Slowly e il ritorno della lentezza

La memoria del mio vecchio telefonino a pedali era costantemente piena, così per anni ho badato all’ottimizzazione dello spazio e delle risorse: Telegram, Whatsapp, Facebook, Amazon, Netflix e poco più. Poi per colpa di un passero maledetto che mi è entrato in auto mentre guidavo rischiando di uccidermi (giuro!) ho lanciato il nontropposmart-phone dal finestrino, ed è arrivato il momento di comprarne uno nuovo.

Così mi sono preso un Huawei Mate 10 lite, che non sarà un top di gamma ma fila come una scheggia. E soprattutto ha 64Gb da riempire! Così ho rimesso Instagram, ho recuperato Facebook Messenger, ho osato lasciarmi tentare dai cinesi con Wish e Aliexpress e… non ho riempito neppure un quarto della memoria. Allora mi sono fatto consigliare dal Play Store: quale imperdibile app fa per me?

Sarà perché sono vecchio, ma la prima app ad attrarre la mia attenzione è stata Slowly.

Vi ricordate i vecchi amici di penna? I corrispondenti dall’estero ai quali i vostri insegnanti di inglese vi obbligavano a scrivere lettere che arrivavano a destinazione un paio di settimane dopo, scritte in un linguaggio vagamente comprensibile e piene di banalità, ma che in qualche fortunato caso facevano nascere amicizie destinate a durare a lungo. Slowly fa lo stesso. Una email o un messaggio su qualche social media vengono trasmessi quasi istantaneamente… una lettera scritta su Slowly può essere recapitata in poche ore, se chi la riceve abita relativamente vicino, ma anche in due o tre giorni se sta dall’altra parte del mondo. 

È un po’ un ritorno al passato. Si collezionano buste con francobolli diversi, si riscopre il piacere dell’attesa, ci si lascia conquistare da un po’ di mistero, visto che non sappiamo assolutamente che volto avrà il nostro interlocutore, finché entrambi non avranno acconsentito a uno scambio di immagini.

La concessione alla modernità (in fondo siamo nel 2018!) è in una gestione degli abbinamenti che consente di scegliere la lingua con la quale comunicare (ottima quindi per esercitarvi!), gli argomenti da trattare (c’è chi cerca amici perché è solo e chi vuole raccontare storie, chi cerca il confronto su argomenti controversi e chi vuole sfogarsi…) ed eventualmente la fascia di età e la provenienza dell’amico di penna.

Niente di rivoluzionario, ma lo spirito è apprezzabile e l’app è fatta piuttosto bene. In un paio di settimana ho già cominciato diverse conversazioni parlando di tutto e niente… c’è anche qualche pazzoide, ma quelli sono dappertutto. Non so quanto ancora continuerò a utilizzarla, ma per adesso è un passatempo piacevole, e ve la consiglio.

Cercatela sui vari store, o scaricatela da qui!

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7 Comments

  1. Emanuele 21 September 2018
    Rispondi

    Grande! Anche io, dopo anni di Sony, sono passato a Huawei (P10) e per ora mi ci trovo alla grande!
    Tu li lanci, io li schiaccio nella portiera dell’auto…
    Non conoscevo questa app e non credo di aver capito al 100% (è una lettera/busta virtuale, che vedi disegnata?) ma adoro sempre quando si prova a tornare al passato.

    • Conte Gracula 21 September 2018
      Rispondi

      Tranquillo, Big Pharma ci porterà ai tempi della peste per vendere le kure!!1!1!

      Più seriamente, chi vuol ripetere l’esperienza dell’amico di penna senza farsi dissanguare di francobolli potrebbe trovare l’idea interessante 🙂

      • michele 21 September 2018
        Rispondi

        Diciamo che si tratta una di quelle app che lasciano il potere agli utenti… Se usate dalla gente giusta possono diventare un bel passatempo!

    • michele 21 September 2018
      Rispondi

      Ero Huawei anche prima, ma avevo messo il mio telefonino a dura prova per anni 😀

  2. fperale 21 September 2018
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    Bella idea comunque, il piacere delle care e vecchie lettere.. AH com’era una volta corteggiare una ragazza, specie se lontana..telefonate, con il pericolo sempre di trovare i genitori, e lettere, che appunto arrivavano dopo giorni!

  3. Riccardo Giannini 22 September 2018
    Rispondi

    Sono sorpreso da questa app 😀 sembra uscita da quelle storie di Zio Paperone dove mette sul mercato una cosa strana che rivoluziona il mercato XD. Io avevo un’amica di penna francese, era anche una bella ragazza, ci siamo scambiati lettere dalla seconda o terza media (1996-1997) fino all’estate del 2000!

    Però davvero, oggi mi sembra una cosa totalmente inutile XD

  4. Il Moro 27 days ago
    Rispondi

    Interessante, ma adesso vorremmo sapere meglio la storia del passero!

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