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Saturday is Sharkday #21: 2-Headed Shark Attack

Ci sono film che nascono da sogni fatti da bambini. Ci sono film che nascono da incubi. Dal lavoro di una vita, da intuizioni di un momento, da collaborazioni importanti o da svolte inaspettate.

Eppoi ci sono film come 2-Headed Shark Attack, che nasce dalla risposta alla domanda “come facciamo a fare il modo che il nostro film appaia sempre al primo posto nelle ricerche su Netflix?”. La Asylum ci ha costruito molte delle sue fortune, soprattutto in quel periodo, con film come 11/11/11, 3 Musketeers, la saga di 2012 e così via. Qui ci mette anche gli squali, in una sorta di prova generale di Sharknado, cosa vogliamo di più per una nuova edizione di Saturday is Sharkday?

2-Headed Shark Attack poster

Nel 2012 si sapeva già che gli squali tiravano tantissimo...

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Saturday is Sharkday #19: Sand Sharks

Lo so, vi chiedo scusa, ho sospeso la rubrica per due settimane. È stata dura vivere dei sabati senza squali, ma come si dice sono stato in altre faccende affaccendato. Ma gioite ordunque, la rubrica squali torna e presto ci saranno nuove sorprese per gli amanti dei pinnuti.

Intanto…

SAND SHARKS

Vi ricordata di Mark Atkins? Abbiamo già incontrato il suo nome agli inizi di questo allucinante viaggio nel cinema degli abissi (o negli abiss del cinema?), era il regista del piuttosto noioso Planet of the Sharks, che invece di parlare di squali umanoidi che hanno preso il posto degli uomini si è rivelata una brutta copia di Waterworld. Sand Sharks è del 2012, quindi precedente, ma Atkins era già un esperto di cinema di merda mocksploitation, avendo all’attivo titoloni come Princess of Mars ...

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Volare… oh-oh! Drogarsi… oh-oh-oh-oh! FLIGHT!

Non avevo ancora visto Flight perché… non so perché. Forse perché mi sembrava uno di quei film solidi ma non eccelsi, piuttosto classici ne loro sviluppo che alla fine finiscono per annoiarmi. E forse perché la mia compagna aveva paura dell’aereo, quindi era meglio non toccare questo argomento un po’ delicato. Fatto sta che questo film del 2012 di Robert Zemeckis (Zemeckis, mica l’ultimo dei cretini) era rimasto suo mio hard disk per lunghi anni prima che mi decidessi a premere play.
L’inizio mi ha subito conquistato.
Più per la parte destra dello schermo che per quella sinistra, lo confesso...
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