Un libro, un film, una serie tv

Un libro, un film, una serie tv

Per superare il blocco del blogger ho pensato che periodicamente potrei almeno scrivere qualcosa su quanto ho visto/letto e che mi è piaciuto nell’ultimo periodo. Solo due righe, niente di troppo approfondito ma almeno è un inizio!

Partiamo con Cobra Kai, la cui quarta stagione è sbarcata da una decina di giorni su Netflix. Avevo letto qualche critica negativa, che parlava di un netto declino della serie e di idee che cominciavano a scarseggiare. Onestamente, io mi sono divertito un sacco, divorandola in tre giorni scarsi. Cobra Kai non è mai stata un capolavoro, ma ha trovato la sua fortuna nell’essere una serie piccola, scritta in maniera intelligente, capace di trovare un giusto compromesso tra l’effetto nostalgia e la necessità di rinnovarsi per piacere a nuovi pubblici che Karate Kid a malapena l’hanno sentito nominare. Soprattutto, è stata intelligente abbastanza da capire che il film di John Avildsen era figlio del proprio tempo, e che senza un ribaltamento di prospettiva una riproposizione sarebbe stata ridicola. Quindi via a un Johnny Lawrence protagonista indiscusso e spazio libero a una certa follia surreale che anche in questa quarta stagione trova ampio spazio (vedi l’allenamento sul tetto…).

Dove Cobra Kai ha sempre un po’ peccato è stato nel cast in particolar modo di contorno, raramente all’altezza delle aspettative sia nelle scene marziali (che se negli anni 80 potevano essere raffazzonate, ora richiedono un minimo di attenzione in più per non incorrere nelle ire dei puristi del web) che in quelle di recitazione. Alcuni volti visti nella serie sono sembrati abbastanza improbabili, vuoi perchè lontani da tempo dalla recitazione vuoi perché raccattati chissà dove. In questo campo il miglioramento della serie è stato notevole, e ormai gli attori hanno trovato una loro confidenza con i ruoli e sono cresciuti. Se cercate puro karate guardate altrove, ma se saprete adottare una certa sospensione dell’incredulità vi divertirete.

Certo, il recupero dei personaggi classici della saga è ormai arrivato al raschiamento del fondo del barile, ma il nuovo villain funziona meglio del previsto, e la serie si conclude bene, facendo presagire una quinta stagione che immagino conclusiva.

Insomma: bene!

Se volessimo dare un titolo all’articolo potremmo chiamarlo (almeno finora) “cose che gli altri hanno criticato ma che a me sono piaciute”. Don’t Look Up è stato definito didascalico, semplicione, eccessivo, troppo marcato, surreale.

Sarò io che sono particolarmente sensibile a certi argomenti, ma a me è sembrato fin troppo realistico. Quasi moderato. L’hanno paragonato a un Idiocracy parte seconda, ma se anche quello era un film che ho adorato e che passati quindici anni comincia a non sembrare così assurdo, qui siamo su livelli di verosimiglianza molto più alti. Punte di assurdità rimangono nel figlio (Jonah Hill) della presidente trumpiana impersonata da Meryl Streep (strepitosa) e forse nella rappresentazione dei media… anche se probabilmente se vivessi negli USA ne avrei un’impressione diversa anche in questo caso.

Il metaforone di Don’t Look Up è evidente, ok, ma il fatto stesso che sia applicabile a una moltitudine di temi diversi ci fa capire che l’operazione non è così sbagliata. GLi americani hanno bisogno di cose didascaliche… questo è un film soprattutto per loro, ma un ripassino non fa male neanche a noi europei che li stiamo raggiungendo (e in qualche caso superando) di gran carriera. Non il film dell’anno, ma divertente e terribile allo stesso tempo.

Come lettura consigliata del periodo scelgo La Nostra Ultima Estate, di Alessandro Girola. Sono abituato a leggere le storie horror di azione di Alessandro, ma qui ci presenta un racconto più particolare, kinghiano, in qualche modo nostalgico (torna l’effetto Cobra Kai) ma mai troppo marcato. I richiami al passato sono intelligenti e ben dosati, e soprattutto i personaggi della storia funzionano.

Qui devo interrompere il tema del “criticato ma a me è piaciuto” perché sembra che La nostra ultima estate sia stato apprezzato un po’ da tutti. Ed è giusto così. Compratelo, leggetelo e poi mi direte 🙂

Lo trovate qui!

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