Il Palpa – Il più forte di tutti

Nell’ambiente del tennis su Roberto Palpacelli si raccontavano storie che spesso sfociavano in leggende. Si diceva che da ragazzo avesse battuto Boris Becker, che abbia stracciato 6-1 6-1 Volandri a trent’anni giocando con una sigaretta in bocca, che potenzialmente fosse il più forte di tutti. Un campione, della stoffa dei Panatta, Cané o per volare oltreoceano dell’idolo Andrè Agassi. E invece Roberto Palpacelli non è mai riuscito a sfondare, accontentandosi di qualche torneo open, qualche partita spettacolare, frotte di tifosi che lo adoravano. L’unico punto ATP l’ha guadagnato in doppio, a 29 anni, quando ormai la sua carriera mai davvero cominciata era finita, e il talento riusciva a malapena a far capolino sopra le dipendenze da alcool e droga.

A 15 anni già Roberto Palpacelli si faceva le canne, e meditava di provare cose molto più pesanti, attratto dalle compagnie peggiori, quelle dei tossici e dei perdigiorno di San Benedetto del Tronto. A 17 anni c’era già l’eroina a comandargli la vita, e dopo una serie di casini e devastazioni da rockstar la FIT l’aveva già messo nella lista degli indesiderabili. A nulla sono valsi sponsor generosi e una famiglia benestante, i migliori allenatori e le comunità di recupero. Palpacelli è rimasto nel limbo, tra partitelle e ricadute, tra cartoni di Tavernello e overdose di brown sugar. È rimasto quello che si incazzava con gli spettatori e provava a fare gli smash di manico quando si annoiava perché le partite erano troppo facili. E ovviamente finiva per perderle.

“Il Palpa” (scritto con il giornalista Federico Ferrero) è una di quelle storie di sport non a lieto fine, almeno non nel senso tradizionale del termine. Fosse un film americano ci sarebbe stato un riscatto finale, una vittoria incredibile, un successo inatteso. Ma forse, alle soglie dei 50, la vittoria più grande per Roberto Palpacelli sarebbe una vita normale. La speranza è che il successo di questa biografia (appassionante come un romanzo) possa aiutarlo a far sì che le tisane allo zenzero che beve oggi non tornino a trasformarsi in qualcosa di più pesante, perché il bonus pare davvero finito. Forza Palpa!

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5 Comments

  1. fperale 4 March 2019
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    Sembra quasi un Cassano o Balotelli del tennis, e almeno loro due qualcosa di buono l’hanno combinato.. dispiace sempre quando qualcuno butta via così il proprio talento

    • Riccardo Giannini 4 March 2019
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      Davvero, paragone azzeccatissimo..devo consigliarlo al mio caro amico Bonigol che è appassionato di tennis!

      • michele 6 March 2019
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        È una bella lettura, appassionante e in qualche modo educativa. Non c’è molto tennis giocato, più che altro le storie del Palpa fuori dai campi, quindi si può consigliare davvero a chiunque 🙂

  2. loscalzo1979 4 March 2019
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    Recupero, sembra una lettura interessante

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