Basic, il McTiernan ignorato

Quando si parla di classiconi del cinema d’azione anni 80/90 il nome di John McTiernan è per forza di cose uno dei primi a venire fuori. Predator, Trappola di Cristallo, Caccia a Ottobre Rosso, Last Action Hero, Die Hard 3… titoli che un vero appassionato deve avere non solo visto, ma anche imparato a memoria. Dopo il terzo film con John McClane, però, il rapporto che sembrava saldissimo tra McTiernan e il pubblico ha vissuto alti e bassi: il 13mo Guerriero era un ottimo film che non venne capito da tutti (nemmeno da Omar Sharif, che lo definì senza mezzi termini una cazzata e annunciò il suo addio al cinema “per riflettere”), ma finanziariamente fu uno dei peggiori tracolli della storia; Gioco a Due incassò benino ma mi ha sempre dato l’impressione di essere stato girato col freno a mano parzialmente tirato; Rollerball invece… un film non salvabile in alcun modo, ecco. Neanche con tutto l’amore per John. Un disastro completo che ha segnato anche la vita personale del regista e l’ha portato a una lunga permanenza in galera.

Ma un anno dopo Rollerball, nel 2003, John McTiernan ha girato un altro film, rimasto purtroppo fino al momento l’ultimo della sua carriera. Un film che fino a qualche settimana fa non avevo mai visto, malgrado la bella recensione di Cassidy di un paio di anni fa mi avesse spinto a procurarmelo. Poi come spesso succede il film è rimasto lì nell’hard disk ad aspettare. Finché una sera a casa di un amico non abbiamo acceso la tv, e lui mi ha detto “potremmo guardare Basic, su Iris”. Non avevo neppure ricollegato il titolo al film, ma sono bastate poche scena per farmi rimanere incollato allo schermo.

Un gruppo di soldati della forze (molto) speciali è guidato in una durissima esercitazione nelle foreste di Panama dal sergente Nathan West (Samuel L. Jackson nella parte di Samuel L. Jackson). Alla fine solo due sono presi in salvo dalla squadra di recupero: Kendall (Giovanni Ribisi) e Dunbar (Brian Van Holt). Gli altri sono sforacchiati da pallottole di fuoco amico. Come sono andate le cose? Non si sa, visto che c’è più omertà che nella mafia del Padrino. Così il colonello Styles (Timothy Daly) chiede a un vecchio amico di dare una mano urgente al capitano Julia Osborne della polizia militare (Connie Nielsen). Il vecchio amico altri non è che Tom Hardy. Che però non è Tom Hardy, ma John Travolta.

Usando parecchia astuzia e qualche trucchetto Tom comincia a far parlare i due sopravvissuti. Che raccontano storie molto diverse tra loro. E c’è da pensare che la verità vera sarà ancora diverse… Mentre il tempo stringe e c’è sempre più bisogno di una versione ufficiale, Julia e Tom cercano di scoprire come sono andate davvero le cose.

Se dalla trama questo film può apparire una cosetta scontata… beh siete sulla strada sbagliata. Quando le cose sembrano ormai essere chiare, state sicuri che Basic arriverà a ribaltarle subito dopo. La sceneggiatura di James Vanderbilt (un altro che sembrava lanciatissimo e poi si è un po’ perso, tra i peggiori SpiderMan e un paio di pessimi remake, anche se recentemente pare essersi ritrovato come produttore) contiene una quantità tale di colpi di scena che provare a riassumerli tutti sarebbe impossibile. Vi dirò solo una cosa: tenete gli occhi aperti davvero fino all’ultimo, perché questo è un film che vi sorprenderà!

La struttura del film è piuttosto peculiare, visto che alterna scene di interrogatori dominate da un piacionissimo Travolta e altre ambientate nella foresta, con le ricostruzioni di quanto è successo ai soldati secondo i loro racconti e le ricostruzioni fatte. Il tocco di McTiernan si vede soprattutto in queste, reminiscenti di quanto già visto in Predator. La foresta è plumbea, opprimente, la tempesta non accenna a diminuire d’intensità e gli uomini sono costretti a urlare, a cercare di sovrastarsi l’uno con l’altro. La maggior parte delle scene sono buie, e nell’ombra nascono menzogne, sospetti e maturano sorprese.

Anche le scene in interni sono cupe e segnate da un’atmosfera grigia e umida. Basic è un film dove la pioggia domina e fa perdere la strada. Ai protagonisti nella giungla e agli spettatori nella trama.

Il cast può apparire un po’ stereotipato, ma funziona molto bene. Travolta ci mette tutta la faccia tosta di cui è fornito, Jackson era una scelta talmente ovvia per la parte che dubito siano mai stati presi in considerazione altri attori, Connie Nielsen ci mette un pizzico di ingenuità e Ribisi aumenta la quota Scientology confermando la sua bravura in queste parti oblique.

Basic è insomma un film diretto con gran mestiere e interpretato benissimo, a cui solo qualche calo di ritmo e dei personaggi non originalissimi impediscono di essere annoverato tra gli imperdibili del regista. Ma è allo stesso tempo un thriller, un giallo, un film di ambientazione militare e tutte e tre le componenti sono ben dosate, donandoci in più una imprevedibilità davvero rara. Ho fatto male a non guardarlo prima. Non commettete il mio stesso errore!

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10 Comments

  1. Cassidy 11 days ago
    Rispondi

    L’altra sera ho acceso la tv e lo stavano dando, quindi pure io me ne sono visto un buon quarto d’ora 😉 Non è tutto impeccabile, ma questo thriller “Rashomoniano” dove piove per tutto il tempo resta un film da vedere, un giorno il mondo si ricorderà di John McTiernan, quando sarà tardi ma lo ricorderanno! Grazie mille per la citazione 😉 Cheers

    • michele 10 days ago
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      Io ancora spero in un suo improbabile ritorno… In fondo se Miller ci ha regalato Fury Road a millemila anni…

  2. Johnny Cornerhouse 11 days ago
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    Penso di averlo visto un paio di volte. Ne ho un bel ricordo, a suo tempo mi era piaciuto!

    • michele 10 days ago
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      Io ho atteso quindici anni per recuperarlo, ma devo dire che non è invecchiato male!

  3. fperale 11 days ago
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    Mai visto ma ne ho sentito parlare:) Un film con la regina Ippolita, Nick Fury e…Tony Manero 😀

  4. Alfonso Maiorino 11 days ago
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    L’ho visto non moltissimo tempo fa e devo dire che mi piacque abbastanza. Non un film perfetto, ma un thriller piuttosto teso che sa come giocarsi al meglio le carte a disposizione.

    • michele 10 days ago
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      I capolavori sono altri, ma è un film che si guarda davvero volentieri!

  5. Cristian Maritano 10 days ago
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    Non ci si scorda di quel finale, Black Betty a manetta!

  6. loscalzo1979 10 days ago
    Rispondi

    la prima volta che ho visto il finale è stato un discreto whattafuck.
    Funziona benissimo ancora oggi, in tutto

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