Il vinile della settimana: Alice Cooper – Trash

Il primo disco degli Alice Cooper è del 1969, si chiamava Pretties for You e fu un flop, stroncato dalla critica e fondamentalmente ignorato dal pubblico. Il cantante Vincent Furnier (per tutti era lui Alice Cooper!) aveva 21 anni, era appassionato di psichedelia e si era appena fidanzato con Cynthia Lang. In pochi anni, tutto sarebbe cambiato. Due anni dopo, con Love it to Death, sarebbe arrivato il primo successo, seguito dagli straordinari Killer, School’s Out, Billion Dollar Babies, Welcome to my Nightmare… Vincent/Alice aveva trovato la sua strada: un hard rock detroitiano tinto di glam oscuro, decadente, orrorifico. Cambiò pure la compagna, si sposò con la ballerina Sheryl Goddard, divenne uno dei maestri del rock e persino un’icona della moda, idolatrato da generazioni di musicisti e non solo.

La storia che vi andiamo a raccontare però non si svolge nel 1969, ma venti anni dopo, nel 1989. L’hard rock era cambiato, il pop-metal dominava le classifiche, Alice Cooper aveva avuto problemi personali e di droga, aveva cercato rifugio nell’heavy metal, aveva cambiato etichette discografiche e musicisti nella band. Il successo di un tempo sembrava essere lontano. Era ancora un musicista apprezzato, i suoi tour shockavano i benpensanti, le apparizioni al cinema lo rendevano ancora un nome noto, ma Alice voleva dimostrare di essere ancora capace di stupire. Così decise di assoldare uno degli autori di maggior successo della storia della musica, uno che aveva scritto per Kiss, Cher, Joan Jett, Bon Jovi, Aerosmith, Bonnie Tyler e tantissimi altri: Desmond Child.

Il risultato?

Sarà una canzone furba, commerciale, piaciona, tutto quello che volete, ma Poison ancora oggi (sono passati trenta anni!) è in grado di farmi muovere il piedino e mi obbliga a cantare a squarciagola come pochissime altre. Non è un caso che da allora sia immancabile appuntamento nei concerti di Alice, capace di smuovere le folle di ogni tipo: dai punk ai metallari, dai vecchi rockettari ai teenager alternativi… Semplicemente, Poison è praticamente perfetta. Allo stesso tempo è una delle canzoni più catchy che esistano e riesce a non tradire il personaggio Alice Cooper. Sta bene accanto a Welcome to my Nightmare e School’s Out, e a tutti i capolavori della prima parte di una carriera così lunga e fortunata.

E Poison non è l’unica freccia all’arco di Trash. Spicca come un faro, ma viene da pensare che anche se non fosse mai stata scritta il disco sarebbe stato un successo lo stesso. Basta sentire i due pezzi successivi, la dinamica Spark in the Dark e il terzo singolo House of Fire, scritto con Desmond Child e Joan Jett e con Joe Perry degli Aerosmith alla chitarra.

Non finisce qui: Why Trust You ha un gran ritornello, Only My Heart Talkin (quarto singolo) è un pezzo alla Aerosmith in cui Alice duetta ovviamente con Steven Tyler, Bed of Nails (scritto con Child, Kane Roberts e con l’altra grandissima scrittrice Diane Warren) è il secondo singolo e un altro capolavoro assoluto.

Paradossalmente uno dei pezzi più deboli del disco è la title track, Trash… ma la sensazione è che ad Alice il nome piacesse troppo per non puntarci. Il frontman si incaricò personalmente della promozione consegnando direttamente a tutte le maggiori stazioni radio degli Stati Uniti il disco… guidando un camion della spazzatura. Il risultato fu il primo ritorno nella top 20 di Billboard dopo più di dieci anni, due milioni di copie vendute in tutto il mondo e dischi di platino un po’ in tutto il mondo.

In chiusura, altri due ottimi pezzi: Hell is Living With You coinvolge Bon Jovi e Ricky Sambora (e Steve Lukater alla chitarra!) in una ballad Bonjoviana fino al midollo, ma allo stesso tempo più nera di qualsiasi altra cosa i Bon Jovi avessero mai cantato, e I’m your gun è veloce e divertentissima, chiusura ideale per il disco. Sono passati trenta anni… ma ad ogni ascolto mi torna il sorriso. Anzi, ora lo rimetto da capo.

Your cruel device…

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1 Comment

  1. Cassidy 3 May 2019
    Rispondi

    MI è sempre piaciuto moltissimo Alice Cooper, quando devo pescare sue canzoni da infilare nelle mie playlist prova a dire quale pezzo finisce sempre dentro? Proprio “Poison” 😉 Questo disco è splendido, riesco ad ascoltarlo anche io che non sopporto Bon J… Bon Jo… no niente, non riesco nemmeno a scriverlo. Questo tuo appuntamento settimanale è una forza 😉 Cheers!

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