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Apple + Google + Facebook = The Circle

The Circle

The Circle

Fare la somma degli elementi contenuti in The Circle è molto semplice: prendete il guru di una società multimediale che ama svelare i propri nuovi progetti davanti a folle adoranti, tazza perennemente in mano e sorriso sulle labbra. Non vi ricorda Steve Jobs? Mettetelo a capo di quella che è una via di mezzo tra un campus universitario e un vero luogo di lavoro, con uffici coloratissimi e spaziosi, stipendi alti e divertimenti di ogni tipo concessi ai dipendenti, massima flessibilità… proprio come Google. E infine fate di questa azienda un colosso dei social network con speranze neanche troppo celate di raggiungere il 100% della popolazione iscritta. Facebook, è facile! The Circle è una somma di tutto questo, e un perfetto luogo virtuale per dar vita a una inquietante distopia, ancor più efficace perché vicinissima a noi…

The Circle

Meglio fare un passo indietro e partire dall’inizio: Emma Watson è Mae Holland, una bella ragazza (grazialcazzo, è Emma Watson) che ha un lavoro piuttosto merdoso nel call center di una agenzia idrica, che mantiene molto stretto perché aiuta a pagare le cure mediche per il padre malato di sclerosi multipla. Quando l’amica Annie (Karen Gillan) le rimedia un colloquio per The Circle, l’azienda più famosa del mondo, le sembra un sogno. Il coloquio non è esattamente canonico ma Mae viene assunta, anche qui è all’assistenza clienti ma il tipo di lavoro è estremamente diverso, e soprattutto lo stipendio è molto più alto. Eppoi ci sono le possibilità di carriera, visto che dopo qualche piccolo intoppo Mae viene notata dai capi (Tom Hanks e Patton Oswalt, poliziotto buono e poliziotto cattivo) e scelta come volto di un progetto che potrebbe cambiare radicalmente il volto non solo dell’azienda, ma del mondo intero.

The Circle

The Circle ci pone di fronte ad una attualissima distopia nella quale la trasparenza e la condivisione di qualsiasi cosa diventano valori fondamentali, e la mancanza di privacy appare quasi come un male minore assolutamente trascurabile di fronte a tutti i vantaggi che comporta. In fondo basta ricordarsi di spegnere le telecamere quando si va in bagno, o quando si fa sesso. Ma cosa succede se addosso ci sono anche gli occhi di tutti gli altri?

The Circle è tratto da un romanzo di Dave Eggers del 2013, e alle fondamenta sembra avere lo stesso spirito che anima ad esempio alcuni episodi di Black Mirror. L’attenzione ai luoghi, al lingaggio che viene usato, l’ossessione per i punteggi (di soddisfazione dei clienti, di popolarità…). Sotto questo punto di vista, il film è ben fatto. Sugli attori ovviamente nulla da dire, mentre la regia di James Ponsoldt (The Spectacular Now) è molto semplice e senza svolazzi, ma tutto sommato onesta.

The Circle

Dove il film pecca clamorosamente, è sulla sceneggiatura. La cosa è strana, visto che Eggers è accreditato anche della scrittura del film insieme al regista, ma The Circle manca completamente di alcuni passaggi logici, mentre in altri appare estremamente accelerato, come se il testo di origine fornisse spunti e spiegazioni che non era possibile mettere su pellicola per questioni di tempo o altro. Non ho letto il romanzo originale, ma trovo improbabile che anche lì il pensiero della protagonista si evolvesse in maniera così repentina e schizofrenica, o che la parte interpretata da John Boyega, che quando entra in scena pare debba diventare decisivo per il futuro del film, fosse così sacrificata e lasciata senza spiegazioni.

Alla fine The Circle si lascia guardare, ma lascia la brutta impressione che si tratti di una specie di bignami dell’originale, semplificato anche nei dialoghi più da commedia romantica che da film distopico. Forse il regista o i produttori si sono spaventati che il pubblico di riferimento di Emma Watson avrebbe potuto male interpretare il film, o forse semplicemente non ci sono arrivati. È come se Mr. Robot fosse raccontato con al centro la storia d’amore tra Elliot e Angela… troppo, troppo banale. E quindi, da bocciare. Guardatelo solo se lo vedete passare per caso in tv e non sapete che altro fare.

6 thoughts on “Apple + Google + Facebook = The Circle”

  1. Sembra uno di quei casi in cui aver a bordo l’autore del romanzo non smuove più di tanto, mi confermi la mia già poca voglia di vedere questo film, potrei decidermi a vederlo giusto per la presenza di Karen Gillan ecco 😉 Cheers

  2. Uno dei maggiori diludendo dell’anno. E sì, proprio per colpa della sceneggiatura, che alla fine non porta ad alcuna riflessione e lascia le cose così, alla carlona. Mah.

    • Se ne potrebbe dare anche una lettura un po’ più cattiva, in alcuni momenti mi ha portato a pensare che il messaggio fosse “va bene una social-crazia senza privacy, ma solo se a fin di bene e cuoriciosa <3 ". Ma non credo neppure sia voluto, troppo sforzo, alla fine è solo una storiellina così.

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