua. Rick è accompagnato dalla moglie Abigail (Taylor Schilling) e dal figlio Lucas (Noah Jupe) in una base segreta alle Canarie, e qui gli scienziati cominciano a iniettargli di tutto. Inizialmente pare andare tutto bene: Rick resiste decine di minuti sott’acqua, nuota a velocità incredibili, non sente più il freddo, e gli effetti collaterali sono tutto sommato controllabili: mal di testa, caduta dei capelli, vomito… Poi però Rick comincia a mutare in maniera incontrollata, e la moglie comincia a capire che l’esperimento sta andando avanti quasi alla cieca, e nessuno ha un’idea di cosa succederà alla fine…

C’è anche Tom Wilkinson: due candidature agli Oscar, un Golden Globe e… The Titan!

 

Un mondo prossimo all’apocalisse, la possibilità di adattarsi a un nuovo mondo, una mutazione che quasi quasi potrebbe far pensare a La Mosca… visto così non sembra neanche così male! Peccato che le potenzialità vengano presto buttate all’aria, e The Titan si riveli una specie di noioso dramma familiare che fallisce su tutti i fronti e non prova neppure ad esplorare i possibili aspetti carnali della storia: nessuno si aspettava che Lennart Ruff fosse un nuovo Cronenberg, ma insomma…

Vi ricordate di me? Sono quello di Avatar!!!

 

Alla fine la vera domanda che lo spettatore si pone passa da “ci può essere vita su Titano?” a “ci può essere vita in Sam Worthington?”. L’attore di Avatar non è mai stato noto per la sua espressività, ma recentemente aveva mostrato segni di recitazione in Manhunt: Unabomber. In The Titan invece raggiunge abissi inesplorati di pescelessitudine. Si può dire che abbia due espressioni: fuori dall’acqua o dentro l’acqua. O dentro il metano, è uguale. A confronto Taylor Schilling sembra Meryl Streep, anche se spesso tira fuori il repertorio di faccette che l’hanno resa rapidamente odiosa in Orange is the New Black. Nel cast c’è anche la bella Nathalie Emmanuel, ovvero la Missandei di Game of Thrones, che qui non mette neanche troppo in mostra il suo fisico: booohh!

Sono stato ingiusto: Sam Worthington ha anche l’espressione “bendato”

 

Il regista Lennart Ruff finora aveva fatto solo un corto e diretto qualche seconda unità nella natia Germania, quindi come abbia fatto a farsi assegnare questo film che comunque sfoggia un cast con qualche nome noto è un mistero. La sua regia è scolastica ma tutto sommato corretta, quindi chissà, forse lo rivedremo in qualche altro b movie. La colpa del fallimento di The Titan è soprattutto in una sceneggiatura lenta e inconcludente, che spreca i suoi rari momenti in cui succede qualcosa con svolte narrative insensate, e delle motivazioni dei personaggi incomprensibili. Io ancora devo capire come mandare un uomo da solo su Titano potrebbe salvare l’umanità. Chiederei a voi di spiegarmelo, ma non voglio assolutamente che anche voi dobbiate sorbirvi questa puttanata, quindi facciamo finta che questo film non sia mai esistito, ok?

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6 Comments

  1. Cassidy 16 July 2018
    Rispondi

    Mi sono tappato il naso, cercando di andare oltre il faccione di Sam Worthington, niente, un film tremendo, non ho nemmeno avuto voglia di perdere tempo a scriverne, quindi per quanto mi riguarda, sto con la tua rubrica che mostra il medio a Netflix, che ormai ammucchia roba di qualità dubbia in homepage cercando di tenerci tutti incollati. Cheers!

    • michele 18 July 2018
      Rispondi

      Grazie Cassidy, certe volte sarebbe meglio neppure provare a turarsi il naso 😉

  2. marco1946 16 July 2018
    Rispondi

    mi è piaciuto il tuo “pescelessitudine”; posso usarlo anch’io (citando la fonte)?

    • michele 18 July 2018
      Rispondi

      Lo rilascio sotto licenza creative commons!

  3. Pietro Sabatelli 16 July 2018
    Rispondi

    La foto della mano è ridicola, come il film suppongo 😀

  4. fperale 16 July 2018
    Rispondi

    Che cagata di trama 😀 ma perché proprio Titano? Perché non Marte? perché l’hanno usato già in altri 150 film?

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