Ritorno al cinema

Ritorno al cinema

E così questo fine settimana sono tornato al cinema. Non mi ero reso conto di quanto mi fosse mancato, soprattutto perché per un motivo o per l’altro avevo molto diradato i miei incontri con la sala anche prima della pandemia, ma è stato emozionante. È stato bello.

Ha contribuito anche il fatto di aver scelto una sala piccola, anzi piccolissima, come quella del Piccolo Eden. Niente mega schermo di cinquanta metri, niente carrello con popcorn e bibite gassate con prezzi esagerati, niente folle di ragazzini urlanti e disturbanti, solo una trentina di posti a sedere disponibili per rispettare il distanziamento.

Ha contribuito anche l’aver scelto un matineé, una di quelle cose che avremmo pensato di non vedere più, di averle relegate a un certo tipo di teatro, o ai film di Joe Dante, e che invece con la ridotta capienza forse vedremo fare il loro ritorno. Chissà se durerà. Io spero di sì. L’ho detto, è stato emozionante.

Non che con questo voglia disprezzare i grandi cinema, il megaschermo, gli effetti speciali esagerati, il divertimento di gruppo… E neppure il popcorn. È buono, il popcorn. Il cinema è anche quello. Si potrebbe dire “è soprattutto quello”, che sono gli Avengers e Checco Zalone a far sopravvivere l’industria, non certo Nomadland (che – dovevo ancora nominarlo! – è il film che ho guardato). E forse è vero. Ma ormai anche solo l’idea di uno spettacolo di massa mi spaventa un po’, mi suona strano, un’idea di un passato che certo, mi manca, ma non vorrei mai tornasse uguale a sé stesso.

Ho ripensato agli ultimi tre film che ho visto a casa: I Mitchell contro le Macchine, una commedia d’animazione divertentissima, e il delizioso Love & Monsters, visti su Netflix, e Come True, un horror del quale presto arriverà la recensione su filmhorror.com. Sarebbe stato lo stesso vederli su grande schermo?

Il meraviglioso spettacolo visivo di I Mitchell contro le Macchine probabilmente ne avrebbe tratto giovamento. Questo sì, è uno di quei film da godersi spaparanzati nella poltroncina con mega popcorn in mano. Forse le comitive di bimbi con o senza genitori avrebbero disturbato un po’, ma nell’atmosfera goduriosamente caciarona della pellicola il rumore sarebbe passato in secondo piano. È un film davvero divertente, che per uno di quei casi strani della vita assomiglia un po’ al mio prossimo romanzo: Kebabbari vs Alieni. Sì, è un titolo bellissimo, lo so che volete già leggerlo. C’è un signore cattivo (ciao Roberto!) che vorrebbe farmelo cambiare, ma io non cedo (tutte le altre modifiche che mi hai proposto sono state invece utilissime, grazie Rob :D). Non solo: riesce a essere anche commuovente, nella migliore tradizione dei film Pixar che però non sono Pixar, ma MEGLIO: viene dalla fucina di Phil Lord e Christopher Miller, gli autori del MERAVIGLIOOOOSOOOOO The Lego Movie che qui hanno lasciato regia e co-sceneggiatura all’esordiente Mike Rianda.

Anche Love & Monsters probabilmente sarebbe stato ancor più bellissimo sul grande schermo, ma chissà se sarei andato a vederlo lo stesso. Anche Love & Monsters è uno di quei feel good movies che ti rimettono in pace col mondo, anche se poi ti fermi a riflettere un attimo e capisci che feel good mica tanto, qui si sparano anche delle bordate niente male. E nonostante questo è delizioso E ci sono i mostri giganti.

I mostri giganti migliorano davvero tutto, sono quasi come la maionese.

Ho letto qualche recensione in gira che storceva il naso, diceva che sì, carino, ma è un filmetto, i mostri non sono abbastanza cattivi, manca di sostanza, niente di che. STRONZATE. C’è pure un vermone che esplode! (ok, spoiler, chissenefrega. Eccovi la gif.)

Non capisco cosa vogliate di più. A me film come questo mancavano tantissimo, fanculo voi e il vostro cattivismo. È un raro esempio di piccolo film che sembra molto più grande di quello che è. Budget 30 milioni di dollaroni, che ad averli in tasca sembrerebbero un sacco, ma sullo schermo? Pfff, noccioline. Una qualsiasi commedia con Adam Sandler probabilmente costa il doppio, e non ci sono neanche gli insettoni che esplodono con le loro viscere che schizzano ovunque. Ok, sto dando l’impressione che sia un mezzo horror. Non è un horror.

(forse è un pochino horror, dai)

Comunque è bellissimo, guardatevelo. Non ho più voglia di scrivere recensioni come una volta, c’è chi lo fa molto meglio di me. Voi guardatevelo e basta.

Come True invece… Come True probabilmente l’avrei odiato, sul grande schermo. Perché non sarei riuscito a farmi ipnotizzare dalla trama a causa dei quattro ragazzini seduti tre file dietro di me che non avrebbero fatto altro che ridacchiare e commentare cose come “che stronzata”… “è lento”… “ora arriva il mostro”.

E sì, ci sono anche horror che beneficiano di un consumo sociale, ma questo NO, questo l’ho visto volentieri da solo, mentre accanto a me crepitava il fuoco nel forno (sì, preparavo la pizza) e mi mangiavo le unghie per l’attesa.

Non vi metto foto della pizza perché l’ho mangiata tutta senza lasciare alcuna prova.

La protagonista è bravissima e diventerà una stella. Il finale del film è orribile, ed è un peccato perché era iniziato molto bene. Qualcuno di voi amerà Come True. Qualcuno l’odierà. E va bene così. Ne leggerete su filmhorror.com.

Poi c’è Nomadland.

L’ho detto che non farò recensioni, non sono più capace. Ma Nomadland è un film bellissimo, da Oscar. Avrei preferito lo splendido Promising Young Woman, ma sono felicissimo che abbia vinto miglior regista e miglior attrice protagonista. Frances McDormand è meravigliosa (quasi) qualsiasi cosa faccia. E ho versato qualche lacrima, sì, lo ammetto. Non sono più il duro di una volta.

Sono felice di averlo visto in sala, anche se avrei potuto accendere la tv e guardarlo su Disney +.

Sono felice che abbiano riaperto le sale.

Sono felice per aver scoperto i matineé.

Sono meno felice che sia lunedì, ma insomma, tornerà anche il fine settimana. E chissà che film ci sarà, al cinema, la prossima domenica mattina.

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3 Comments

  1. Emanuele 3 May 2021
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    A me manca ma 2 ore con la mascherina non gliela posso fa’! Anche se poi una volta spente le luci, la abbasserei.
    Comunque viva le mini sale. Prima della chiusura andavo sempre in mezzo alla settimana e nel primo pomeriggio (costa pure di meno) e c’erano meno persone di quelle che hai beccato tu 😜
    Quelli che criticano il film coi mostri, più che cattivisti, per me sono i radical chic del cinema di ‘sto cazzo 😁

  2. marco1946 3 May 2021
    Rispondi

    Condivido. Le salette (nel mio caso il RIALTO di via Rialto) sono il piacere di cui non posso fare a meno. E concordo che NOMADLAND è bellissimo: ne ho parlato nel mio blogghino e ho proposto un SACRILEGO parallelismo con una certa Polly che si lascia alle spalle un paesino del Nevada (con una roulotte, perché i camper non usavano ancora).

  3. Pietro Sabatelli 3 May 2021
    Rispondi

    Ti capisco, che poi paradossalmente è sempre meglio essere in pochi (ma buoni) che in tanti.

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