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Henning Mankell – Il ritorno del maestro di danza

Il successo dei gialli/noir provenienti dalla Svezia sembra non avere fine, nel nostro paese. Tutto è cominciato con l’ottimo Stieg Larsson, ma ormai non passa settimana senza che venga pubblicato un “nuovo, straordinario successo” di qualche scrittore/rivelazione. Anche le edicole non sono certo immuni a questo fenomeno, e la serie “Giallo Svezia” della Marsilio ha trovato ospitalità allegata a Oggi, a un prezzo (6.90€ in più) tutto sommato buono. In realtà a me interessava Lasciami Entrare, visto che il film che ne è stato tratto è a mio parere un capolavoro, ma visto che c’ero mi sono accattato anche questo Henning Mankell, uno dei vecchi leoni del giallo nordico, famoso soprattutto per la serie del commissario Wallander.
Ne “Il ritorno del maestro di danza” Wallander non c’è. Il protagonista è Stefan Lindman, un poliziotto stanco e depresso, con una vita sentimentale scialba e senza grossi talenti, al quale viene diagnosticato un cancro alla lingue. Quasi contemporaneamente arriva la notizia che un suo ex collega poliziotto, in pensione da anni, è stato brutalmente assassinato nella sua casa tra le foreste del nord dove si era trasferito, in quasi completo isolamento. Lindman non trova di meglio da fare che andare a dare un’occhiata e immischiarsi nelle indagini, che riveleranno un passato inquietante che pare non vedere l’ora di tornare a galla…
Partiamo dai lati positivi del romanzo: Mankell è esperto e sa scrivere. Non ha una prosa particolarmente ridondante o elaborata, ma forse proprio per questo la lettura è sempre scorrevole ed equilibrata, piacevole anche nei momenti morti. Poi la trama è interessante, l’inizio ottimo stimola la curiosità e anche la scelta di lasciare la maggior parte delle risposte negli ultimi capitoli è a mio parere azzeccata, sono rimasto fino alla fine con la voglia di leggere per sapere finalmente il perchè di determinate cose che erano successe. Le atmosfere del nord (le case in mezzo al nulla, le foreste interminabili, il freddo, il buio…) sono ben delineate ed affascinanti come al solito. Alcuni personaggi, il protagonista in primis, sono ben caratterizzati e sebbene non si possa parlare certo di “eroi” rimangono simpatici proprio per la loro umanità.
Ma ora i negativi… Innanzitutto questo non è un giallo. Un noir, al massimo. Ok, c’è un omicidio, ci sono i poliziotti che indagano e alla fine c’è la spiegazione di quanto successo. Ma… le indagini sono di livello spaventosamente basso, le cose succedono un po’ così, senza una connessione vera e propria e i poliziotti non ci fanno certo una gran figura, sembrano in massima parte degli ebeti sballottati dagli eventi. La cosa potrebbe essere anche interessante se fosse una scelta narrativa, e magari lo è persino, ma… Il finale è alquanto stupido. Alcuni colpi di scena sono forzati, altri telefonati, certe svolte si hanno così, senza un vero motivo e alla fine l’intreccio che sembrava potesse rivelare chissà cosa finisce in una bolla di sapone. Altre cose vengono accennate ma non hanno alla fine risposte concrete. Il libro è insomma irrisolto… non riesce a sfruttare le potenzialità iniziali che c’erano.
Non mi è certo venuta voglia di leggere altri libri di Mankell, anche se si dice in giro che siano molto meglio di questo, scritto forse con la mano sinistra. Forse riserva il meglio per la saga che gli ha dato notorietà… boh, se qualcuno dei miei lettori l’ha letto mi dica che ne pensa.
Per quanto riguarda il giudizio finale: bocciato completamente no, ma rimandato di certo. Il ragazzo ha potenzialità ma non si applica. Peccato.
Info:

Titolo: Il ritorno del maestro di danza
Autore: Henning Mankell
Editore: Marsilio
Anno di pubblicazione: 2007
Traduttore: G. Puleo
Pagine: 491

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