Il vinile della settimana: Rose Tattoo – Rock’n Roll Outlaw

Il vinile della settimana: Rose Tattoo – Rock’n Roll Outlaw

I casi sono due: o vi piacciono quelli belli, con il look giusto, che suonano bene e hanno dieci persona che studiano il sound più adatto a loro e scrivono i pezzi giusti, o fate il tifo per quelli brutti, sporchi e cattivi. E allora fate il tifo per i Rose Tattoo, quelli con il nano pelato come cantante.

Vi assicuro che da giovane non era molto meglio di così

Il primo concerto dei giovanissimi Rose Tattoo avvenne nel locale Chequers di Sydney nel Capodanno 1976. Nello stesso posto, pochi anni prima, avevano fatto il proprio debutto certi Ac/Dc, non so se li avete mai sentiti nominare… I Rose Tattoo condividevano con loro molte delle ispirazioni: Rolling Stones, Faces, tutta la scena hard rock/boogie… A Bon Scott in particolare i Rose Tattoo piacevano moltissimo, tanto che fu lui stesso a raccomandarli alla Albert Productions, label dove lavorava il fratello di Angus e Malcolm Young. Nel 1978, dopo un singolo di successo, arrivò il loro debutto, autointitolato. Proprio questo stesso disco che qualche anno dopo venne ripubblicato in Europa dalla WEA con il nuovo titolo Rock’n Roll Outlaw.

Rock’n Roll Outlaw è un po’ il manifesto della band, contiene tutto il loro essere, la loro filosofia. “I don’t need lots of people, tellin’ me what to do. I don’t need a long haired lady, to love me true as true. All I need is a rock n’roll band, somewhere new to play. And I’m on my way, I’m on my way. I’m a rock n’roll outlaw and I’m on the run. I’m a rock n’roll outlaw I never needed anyone.”

Testi semplici ed efficaci, una musica travolgente e catchy, niente barocchismi o prese in giro. Rock’n roll da strada, fatto da persone venute dalla strada e che sarebbero state destinate a una vita on the road, di concerto in concerto, amati da molti ma senza mai raggiungere la ricchezza dei grandi miti che talvolta da loro sono stati esplicitamente influenzati, come i Guns’n Roses. Nei primi concerti, la band di Axl e Slash proponeva spesso al loro pubblico “Nice Boys”, contenuta in questo disco, come a prendere una posizione con il loro pubblico: i bravi ragazzi non suonano rock’n roll. Noi non siamo bravi ragazzi.

Pezzi come “Remedy”, “The Butcher & Fast Eddie”, “Astra Wally” suonano ancora trascinanti, anche senza lustrini e una produzione super. Merito della voce aggressiva di Angry, dei riff assassini di Mick Cocks (morto ahimé nel 2009) e Peter Wells, di una sezione ritmica che faceva tremare tutto, di una attitudine che quasi ogni altro gruppo avrebbe solo da invidiare. Dopo oltre quaranta anni, i Rose Tattoo sono ancora in giro, con una line-up ovviamente cambiata (alla batteria c’è uno con la metà degli anni del cantante, al basso l’ex Ac/Dc Mark Evans…) ma la stessa rabbia, la stessa voglia di spaccare tutto. Ascoltateli, se non li amate il rock semplicemente non fa per voi.

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