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Nemesis, di Mark Millar

Per un periodo è sembrato che lo scozzese Mark Millar fosse il salvatore del fumetto popolare internazionale. Il nuovo Stan Lee, il nuovo Alan Moore, il nuovo Neil Gaiman… o quantomeno il nuovo Garth Ennis, mettiamola così. A partire dal suo lavoro su The Autority, alle storie di Superman, al boom dell’universo Ultimate, a Civil War, fino agli “indipendenti” di successo, sia in fumetteria che al cinema, Wanted e Kick-Ass, tutto quello che Millar toccava diveniva oro. Lo scozzese ha continuato ed in parte ha estremizzato l’opera di decostruzione del superoe, mettendolo in contesti diversi (e se Superman fosse nato in Unione Sovietica?), reinventandoli nel loro rapporto con la società, o mettendoli in un universo che potrebbe essere quello reale (Kick-Ass). 
ve piacerebbe…
Nemesis parte da una premessa simile: what if Batman fosse il Joker? Nemesis è un supercattivo, IL supercattivo per eccellenza, e si mette alla prova contrastando tutti coloro che potrebbero definirsi i più pericolosi potenziali avversari: i migliori poliziotti del mondo. Per fare ciò non esita a spendere miliardi, comprare i servigi di altri criminali e spie, ordire intricare piani malefici ed a mettere in scacco il mondo intero, senza pensare ad eventuali danni collaterali. Abbiamo Batman contro il commissario Gordon, una lotta che lascia in secondo piano qualsiasi altra cosa. Millar costruisce la sua storia con minuzia, accumulando  indizi sulla perfidia e sulla perfezione del suo malvagio protagonista, e poi come spesso accade distruggendone l’immagine che il lettore si era fatto, sostituendola con qualcosa si completamente diverso ma proprio per questo ancor più temibile, lasciando spazio per uno o più seguiti.
Ai disegni il bravo Steve McNiven garantisce ottima qualità come al solito, il fumetto ha goduto di un gran lancio ed ha avuto un ottimo successo di vendite.
Tutto bene?
No.
Per dirla breve, Nemesis mi ha lasciato freddino. Ho letto le 112 pagine in un pomeriggio, ho chiuso il volume e mi sono detto “e quindi?” Cosa doveva lasciarmi Nemesis? Ok, personaggio interessante, storia ben costruita, ben disegnata, tanti morti… però mancano i dialoghi esilaranti di un Garth Ennis, mancano i sottotesti infiniti di un Alan Moore, mancano i motivi per cui uno dovrebbe appassionarsi a un fumetto come questo. Quattro albi (negli USA) che francamente lasciano il tempo che trovano.
Nemesis potrebbe aver maggior fortuna (parlo in termini di apprezzamento personale) grazie ad una trasposizione al cinema. Un film tratto dal fumetto, per il quale si era parlato in un primo momento addirittura della regia di Tony Scott, è in lavorazione, e se ne sta occupando il bravo Joe Carnahan di The Grey. Il personaggio, sul grande schermo, potrebbe avere decisamente un maggiore appeal, così come era successo per l’altrettanto sopravvalutato (per me) Wanted.

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