Senzanima: FAME

Dopo tutti gli elogi rivolti al primo volume delle avventure adulte (ma giovanili) di Ian Aranill, non potevo certo lasciarmi sfuggire il secondo, appena uscito nelle librerie dopo la presentazione a Lucca Comics… Ecco quindi FAME!

Torniamo a incontrare la crudele e composita compagnia dei Senzanima, uno dei più noti gruppi di mercenari impegnati nel conflitto, e non è neanche troppo importante sapere tra chi. Rispetto alla serie “padre” Dragonero Senzanima calca sicuramente più la mano su violenza e sesso, ma anche nel mensile episodi più cupi e drammatici non sono mancati. La vera differenza è a mio parere in un punto di vista più cupo e realistico, sempre all’interno del genere fantasy, che guarda a chi è più in basso e non sempre vede reali differenze se a prevalere è una fazione oppure l’altra, ma in qualche modo può solo difendersi.

In questo secondo volume il nemico di turno è il più spietato che si possa immaginare: la fame. La fame che colpisce tutti… tutti i poveri, perlomeno. Generali e baroni ne sono in qualche modo immuni, ma soldati semplici e contadini devono continuamente fare i conti con essa, in una guerra che tra battaglie e razzie ha minato l’approvvigionamento di rifornimenti. Ian viene mandato in missione esplorativa proprio alla ricerca di cibo, assieme al veterano Carogna (l’abbiamo da poco incontrato anche nel mensile!) e al giovane e idealista Burba, che evidentemente ha ancora bisogno di qualche lezione per capire finalmente cosa è la guerra.

Senza fare troppi spoiler sul contenuto, dico solo che il piccolo gruppo dopo qualche peripezia troverà un villaggio nascosto tra i boschi, ma che quella che pare essere inizialmente un’insperata fortuna si rivelerà un pericoloso viaggio nell’abisso della disperazione.

Alla sceneggiatura di Fame torna Stefano Vietti, mentre le matite sono stavolta di Ivan Calcaterra, non nuovo al personaggio anche nella serie principale. Il lavoro di entrambi è veramente da elogiare: Vietti dimostra una capacità narrativa sempre maggiore, e i suoi dialoghi in particolar modo sono sempre forieri di dettagli, indizi su avvenimenti futuri, piccoli particolari che si dimostreranno estremamente significativi. I disegni di Calcaterra non copiano il tratto di Mario Alberti, autore del primo volume e della copertina di questo, ma cercano una propria strada a metà tra la libertà assoluta e la classca gabbia bonelliana. Le tavole sono ricchissime, ma non esagerano in dettagli concentrando il fuoco sui personaggi e su ciò che interessa maggiormente al momento. Alcune pagine soprattutto all’inizio e nella seconda parte del volume sono davvero mozzafiato, e i colori di Andres Mossa riescono a dare quel tocco in più mai scontato.

Le interviste a sceneggiatore e disegnatore nella parte finale del volume sono interessanti e ci fanno capire quanto sia complesso progettare in ogni minimo particolare un serie come questa, solo apparentemente facile. Proprio questa apparente facilità è forse la migliore dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto: Senzanima si legge rapidamente, appassiona ma riesce lo stesso a lasciare molto al lettore. Ve lo consiglio davvero senza riserve, sia che siate appassionati di fantasy o meno, soprattutto se Dragonero vi incuriosisce ma siete spaventati dai tanti volumi usciti finora da recuperare.

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Buona lettura!

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3 Comments

  1. mikimoz 27 days ago
    Rispondi

    Wao, cos’è, la risposta italiana a Berserk? Sembra davvero fatto bene **

    Moz-

    • michele 27 days ago
      Rispondi

      Lo ricorda per molti versi! Te lo consiglio davvero caldamente!

  2. danidelucia 26 days ago
    Rispondi

    Wow, certe tavole sono meravigliose! Davvero bello 😀

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