Luca

Luca

Visto che la narrazione popolare vuole che questo 2021 sia l’anno delle rivincite popolari in campo internazionale per l’Italia, aggiungiamo alla lista delle rivincite più comuni (Maneskin all’Eurofestival, nazionale di calcio agli europei, medaglie d’oro alle olimpiadi… tutte cose ovviamente arrivate per merito di Mario Draghi) anche un paio di cose legate al cinema… o meglio, allo streaming: un po’ in tutto il mondo si parla benissimo di A Classic Horror Story di Roberto de Feo (su Netflix, prima o poi ci arriverò anche io), e poi c’è Luca, il primo film Disney Pixar diretto da un italiano. Esultiamo.

YEEEEEEEEAAAAAHHH!

Luca è la storia di mostri marini che infestano una local Luca, un giovane… ehm… mostro marino che vive sotto il mare a due passi da un paesino sulla costa ligure, Portofinorosso. Luca passa le sue giornate portando le triglie al pascolo, ma vorrebbe una vita più divertente. I suoi genitori sono all’antica e proprio non vogliono che neppure pensi di avvicinarsi a quei cattivoni degli uomini, ma quando Luca incontra Alberto, un ragazzino che vive da solo in una torre diroccata poco distante, è amore amicizia a prima vista.

Luca scopre che se si asciuga un mostro marino questo diventa immediatamente indistinguibile da un umano, mentre se lo si ribagna… torna mostruoso. Inizi ora lo spottone pubblicitario per la Vespa.

YEAAAAHHHHHH!

I due ragazzini vivono con il sogno di poter guidare una vera Vespa, cercano di costruirne una di legno e rottami ma a parte rischiare di rompersi l’osso del collo più volte non ottengono grandi risultati. Cosa fare? Basta partecipare alla Portorosso Cup, la gara di triathlon per preadolescenti più sfiancante che ci sia, appuntamento irrinunciabile dell’estate in paese storicamente vinto dall’antipaticissimo Ercole Visconti, un bulletto diciottenne che se la prende coi più piccoli, ma solo quando ha qualcuno dei suoi sgherri a dargli manforte.

Entri ora in scena il triangolo.

Tra Luca e Alberto ecco insinuarsi insidiosa e insistente (non è vero, ma amo le allitterazioni che allettano gli allocchi) Giulia, figlia di pescatore monco e reietta della società che vuole battere Visconti ma poverina, da sola non ce la potrà mai fare.

Come cantava Cristina d’Avena “ed ecco che la gelosia, di già in questa storia entrerà”.

Ad Alberto non si può dire che Giulia stia davvero antipatica… ma insomma, stava meglio quando poteva rimanere con Luca 24 ore su 24 senza nessuno che potesse rivaleggiare per il suo tempo. Piano piano ci saranno litigi, poi ci sono anche i genitori di Luca che lo cercano e bla bla. Insomma, non può andare tutto liscio, anche se essendo un film Disney si sa che alla fine più o meno le cose si risolveranno.

Luca è forse il meno Pixariano tra tutti i film Pixar, e non so se la cosa è un bene o un male. Lo so che tutti quanto avrete visto quel meme che dice…

TOY STORY: What if toys had feelings?
CARS: What if cars had feelings?
RATATOUILLE: What if rats had feelings?
INSIDE OUT: What if feelings had feelings?
LUCA: What if italians had feelings?

Ma in realtà:

1- semmai What if SEA MONSTERS had feelings.
2- questa è più una storia Miyazakiana di avventura e buoni sentimenti che un classico film Pixar. È vero che c’è anche qui tutto il discorso sui mostri e sul loro rapporto con gli esseri umani ma insomma, rimane più sullo sfondo rispetto a altre tematiche passate (il rapporto con la morte, con l’ambiente, con se stessi) trattate in maniera diversa.

Luca è un po’ un Pixar light, e… non fraintendetemi, è un film molto carino, divertente, piacevole, a tratti delizioso.

Ma mi ha lasciato la sensazione che se ne sia parlato più (per ovvi motivi) in Italia che nel resto del mondo.

Si siamo in Italia, da cosa l’avevi capito?

Fa molto piacere che in Luca anche gli ovvi stereotipi (perché agli americani gli stereotipi piacciono troppo perché vi possano rinunciare) siano trattati in maniera tutto sommato rispettosa. Le scritte in italiano sono corrette, non ci sono ricette storpiate che possano far infuriare troppo i puristi dello spaghetto, le esclamazioni stesse dei personaggi sono tutto sommato giuste. Persino nella versione in lingua originale. Anzi, almeno nella versione in lingua originale, visto che ho letto che in quella italiana ci sono Fabio Fazio e Orietta Berti e NO GRAZIE, me lo guardo in inglese coi sottotitoli. Almeno questa possibilità di scelta Disney plus ce la offre.

Sì perché il film è disponibile SENZA SOVRAPPREZZI su Disney plus. Non c’è bisogno di pagare trenta euro per vederlo, insomma, e ciò è bene perché altrimenti non so se ve lo avrei consigliato, con tutto il bene che posso volere alla Pixar e a Enrico Casarosa, che sono molto contento sia arrivato fin qui. Ma stando così le cose ve lo consiglio, perché è davvero carino. Piacerà ai bimbi, piacerà a voi, ve lo prometto.

Ma Onward era più bello, ecco!

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1 Comment

  1. Cassidy 10 August 2021
    Rispondi

    “Onward” era molto più bello, ma questo è stato spinto molto più più. Funziona, ben fatto, ma concordo con te, ho preferito “Onward”. Cheers!

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