Europa Nera #1 – Contenuti speciali: Sergej Pavlovič Korolëv

Europa Nera #1 – Contenuti speciali: Sergej Pavlovič Korolëv

Il nome di Sergej Pavlovič Korolëv non è noto come quelli di altri eroi dell’epoca spaziale, ma la corsa allo spazio sarebbe stata completamente diversa senza di lui, e probabilmente i più grandi successi dell’esplorazione del sistema solare sarebbero arrivati in ritardo di anni senza la sua spinta e il suo contributo.

Cosa c’entra Korolëv con le storie di Europa Nera? Se avete letto il secondo racconto, Un grande passo per l’umanità, avrete incontrato la figura del Capo Progettista, misterioso e senza nome. Anche nella realtà storica l’ingegnere Sergej Pavlovič è rimasto per decenni senza nome: i sovietici erano terrorizzati che potesse subire un attentato da parte degli americani, così si rifiutavano di svelare la sua vera identità a chiunque. I suoi articoli scientifici erano firmati con lo pseudonimo K. Sergeev, e la segretezza gli è valsa anche la vittoria di un premio Nobel. Dopo il lancio dello Sputnik la Commissione per l’Assegnazione chiese infatti chi fosse l’artefice del programma spaziale sovietico, ma il Presidente Nikita Chruščëv rispose “non possiamo indicare una singola persona, è l’intero popolo che sta costruendo la nuova tecnologia”.

Korolev insieme a Jurij Gagarin

Cosa ha fatto Korolëv per meritare tanta importanza? Un piccolo elenco dei suoi successi comprende la progettazione del Razzo Vettore N-7, il lancio del primo satellite artificiale Sputnik 1, la messa in orbita del primo essere vivente (la cagnolina Laika) sullo Sputnik 2, l’invio del primo essere umano nello spazio (ovviamente Jurij Gagarin) a bordo della Vostok 1.

La vita di Korolëv non è stata segnata solo da successi: da ragazzo si è ammalato di tifo, e nel 1938 venne arrestato durante le purghe staliniane con l’accusa di aver volutamente rallentato il lavoro di ricerca dell’Istituto per la ricerca della propulsione a reazione. Torturato, confessò le sue inesistenti colpe e venne condannato a dieci anni di lavori forzati in Siberia, anche se passò effettivamente solo cinque mesi come minatore nelle miniere d’oro di Kolyma, soffrendo per le proibitive condizioni di lavoro e perdendo molti dei suoi denti. La sua pena venne poi ridotta con lo scoppio della seconda Guerra Mondiale, e venne infine riabilitato definitivamente nel 1957.

Francobollo emesso dalla Sierra Leone per il centodecimo anniversario della sua nascita

La salute del Capo Progettista fu segnata da quanto accaduto in quei mesi terribili: sin dall’inizio degli anni sessanta Korolëv aveva iniziato a soffrire di attacchi cardiaci. Durante un’operazione per la rimozione di un polipo nell’intestino crasso soffrì di un’emorragia, i dottori cercarono di intubarlo, ma i danni ricevuti dalla mandibola e dalla gola nel gulag ne ostacolarono il passaggio. Korolëv morì quel giorno, il 14 gennaio 1966. Venne poi comunicato ufficialmente che era stato trovato un tumore maligno nel suo addome.

Monumento a Korolëv nella città di Bajkonur, in Kazakistan

Dopo la morte di Korolëv il programma spaziale sovietico subì un colpo durissimo, con quattro lanci falliti in fila prima della sospensione nel 1974. Secondo molti esperti se il Capo Progettista fosse rimasto in vita l’Unione Sovietica avrebbe avuto ottime possibilità di arrivare sulla Luna prima degli Stati Uniti.

Nel mio racconto, Korolëv è stato salvato. Probabilmente perché i dottori sovietici sono stati più bravi, o più fortunati. O forse (si mormora) hanno avuto la possibilità di sfruttare delle tecnologie sperimentali non disponibili per le persone “qualunque”.

Perché neanche nella Unione Sovietica comunista le persone sono davvero tutte uguali. E chissà, forse torneremo a parlare di Korolev e del suo futuro, in uno dei racconti della seconda stagione di Europa Nera…

Intanto prendetevi la prima uscita. La trovate qui.

Post scriptum: quando ho scritto il romanzo non l’avevo ancora scoperto, ma Korolëv è anche il protagonista di una serie di romanzi del bravissimo Paolo Aresi, già premio Urania. In essi il Capo Progettista viene ritrovato vivo, dentro una capsula Sojuz… nel 2084 su Marte. Un vero mistero da sbrogliare che da inizio a una storia molto, molto intrigante… che ho appena cominciato a leggere.

Qui il primo romanzo della serie
Qui il secondo
Qui il terzo, appena uscito

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