Aislinn – Nè a Dio nè al diavolo

Non commettete il mio stesso errore! Inizialmente avevo ignorato Nè a Dio nè al diavolo di Aislinn, pseudonimo della scrittrice biellese Sara Benatti, perché credevo fosse un romanzo di genere totalmente diverso. Non perché pensi che una donna possa scrivere solo romanzetti rosa (adoro J.K. Rowling e Harper Lee, Robin Hobb e Ursula Le Guin, Lucia Patrizi e Margaret Atwood…), ma perché i suoi primi due romanzi parlavano di angeli, ora ne ha pubblicato uno con i vampiri… insomma, avevo dato per scontato che fossero rivolti quasi esclusivamente a un pubblico femminile. Se ho finito per comprare l’ebook è stato per qualche commento positivo di amici, e (ammettiamolo) perché ero curioso di vedere come era stato declinato il tema “vampiri vs. metallari”. L’ho lasciato a maturare sul kindle per qualche settimana, poi l’ho cominciato e ho finito per divorarlo.

Se devo essere sincero ho avuto un piccolo intoppo proprio all’inizio. Ivan, l’introverso protagonista del romanzo, ha un migliore amico, Tom, idraulico un po’ cazzone e decisamente poco riflessivo, ma dal cuore d’oro. I due sono molto diversi tra di loro, ma li unisce oltre alla bontà d’animo l’amore per il metallo. E da fiero headbanger ex-capellone posso riconoscere tanta verità in questo rapporto, solo che qualcosa mi stonava. I dialoghi non mi suonavano realistici: più che tra due metallari, mi sembravano dialoghi tra protagonisti di un manga! In qualche momento mi immaginavo i due in versione super deformed a darsi botte sulla testa e a chiamarsi vicendevolmente baka (invece che pagliaccio o sfigato). Ho come il vago sospetto che Aislinn abbia letto molti manga nella sua vita… Ma visto che ne ho letti migliaia pure io sono andato avanti senza problemi. E sono stato conquistato dalla sua scrittura.

Aislinn scrive benissimo. Ha uno stile scorrevole, fluido, appassionante, non ha davvero niente da invidiare a tanti autori di bestseller che vendono centinaia di migliaia di copie. Con Nè a Dio nè al diavolo ha costruito un mondo (che mi pare di aver capito essere lo stesso dei due romanzi di Angelize, che a questo punto dovrò recuperare…) complesso, coerente, pieno di personaggi realistici e dal background interessante. Il vampiro Lucifero, che sconvolge le vite di questo duo di metallari, non è il classico stereotipo belloccio dal canino pronunciato, ma un personaggio tormentato e pieno di sfaccettature. Come lo sono anche tutti gli altri che prendono parte alla storie, che siano umani o zannuti. Aislinn non ha preso pari pari il vampiro tradizionale di tutte le storie da Dracula in poi, ma ha inserito intelligentemente alcuni particolari che vengono da leggende più antiche, e ha ignorato bellamente altre caratteristiche che diamo solitamente per scontate (come l’impossibilità di esporsi al sole). Il risultato è che la storia ti prende immediatamente, ma riesce anche a essere personale, non scontata.

Sto facendo un sacco di complimenti all’autrice perché sento che ci vorrebbero più romanzi così, d’intrattenimento ma capaci di parlare di argomenti delicati (la depressione, il suicidio), pieni di riferimenti e dettagli a dischi, film, serie tv amate ma aperti a tutto il pubblico, divertenti, appassionanti, che non temono di picchiar duro quando serve, con personaggi che impari a conoscere e restano con te.

Un urban fantasy tutto italiano coi controcoglioni. Consigliato.

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1 Comment

  1. Riccardo Giannini 17 September 2018
    Rispondi

    Il tema vampiri mi attrae poco, in realtà. Ma mi ha fatto sorridere molto questa cosa dei dialoghi da manga piuttosto che da metallari 😀

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