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Raphael Lafferty – Maestro del Passato

Nel XXVImo secono Astrobia è l’unico pianeta colonizzato dall’uomo oltre alla vecchia Terra. I suoi primi abitanti volevano costruire un utopia dove la vita fosse perfetta, ma ben presto le cose cominciarono ad andare male. Molti abitanti perdevano la voglia di vivere, altri si ribellavano trasferendosi nella decadente Cathead, preferendo una vita breve e durissima all’ozio e alla ricchezza delle altre città. Per capire come risolvere i problemi del mondo i Maestri di Astrobia decidono di richiamare dal passato colui che ha scritto l’Utopia originale, Tommaso Moro, e di renderlo Presidente del pianeta. Moro però si rivelerà una figura meno malleabile del previsto, e troverà dei compagni d’avventura piuttosto bizzarri…
Quella di Lafferty non è decisamente una classica space opera, anzi. E’ più vicina a I Viaggi di Gulliver che alla fantascienza classica, e probabilmente gli amanti della sf hard dovrebbero tenersene lontani. Thomas More intraprende un viaggio ricco di simbolismi ed allegorie, in cui tutto rimanda a qualcos’altro. Lafferty ha una prosa frizzante e anche divertente, ma mai semplice e diretta, e se questa rende il libro comunque leggibile lo rende purtroppo a mio parere anche noioso. Sono arrivato a fine della storia con fatica e solo perché comunque ero curioso di vedere come sarebbe andata a finire… ma persino il finale mi ha deluso.
Probabilmente leggerò altri romanzi di Lafferty se appariranno un giorno su Urania, ma per questo il giudizio è piuttosto negativo. Sconsigliato.

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