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Gesù Cristo ritorna in TV – prima parte

A volte ritornano anche i miei racconti. Questo l’ho iniziato un secolo fa… e l’ho completato la settimana scorsa. E’ una cazzatona, come tutte le cose che scrivo, ma mi sembrava divertente e quindi ve lo propongo. In due o tre parti, perché è troppo lungo per un singolo post. Naturalmente aspetto i vostri commenti e le vostre correzioni (sarà pieno di refusi)… intanto facciamo tutti un grande applauso a…
GESU’ CRISTO RITORNA IN TV

“Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo, e allora si batteranno il petto tutte le tribù della Terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli.”
Non dovremmo stupircene, in fondo ce l’aveva promesso. Non che stesse male, in Cielo, seduto comodo alla destra del Padre. Ultimamente, poi, l’aveva convinto anche ad installare SKY, chi glielo faceva fare, quindi, di tornare tra i mortali? Ma si sa, un Cristo mantiene sempre le proprie promesse. Così era tornato, si era fatto annunciare dagli angeli con la tromba (lui avrebbe preferito una Fender Stratocaster, ma suo padre aveva insistito per rispettare la tradizione), ora doveva solo riunire gli eletti e presentarsi a loro. Solo… non sapeva esattamente cosa dire. Voleva essere onesto… beh, DOVEVA essere onesto, era insito in lui, ma sapeva che la verità non sarebbe piaciuta al suo pubblico. Forse qualche esperto di marketing poteva aiutarlo ad indorare la pillola. Si era scritto il discorso che avrebbe dovuto fare. Breve, ma toccava tutti i punti più importanti, e a lui non era mai piaciuto perdersi in ciance. Suonava più o meno così.
Amici, fedeli, grazie della calorosa accoglienza! Sono proprio io, Gesù di Nazareth, detto il Cristo. Il Figlio di Dio. A proposito, mio padre vi saluta. Avrebbe voluto davvero essere qui con noi, ma ha un sacco di affari da sbrigare in tutto l’universo e insomma, magari la prossima volta. Sono passati duemila anni da quando vi ho salutati, e… a proposito, scusate il ritardo. (RISATE) Sono passati duemila anni, e molto è cambiato. Sono cambiati i confini degli stati, imperi sono nati e morti, le città sono divenute metropoli, aridi deserti si sono trasformati in giardini fioriti e giardini fioriti in aridi deserti. L’uomo è cambiato. Ha conquistato le terre ed i mari, ha creato i capolavori del cinema e della letteratura, la Monna Lisa ed i Simpson, il viagra e la pizza. Soprattutto, l’uomo è cambiato dentro di sè, ma sono felice che dopo duemila anni vi ricordiate ancora di me. Avete onorato il mio nome, mi avete atteso con fiducia e pazienza, avete seguito le mie indicazioni… beh, fin troppo a volte. In fondo il mio messaggio era quello di Sant’Agostino, “ama, e fa ciò che vuoi”. E con questo intendevo comprendere ogni sorta di amore, compreso il sesso extramatrimoniale e persino quello omosessuale, la ricerca sulle staminali e perché no, anche l’occasionale spinello. Tommaso era un fricchettone, sapete? (RISATE) Non so se mi avete frainteso, o le mie parole sono state male propagandate, ma adesso ho un nuovo messaggio per voi, per il vostro futuro. ANCHE MENO! Già, per il vostro futuro. Perché non resterò qui per sempre. Vorrei davvero la vostra compagnia, ma il mio ritorno NON E’ la fine del mondo, e presto me ne andrò. Mio padre ha bisogno di aiuto, il mio posto è lassù, seduto alla sua destra. Il divano è comodo, ed abbiamo SKY (RISATE). Grazie ancora per tutto il vostro supporto, continuate così. Ma meno. Grazie, siete un pubblico stupendo. Alla prossima. Ciao. (APPLAUSI)
Probabilmente la sua abilità nello scrivere discorsi si era un po’ appannata, anche ai bei tempi preferiva andare a braccio, ma questa volta sentiva proprio di non potere sbagliare, e sapeva che il pubblico non l’avrebbe presa bene. Troppa attesa, duemila anni per cosa? Un discorsino di cinque minuti? Doveva dar loro qualcosa di più, un premio per la pazienza, qualcosa di significativo che avrebbe ricordato a tutti non solo chi era, ma anche cosa sapeva fare. Ci voleva un miracolo!
Il problema era, quale miracolo? Ripensò ai classici. Non certo camminare sulle acque, quello l’aveva fatto anche David Copperfield. Moltiplicazione dei pani e dei pesci? Un po’ banale, la puzza era fastidiosa ed in fondo pani e pesci non era un piatto granché gustoso, Gordon Ramsay non avrebbe di certo approvato. Trasformare l’acqua in vino sarebbe stato di sicuro effetto e molti avrebbero gioito, ma qualcuno l’avrebbe sicuramente accurato di promozione dell’alcoolismo, e lui non voleva alcuna pubblicità negativa. Forse la cosa migliore sarebbe stata la resurrezione dei morti. “Lazzaro, alzati e cammina!” faceva sempre scalpore, già, ma quale Lazzaro scegliere? Non si potevano mica resuscitare tutti i morti, la terra era troppo piccola e fin troppo popolata, e ultimamente si era diffuso un certo terrore degli zombie che era meglio non provocare ulteriormente. Chi scegliere quindi? Una persona comune o un vip? Un profeta del passato o un grande del presente? No, la scelta era impossibile, avrebbe scontentato troppi. Era una responsabilità troppo grande anche per il Figlio di Dio.
La scelta giusta era lasciare la scelta agli uomini. Libero arbitrio! Dovevano essere gli uomini a scegliere i miracoli da compiere. Ma scegliere come, con un sondaggio, e la maggioranza vince? Gli uomini non si sapevano mettere d’accordo sulle cose semplici, figuriamoci su quelle importanti come questa. Eppoi come fare il sondaggio? Risposte aperte, risposta multipla, tra i credenti, tra i praticanti, tra tutta la popolazione mondiale… troppo complesso, troppe variabili. Forse c’era un altro sistema per lasciare la scelta all’uomo, creare aspettativa, grande entusiasmo e la sicurezza che se ne sarebbe parlato per anni, secoli, millenni! Una lotteria! Una grande lotteria ad estrazione tra tutti coloro non destinati a finire all’inferno. Ci sarebbe stato bisogno dell’aiuto di papà per ottenere la lista, ma si poteva fare. Tre vincitori: al primo estratto, la scelta di tre miracoli. Al secondo, due miracoli. Al terzo, soltanto uno. Si, era una grande idea, sarebbe stato un successone e forse nessuno si sarebbe accorto che aveva rubato l’idea della lampada di Aladino. 
Il Figlio di Dio mandò gli angeli a dare l’annuncio, e come previsto si sollevò un polverone. Qualcuno protestò, altri chiesero di garantire la scelta di almeno un miracolo al Papa. Gesù ci pensò, chiese anche al Padre, ma lui scrollò le spalle: il Papa non era nella lista. E allora avanti per la sua strada, un biglietto a testa, niente di più. Qualcuno provò a vendere il proprio a caro prezzo, ma gli angeli si fecero sentire. Il biglietto era strettamente nominale. Alcuni, ricchi, famosi o bene in vista, non erano sulla lista e non ricevettero il biglietto. Qualcuno ne stampò di falsi, per non perdere la faccia. Gesù lasciò stare, bonariamente. Sarebbero stati puniti nell’Aldilà.
Il giorno dell’estrazione una folla oceanica invase Gerusalemme, dove il Figlio di Dio aveva scelto di manifestarsi. Gli angeli sventarono un paio di attacchi suicidi di irriducibili estremisti che proprio non volevano arrendersi all’evidenza, ma in fondo l’attesa fu palpabile, ma tranquilla. Milioni e milioni di pellegrini sfilavano biglietto in mano, sotto gli sguardi ghignanti di qualche ebreo ortodosso che ancora era convinto che fosse tutta una colossale presa in giro del LORO Dio. Anche se qualcuno teneva ben nascosta in tasca la propria speranza di miracolo. 
E finalmente estrazione fu. Nel silenzio generale una colomba bianca estrasse tre bigliettini da un’urna colossale, tre numeri, tre estratti, sei desideri da realizzare, sei miracoli da compiere. Solo il vincitore del secondo premio si trovava al momento in città, ma era stato già annunciato che la scelta sarebbe stata fatta il giorno successivo, in mondovisione. Gli spot pubblicitari durante l’evento avevano fruttato cifre esorbitanti, devolute interamente in beneficienza, Gesù ci teneva. Gli angeli prelevarono i vincitori e li portarono in un luogo sicuro, per evitare qualsiasi sorpresa.
Il giorno dopo tutte le tv del globo trasmisero l’evento in diretta, e per l’occasione il posticipo di Serie A venne post-posticipato. Gesù, biondo, capellone, vestito con una semplice tunica candida e dei calzari, sedeva sotto i riflettori ma sembrava emettere lui stesso una luce calda ed accogliente, i tecnici delle luci ci avevano lavorato a lungo. Sfoggiava un sorriso sicuro e smagliante, da vero Messia. Oprah Winfrey fu scelta per introdurre la serata, tenne un breve discorso richiamando l’attenzione sull’importanza della scelta, su tutto il bene che avrebbe potuto essere fatto con i miracoli di cui disponevano i tre vincitori e su quanto le dispiaceva non essere uno di loro. Il pubblico sorrise, ma ormai aspettava solo il grande evento. Le tv avevano richiesto di iniziare con il vincitore del primo premio, sostenendo che la scelta del terzo estratto, che aveva a disposizione un solo desiderio che non poteva assolutamente essere sprecato, avrebbe ottenuto un’audience maggiore. Gesù aveva acconsentito, sapeva riconoscere una buona idea quando gli veniva proposta.

– continua

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