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Venti anni fa #03: Toy Story

Venti anni fa era il 1995, ed io avevo 16 anni. E nonostante gli anni 90 siano stati un decennio di crisi e contraddizioni usciva anche tanta roba bella. Ad esempio…
Quando ero piccolo c’era gente che parlava male dei cartoni animati giapponesi dicendo che “erano fatti col computer”. Poi uscì Toy Story, il primo vero film d’animazione fatto col computer, e quelle stesse persone rimasero estasiate e ne parlarono come di un progresso tecnologico ed artistico incredibile. Ci capite qualcosa voi? 🙂
Battute a parte, se avete meno di trent’anni vi sarà difficile comprendere come Toy Story abbia rappresentato una vera e propria rivoluzione per l’animazione ma non solo, per tutto il cinema. Una pellicola del genere era una vera e propria scommessa, e anche i produttori non avevano idea dell’impatto che avrebbe potuto avere sul pubblico. Prima dell’uscita proiezioni ottimistiche prevedevano incassi intorno ai 100 milioni di dollari, e parlavano di 200 milioni come di una soglia massima che si poteva forse solo quasi sognare. Alla fine il film ne ha incassati (senza contare le release successive in 3d) oltre 350, risultato al botteghino più alto dell’anno e ancora oggi nella top 100 dei maggiori di tutti i tempi.
Come venne ottenuto questo risultato? Creando un film che era fatto al computer, aveva come protagonisti dei giocattoli ma nonostante questo era fortemente umano. Un film di sentimenti, come da buona tradizione Disney, ma che più dei film Disney di quel periodo non era rivolto solamente al pubblico tradizionale dell’animazione, ma strizzava gli occhi anche agli adulti, che fino ad allora magari erano stati solo accompagnatori (spesso controvoglia) di figli, nipoti o fratelli minori. Senza Toy Story, probabilmente, non ci sarebbero stati Shrek, Wall-E, Dragon Trainer…
Grande attenzione venne riservata anche al doppiaggio: in originale il cowboy Woody era Tom Hanks… in Italia la sua voce era invece quella di Fabrizio Frizzi. E sapete cosa… incredibilmente la cosa ha funzionato! Non dimentichiamoci poi anche della colonna sonora: il disco vendette tantissimo, e la canzone principale You’ve Got a Friend in Me ricevette una meritatissima nomination agli oscar. Chi ha vinto quell’anno? La canzone di Pocahontas? E in gara c’era anche Bruce Springsteen??? Maddai…
…sapete quale è la cosa migliore di Toy Story? Che anche a riguardarlo oggi, nonostante gli immensi passi avanti fatti dall’animazione, non è invecchiato affatto. E’ un classico, e sarà bello allo stesso modo anche tra cinquant’anni…
Voto: *****

4 thoughts on “Venti anni fa #03: Toy Story”

  1. Non hai idea di quanto mi sia sentita imbecille ad averlo snobbato per anni, rifiutando stoicamente di vederlo ai tempi dell'uscita perché ancora legata all'animazione tradizionale… per l'uscita del terzo li ho recuperati tutti e mi sono resa conto di avere davanti una delle migliori trilogie di sempre!!

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