Il film di supereroi di cui tutti stanno parlando: Aquaman!

Forse (forse) sono rimasto un po’ indietro. Quale è il film di supereroi di cui tutti parlano in questi giorni… forse Shazam? Boh, comunque io mi sono visto Aquaman, che comunque è più recente (ad esempio) di Batman Forever. Ecco cosa ne penso!

Le cose, in casa DC Comics, sono molto cambiate. Fino a poco tempo fa (no, non mi riferisco ai tempi di Batman Forever) i fan dei film Dc Comics (sono pochi, ma vi assicuro che esistono) tenevano a sottolineare come i loro capolavori fossero cose serie, adulti, con tematiche di un certo livello, atmosfere epiche e senza battutine stupide come nei film della concorrenza (frecciatina). Ora, invece, abbiamo il supereroe con il potere di far bagnare le sue fan.

Scusate, ma un ombrellino?

È una battuta, ma fino a un certo punto. Praticamente tutto il marketing del film si è basato su quanto è gnocco Jason Momoa. E come dar torto ai simpatici fratelli Warner? Quando in mano si ha una carta vincente, è bene sfruttarla. E loro l’hanno fatto appieno, visto che l’incasso ha agevolmente superato il miliardo, il più in alto in assoluto per un film DCEU, superando di gran lunga sia Wonder Woman che le altre pellicole basate sulle proprietà intellettuali in teoria più allettanti: Batman e Superman.

Se ci pensiamo bene, infatti, chi avrebbe mai pensato che un film sul clone di Namor the Sub-Mariner, il re dei pescetti, avrebbe avuto tanto appeal? La Marvel, che ha fatto uscire diciassette film praticamente su ogni personaggio esistente, si è guardata bene di proporre ai telespettatori una versione del loro atlantideo di fiducia. Probabilmente, persino in un mondo con divinità nordiche, mutanti, enormi mostri verdi e Groot un richiamo ad Atlantide sarebbe stato visto come assurdo. Allora merito alla DC Comics, che in un film pessimo come Justice League ha quantomeno compreso bene quali cose funzionavano e quali no.

Cyborg e Flash? Insomma…

Wonder Woman e Aquaman? Ecco, loro!

*Wink wink*

Dopo le vicende di Justice League (e dopo un prologo che racconta come è nato) Arthur Curry in arte Aquaman continua a combattere il crimine, facendosi qualche nemico come David Kane, un pirata che tentava di dirottare un sottomarino. In realtà, il nostro Arturo Misceladispeziediorigineindiana non sembra prendere troppo sul serio il suo lavoro. Le cose gli vengono fin troppo facili, avrebbe bisogno di qualche sfida un po’ più impegnativa. Per fortuna (??!!) in fondo al mar se la sardina fa una moina c’è da impazzir qualcuno trama per conquistare il regno di Atlantide e muovere guerra alla terraferma. Un possibile pretendente al trono come Aquaman è quindi pericoloso, anche se lui stesso non fa che dire “ehi, non mi importa nulla di Atlantide, a me piace la birra e la birra sott’acqua non si può bere”. Ho parafrasato, ma il senso è quello.

Per me una birra rossa, grazie

Da un certo punto di vista, la storia di Aquaman è la più classica “origin story” che ci sia. C’è il passato difficile, c’è la famiglia segreta, c’è il destino che prevede cose importanti per lui, c’è il mentore (Willem Dafoe che recita che più svogliato non si potrebbe), c’è il fratellastro malvagio (Patrick Wilson), c’è l’interesse amoroso / donna coi controcoglioni / che però ha bisogno di un uomo al suo fianco per cambiare le cose che non solo è quella gran gnocca di Amber Heard, ma è anche rossa di capelli come la Sirenetta! Insomma, alla DC hanno pensato anche a noi maschietti. Ehi, perché non è in topless per lo stesso tempo di Momoa? Per noi nostalgici del cinema bello bello di una volta ci sarebbe anche Dolph Lundgren, che però è nascosto sotto un osceno parrucchino che lo fa sembrare un Biscardi un pochino più spigliato (e appena meno morto). Perché? Non si sa.

In realtà Biscardi è stato il suo insegnante d’italiano

In questo senso il film scorre i modo che potremmo definire banalmente piacevole. Va avanti senza la benché minima sorpresa, con scene d’azione sufficienti, cast vagamente svogliato, regia (di James Wan che ci mette qualche giravolta delle sue e poco più) che prova a far qualcosa nelle scene d’azione ma per il resto si limita a svolgere il compitino richiesto.

D’altro canto, però, Aquaman è anche un film incredibilmente stupido. Dopo mille anni (ok erano meno, ma sembravano molti di più) di assoluta serietà e guai ad accennare un minimo sorriso alla DC hanno deciso di sbracare definitivamente, e Aquaman spara una quantità di battute da far quasi invidia a Thor: Ragnarok (per gli amici Natale a Asgard). Qualcuna riuscita, qualcuna molto meno. Ma non solo: Aquaman è anche il film di supereroi più smaccatamente kitsch che la storia ricordi, e pare andarne assolutamente fiero! Basta vedere la ricostruzione delle scene ambientate in Italia, con un belpaese che neppure nelle barzellette è così stereotipato, oppure nella scena iniziale con i cattivissimi marinai/biker (non me lo ricordo, ok? Scusatemi!) che interrompono tutti imbronciati la conversazione del nostro eroe per… un selfie. Praticamente hanno rubato l’idea alla famosissima pubblicità dei sofficini con Ferruccio. Ricordate, vero?

Il fatto è…. sapete che vi dico? Sono proprio queste parti kitsch insieme ai pettorali di Momoa a salvare il film da una mediocrità che l’avrebbe relegato nel dimenticatoio dopo dieci minuti dai titoli di coda. Invece, le battutacce e le strizzatine d’occhio mi hanno tenuto sveglio, mettendomi di buon umore anche per apprezzare una CGI in generale più che buona ma con alcuni momenti particolarmente plasticosi. Ora il problema è che io sono particolarmente scemo, quindi non è detto che se su di me l’umorismo di bassa lega ha fatto questo effetto a voi non provochi ancora più schifo e disgusto. Sotto, muscoli a parte, c’è davvero poco altro. Per me è poco più che sufficiente, il giudizio ora passa a voi.

Come dite, l’avete già visto tutti? Che roba sarebbe questo ENDGAME? Bah…

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1 Comment

  1. Emanuele 26 April 2019
    Rispondi

    Ahahahah “Biscardi” 😂

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