Crossed – vol. 1

Non so se posso definire Garth Ennis il mio fumettista preferito, perché la concorrenza è veramente troppa e molto agguerrita, ma quello che è certo è che lo scrittore nordirlandese è una delle mie principali sicurezze. Quando vedo il suo nome su una copertina so già che mi divertirò a leggere quanto troverò all’interno. Potrebbe rivelarsi un capolavoro assoluto o una cazzatella capace di farmi sorridere, ma di sicuro non mi annoierò. Ciò nonostante, finora avevo letto solo a spizzichi e bocconi una delle sue opere più famose e controverse, ovvero Crossed. Era proprio il caso di rimediare!

I crociati che nel medioevo si imbarcavano per andare a liberare la Terrasanta erano spesso tipetti pericolosi capaci di compiere atti inumani, ma anche i peggiori di loro sarebbero arrossiti di fronte agli “scrociati” di Crossed. Una pandemia che dilaga velocissimamente in tutto il mondo rende i contagiati incapaci di resistere ai loro istinti peggiori: omicidio, stupro, cannibalismo e chi più ne ha più ne metta. Il virus si propaga attraverso sangue, saliva o altri liquidi corporei, e la sua prima manifestazione è un rash a forma di croce sulla faccia del disgraziato, che correrà immediatamente a cercare di propagarlo nel peggior modo possibile. La storia di questo primo volume è ambientata nel primo anno dell’epidemia, con una narrazione alternata tra tempo presente e flashback, raccontando di un piccolo gruppetto di sopravvissuti che cerca di arrivare in Alaska, nella convinzione che sia un posto più sicuro del resto dell’America.

La trama apparentemente sembra essere la stessa di qualsiasi fumetto, serie tv, film con gli zombie (infetti, camminatori, marcioni… chiamateli come vi pare!). Ennis però si è prefitto l’obiettivo di esasperare gli aspetti più violenti, più sanguinari. Già normalmente non è uno che si tiri indietro quando c’è da shockare, figuriamosi se si mette in testa di esagerare. Anche esteticamente Crossed richiama il filone horror più gore, con disegni (ad opera di Jacen Burrows) che cercano di camminare sul sottile filo tra reale e grottesco, tra maledettamente serio e umoristico. Centrando in pieno l’obiettivo, almeno per quanto mi riguarda! 

Le esagerazioni non mancano, alcune anche geniali (il mitico Horsecock, i scrociati che “infettano” le pallottole prima di usarle). In generale Ennis e Burrows sono bravi a mantenere alto il livello del cattivo gusto e del gore ma senza fare quel passettino oltre che avrebbe potuto rendere il tutto “troppo”. La storia è divertente e ha un gran ritmo e dialoghi ottimi, e se è vero che parte da basi piuttosto scontate finisce per avere uno svolgimento non banale. Alcune soluzioni e la crescita dei personaggi stupiscono, e la convivenza tra sempre più brutali efferatezze e importanti conflitti morali funziona. Semmai si può criticare il fatto che vengano mostrate cose allucinanti (stupri, omicidi, massacri) ma quelli che più direttamente coinvolgono i nostri protagonisti e li costringono ad evolvere avvengono perlopiù fuori campo. Una scelta evidentemente non casuale, anche comprensibile, che però in un paio di momenti mi ha fatto storcere il naso.

Il mondo di Crossed comunque è affascinante e ben costruito. Negli episodi che compongono questo primo volume vengono lasciate tantissime potenziali piste narrative: la politica con cui sono stati affrontati i Crossed all’inizio dell’epidemia, l’evoluzione e la sopravvivenza degli infetti, i rapporti tra di loro etc. Ennis ha scelto di lasciare temporaneamente l’ambientazione ad altri autori, a parte che i personaggi del suo ciclo non vengano toccati. Scelta saggia. Continuerò con i numeri successivi scritti da David Lapham, quasi altrettanto certo che mi divertirò ancora.

In italiano questo primo volume è che io sappia al momento disponibile solo in edizione variant. Su Amazon e in alcune fumetterie si trova comunque ancora qualche copia della prima ristampa. Approfittatene!

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3 Comments

  1. Cassidy 19 days ago
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    Nei prossimi volumi, non scritti da Ennis, si fa luce su qualcuno dei tuoi dubbi, ma In generale penso che questo sia il volume migliore, la scena del sale mi ha fatto venire gli incubi, non volevo continuare, e qualche fumetto di Ennis in vita mia l’ho pure letto. Notevole anche “Crossed +100” di Alan Moore molto molto consigliato. Cheers!

  2. Elfoscuro 19 days ago
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    Il Punisher di Garth rimane il mio preferito.

  3. Cobra Verde 19 days ago
    Rispondi

    Il paradosso è che, per quanto esagerato, il Crossed di Ennis è un film Disney se paragonato alle storie scritte da Jamie Delano e dagli altri autori della serie.

    Che che, piaccia o meno, merita davvero di essere letta.

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