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Linguam aretinam discere: A COME ALO’!

Introduzione:

questo breve corso in 3704 lezioni si propone di rendere più nota al grande pubblico una lingua musicale, piacevole e divertente come l’aretino. Se vi interessano le dispense o i dvd fatemi sapere che ve li spedirò dietro pagamento di una modica cifra (al nero).
Note di pronuncia
Pronunciare parole o frasi in lingua aretina è molto facile: basta tirare in fuori il grugno ed assumere un’espressione incazzata col mondo. L’aretino infatti esprime così il suo animo accogliente ed aperto a mille influenze. Non a caso Dante Alighieri, nella sua Commedia, definì il popolo di Arezzo cani rognosi e botoli ringhiosi. Noi, da gente semplice e cortese, non ce la siamo presa a male, ed anzi, ne abbiamo fatto un vanto. Per aumentare l’effetto-aretinità, poi, basta aggiungere una o più “é” in finale di frasi o parole.
Esempio:
Italiano: Mi fa un caffè?
Aretino: Alò me lo fai un caffèéé?
L’alfabeto – lezione #1
 A COME ALO’.
La parola “alò” è un po’ la parola simbolo della lingua aretina, e non poteva che essere presentata per prima. Tre semplici lettere, qualcuno sostiene di derivazione francofona (allons), ma semmai avran copiato loro, tsè, che racchiudono in sé mille significati. E’ un po’ una parola jolly, dalle molteplici valenze. Il significato originario è “orsù, andiamo”, ma le possibilità sono molteplici. Può essere un incitamento positivo (alò che ce s’è fatta!), una “sveglia” per qualcuno (alò te movi?), una lamentela contro qualcosa (Ma alò, sta roba fa schjifo!), un’esclamazione di sorpresa (Alò! Ce s’è anco te?). C’è pure il Sant’Alò, che prima murì eppù s’amalò.
Prossima lezione: B COME BATURLA

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