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Hunger Games (Gary Ross, 2012)

Quando si parla di un teen movie mi metto sempre sulla difensiva. Per ogni Harry Potter, film ben recitati, diretti, apprezzabili da un pubblico di ogni età (tranne l’ultimo pallosissimo, ovviamente), esistono almeno dieci polpettoni alla Twilight, pastrocchi dove l’unica cosa che conta è la contrastata storia d’amore che sfocia spesso in un triangolo.
Bene, iniziamo col mettere le mani avanti: anche qui c’è un triangolo, o almeno si intuisce. La protagonista Katniss contesa tra il forzuto biondino Peeta ed il bel tenebroso Gale. Mi sembra anche giusto, visto che il pubblico di riferimento è quello delle ragazzine da 13 ai 19 anni… giusto, finché non ci si dimentica che esistono anche altri spettatori. E Hunger Games questo non se lo dimentica.
La trama: L’Implacabile meets Battle Royale.
Un mondo immaginario è diviso in 12 distretti governati dalla capitale. I primi sono mediamente ricchi, poi man mano che si va avanti gli altri diventano sempre più poveri. Katniss, ovviamente, vive nel dodicesimo, ed arrotonda le magre entrate di famiglia cacciando con l’arco, arma con la quale è bravissima. Circa ottanta anni prima i dodici distretti si erano ribellati, ne era seguita una sanguinosa guerra civile per ricordare la quale ogni anno era stato deciso (dalla Capitale!) di tenere gli Hunger Games. Dodici ragazzi e dodici ragazze, due per ogni distretto, che si sfidavano all’ultimo sangue ripresi 24 ore su 24 dalle telecamere. Solo uno sarebbe stato il vincitore. All’estrazione per il rappresentante del distretto 12 viene estratta la sorellina di Katniss, che per evitarle morte sicura si offre volontaria…
Il giudizio:
Dopo una prima fase di mestiere il film entra nel vivo e risulta divertente ed appassionante. La regia non ha pretese d’autorialità ma è solida, l’interprete femminile (Jennifer Lawrence) è molto brava a dar vita ad un personaggio non facile, sospeso tra forza interiore e fragilità, gli interpreti dei ragazzi che partecipano al gioco con lei non sono alla stessa altezza ma se la cavano, ma il film è furbo a puntare anche e soprattutto su una schiera di attori di contorno coi controcoglioni, tra i quali Woody Harrelson, Stanley Tucci, Donald Sutherland… vabbè, anche Lenny Kravitz. Ma se la cava pure lui!
Dicevo, film che non si dimentica di avere molte potenziali audience. Quindi storia d’amore ed eroina (non la droga!) per le ragazze, sanguinoso gioco al massacro per i ragazzi (il film ha avuto un divieto ai minori di 13 anni negli USA… scelta coraggiosa), molte frecciate “politiche” chiarissime per un pubblico più smaliziato.
E’ chiara la scelta di presentare un mondo barocco ed al disastro, come un impero romano in decadimento, che sempre più debole sceglie di tenere insieme la baracca ricorrendo più ai circenses che al panem. Insomma, ce n’è per tutti. Il finale lascia intendere che un seguito è imminente, e visto che il film è tratto da una serie di 3 libri di Suzanne Collins… attendiamo La Ragazza di Fuoco, sono sicuro che non tarderà.

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