John Williams – Stoner

Tanti altri blog hanno i guest post… Il Cumbrugliume non può certo essere da meno, e quindi questa settimana un’ospite di riguardo recensirà un libro che le è piaciuto molto. Date il benvenuto a mia moglie Sara, e sperate che torni a farci compagnia più spesso! E se anche voi volete scrivere qualcosa per Il Cumbrugliume, contattatemi senza timore all’indirizzo info@cumbrugliume.it !

Stoner John Williams

“Perchè noi in fondo apparteniamo al mondo; avremmo dovuto saperlo. E lo sapevamo, credo. Ma abbiamo dovuto nasconderci un po’, fingere un po’, per poter…”

Questa frase rappresenta molto bene lo spirito del libro: la sofferenza della vita, l’impossibilità di scegliere il proprio destino, il sentirsi trascinare dalla corrente e per quanto cercare di muoversi esserne ancora più sommersi e spinti verso una fine ineluttabile.
Questa è la vita di Stoner, una vita vittima della vita stessa. La vita di una persona che si sente sempre al di fuori del mondo normale, con la passione per lo studio e poca simpatia per le pubbliche relazioni. Stoner è un personaggio che ha chiaro il suo obbiettivo e non lo perde mai di vista; su tutto il resto si può scendere a compromessi.
Stoner nasce contadino ma decide di lasciare tutto per dedicarsi allo studio. Studia e poi capisce di essere destinato all’insegnamento, questo è il suo unico scopo.
Per la sua posizione all’università rinuncia a una vita felice con Miss Driscoll, la sua anima gemella, e accetta di continuare la relazione con sua moglie: una relazione neanche troppo infelice quanto priva di emozione, piatta e vuota. Solo nel momento in cui Stoner instaura un rapporto con sua figlia da bambina si percepisce un po’ di calore nella vita di quest’uomo, ma anche questa relazione è destinata ad appassire.

“Aliena al mondo, era costretta a vivere dove non poteva sentirsi a casa; avida di tenerezza e quiete, doveva cibarsi dell’indifferenza, insensibilità e rumore.”

Questo è l’anima del libro, e solo chi si è sentito così nella vita, fuoriluogo e costantemente inadeguato, può cogliere e restare toccato nel profondo da queste parole e dalla loro amarezza. Stoner è un’infinita lotta tra l’essere umano e la sua naturale decadenza, tra l’illusione di avere la possibilità di cambiare il corso della propria vita e la rassegnazione di fronte all’innegabile verità che questa ha sempre la meglio in un gioco che gioca dall’infinito e per sempre.

“Mi faccio i tre anni che mi restano e poi me ne vado. Certe volte penso a quello che mi sono perso, ai posti in cui non sono stato e… diavolo Bill, la vita è toppo corta. Perchè non te ne vai anche tu? Pensa a tutto il tempo che…
Non saprei cosa farmene- disse Stoner – non ho mai imparato”

Stoner è un personaggio profondo, che coglie il malessere della propria vita e l’infelicità che l’accompagna, e nonostante questo non fa niente per cambiarla, la accetta in tutta la sua infinita tristezza.

Per molti versi lo scrittore John Edward Williams mi ha ricordato Murakami: la malinconia della sua narrazione ti lascia l’amaro in bocca. Ma chi l’ha detto che per forza queste cose devono essere tristi? Le emozioni, quali esse siano, sono belle e degne di essere vissute a 360 gradi per poterle apprezzare in ogni loro sfumatura. Quindi, se avete voglia di contemplare la vostra vita e avete bisogno di coltivare un’aura riflessiva per uscire dallo stress quotidiano e calarvi in un’atmosfera avvolgente, romantica, triste e malinconica questo è il libro che fa che per voi! E per di più lo potete scaricare gratuitamente se avete Kindle Unlimited, se siete clienti Amazon Prime o se siete docenti con la Carta del docente o col Bonus cultura! Facciamoli un po’ lavorare questi cervelli! Alla prossima!

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2 Comments

  1. Marco “Cannibal Kid” Goi 4 August 2018
    Rispondi

    Bella recensione, però adesso non facciamo troppi favoritismi qua a ospitare le mogli. 😉

    • michele 6 August 2018
      Rispondi

      Per il quieto vivere è meglio non dire di no a certe richieste!

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