Mani Nude – Il Fumetto

Non sapevo cosa aspettarmi da Mani Nude, l’ultimo romanzo a fumetti Bonelli ad apparire in edicola (per chi vuole è comunque disponibile la versione da libreria!). Non ho letto il romanzo e non mi era neppure capitato di leggere una recensione del fumetto, quindi non sapevo esattamente cosa aspettarmi. Sono rimasto sorpreso, e a volte è una bella sensazione.

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Davide è un ragazzo apparentemente come tutti gli altri, che neppure maggiorenne va a un rave e lì viene rapito da una misteriosa organizzazione clandestina e caricato su un camion, dove completamente al buio è attaccato da qualcuno a mani nude. L’istinto di sopravvivenza ha la meglio, e Davide ha la meglio. Lo sconosciuto muore, e quando la porta del camion viene aperta la sorpresa negli occhi dei rapitori è evidente… L’organizzazione si occupa di combattimenti clandestini tra lottatori resi schiavi, che non a caso vengono definiti cani. Il suo rapimento avrebbe dovuto essere solo un allenamento per il lottatore dentro il camion, ma qualcosa è evidentemente andato storto. Davide dovrà sostituirlo e sarà costretto a scegliere un nome da cane. Davide morirà, e al suo posto nascerà lo spietato Batiza, uno pronto a tutto per raggiungere il vertice. Riuscirà ancora a mantenere una parvenza di umanità, fidandosi di qualcuno? 

Mani Nude è una storia pesante e violenta, non abbandona mai la verosimiglianza e questo la rende ancora più efficace. Tutta la vicenda è narrata dal punto di vista di Davide, e nei tre capitoli che la compongono lo vediamo prima sconvolto, inconsapevole, poi sempre più addentro al personaggio che si crea, infine da un lato pieno di speranza per un ritorno alla vita, dall’altro disperato perché si accorge che Batiza sarà sempre dentro di lui, e che i suoi aguzzini non gli permetteranno di vivere la libertà.

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Graficamente Paolo Armitano e Davide Furnò fanno un bel lavoro. Tavole nere, spigolose, senza cinetismi eccesivi riescono a rendere bene la forza dei colpi, la fatica dei corpi, la stanchezza degli sguardi. Anche qui Mani Nude mantiene un efficace bilanciamento tra verosimiglianza e coinvolgimento. I volti di Davide, Minuto e di tutti gli altri riescono a comunicare anche senza troppe parole cosa sentono.

Con una struttura di questo tipo sarebbe stato facile spostare gradualmente l’attenzione sui combattimenti, sui colpi, su una spettacolarizzazione della violenza. Mani Nude non è così. Non concede facili vie di uscita e rimane fino alla fine drammatico e inquietante. E il finale ha saputo sorprendermi. Consigliato. 

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2 Comments

  1. fperale 5 October 2018
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    Paola Barbato è fra le migliori sceneggiatrici che abbiamo in Italia 🙂 La conosco dai tempi di Davvero..opera diversissima da questa (che prima o poi leggerò!)

  2. Kiral 7 October 2018
    Rispondi

    Non gli avrei dato una lira, invece mi hai incuriosito! Domani, se lo becco in edicola, lo compro e magari ne parlo sul blog 🙂

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