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Wrong Turn 2 – Senza via d’uscita (Joe Lynch, 2007)

Il primo Wrong Turn, nel 2003, non era poi malaccio. Il “solito film coi cannibali”, ma girato tutto sommato bene e con qualche idea in più del normale. E’ chiaro quindi che la 20th Century Gold ha pensato “sfruttiamo il brand con due soldi!”. Ed ecco qua Wrong Turn 2, budget risicatissimo (5 milioni di dollari) e unica attrattiva nel cast il mitico Henry Rollins nella parte del Sergente Hartmann di turno. La trama non ha quasi nulla a che vedere con il primo, se non che appunto ci sono sempre le famiglie di redneck-mutanti-cannibali. I protagonisti qusta volta sono i partecipanti a un reality show demente, di quelli tipo Survivor, mezze calzette che hanno però il pregio di rappresentare dei perfetti stereotipi, e quindi di essere efficaci ai fini della narrazione. C’è la puttanella pompinara, c’è la vegana intellettualoide (strafica), c’è il demente skateboardista, il ne(g)ro altruista ex giocatore di football, l’ex marines messicana lesbica… insomma, stereotipi. Perfetti personaggi da horror. Aggiungiamo quindi il già citato Henry Rollins che gigioneggia e fa il “cacciatore di mostri” quasi alla Rambo. Ricetta servita! E neanche troppo insipida!

Intendiamoci, la recitazione è molto cheap, i dialoghi a volte assurdi (il doppiaggio italiano non aiuta, temo), gli effetti efficacemente truculenti e molto vecchia maniera (niente cgi o quasi). Però il regista gioca bene con gli stereotipi e mostra di rispettare il genere, di amarlo, e per questo a un appassionato non può che risultare simpatico. Tasso di gore altino, qualche scena cult (la masturbazione del freak e la successiva trombata riappacificatoria tra freak!), azione quanto basta, solo un paio di tette (peccato) ma… un’ora e mezza simpatica. Molto meglio di tante altre cagate torture porn che vanno di moda oggi.

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