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The Ritual – The Swedish Beast Project

The Ritual

 

Lentamente, molto lentamente, i film originali prodotti da Netflix stanno migliorando la loro qualità. Le serie tv rimangono IL motivo principale per cui sottoscrivere un abbonamento, ma il servizio di streaming più famoso del pianeta sta cominciando a proporre anche pellicole girate da ottimi registi, con budget considerevoli e una intelligente considerazione delle diverse richieste del loro pubblico. Ad esempio, perché nessuno aveva ancora pensato ai nostalgici di The Blair Witch Project?

The Ritual

La risposta più intelligente potrebbe sembrare “perché non ne esistono più”, ma non sopravvalutiamo la razza umana. Ricordo che anche io, al tempo dell’uscita del film, venni in qualche modo incuriosito dall’innovativo lancio della pellicola e rapito dalle atmosfere che evocava. Erano altri tempi, eravamo sicuramente più ingenui e meno scafati, ma dobbiamo ammettere che quello di arrivare nel momento giusto non è stato il solo merito di The Blair Witch Project.

Ma siamo nel 2018, e questa recensione dovrebbe parlare di The Ritual. Il film di David Bruckner (finora autore solo di corti o di parti di fim a episodi) ha sicuramente un pregio importante: sa quello che vuole dire e come vuole dirlo, prende una strada ben precisa e va avanti fino in fondo.

The Ritual

Noi invece non abbiamo la più pallida idea di dove stiamo andando

 

I protagonisti del suo film sono Phil, Dom, Hutch e Luke, quattro amici inglesi che decidono di intraprendere un avventuroso viaggio nelle foreste svedesi (ricostruite in gran parte in Romania, almeno secondo IMDB!) per onorare la memoria di Rob, un altro loro amico rimasto ucciso sei mesi prima durante una rapina. Un piccolo incidente al ginocchio di Dom li spinge a prendere quella che sembra una scorciatoia nei boschi e… se avete mai visto anche un solo horror in vita vostra saprete che questa si rivelerà una pessima idea.

The Ritual

Con tutti i bei pub che ci sono nel Regno Unito, guarda dove ci siamo andati a cacciare…

 

Bruckner per fortuna ci evita la tortura del finto found footage e opta per girare un film normale. L’ispirazione di Blair Witch Project è qundi nelle lunghe camminate senza che la destinazione si arrivi a intravedere, nell’utilizzo di inquietanti simboli che accumulano la tensione, in un mostro che almeno per tre quarti del film si percepisce ma non si vede.

Ma che alla fine, però, si vede eccome.

La fotografia del film è molto curata: i boschi svedesi (o rumeni!) sono infiniti ma creano allo stesso tempo un’atmosfera oscura e claustrofobica. I dialoghi sono ottimi e suonano realistici, e riescono a fare in modo che lo spettatore si affezioni ai personaggi… o almeno che cominci a conoscerli a sufficienza per interessarsi alle loro sorti. Gli attori sono sufficientemente bravi e il “colpo di scena” è ben realizzato, sfrutta con intelligenza il folklore svedese senza appesantire troppo la trama ma mantenendo un certo gradito rispetto. La stessa cosa si può dire per la colonna sonora, che come una bottiglia di Vecchia Romagna crea l’atmosfera senza essere invadente.

Avrete forse notato che la parola più usata nella recensione è forse “intelligente”, perché è proprio così che definirei The Ritual. Un film piccolo, senza ambizioni esagerate, ma che nonostante una certa insistenza nell’allegoria raggiunge l’obiettivo che si era prefissato e che piacerà molto alla giusta fascia di spettatori. Fascia della quale faccio parte. Bene così!

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Bollalmanacco di cinema
Combinazione Casuale
I 400 Calci
La Bara Volante

10 thoughts on “The Ritual – The Swedish Beast Project”

  1. del resto Netflix sta avendo successo e i budget aumentano e quindi la possibilità di ingaggiare cast & crew di livello…
    prima o poi arriverò anch’io, con il mio solito ritardo 😉

  2. Siamo partiti per i boschi Rumeno-Svedesi insieme oggi 😉 In ogni caso siamo d’accordo (ma dai?) è un “The Blair Witch Project” senza la nausea da macchina da presa ballerina, un film che mostra il mostro, con la gioia di farlo, non è certo un film innovativo, ma funziona, avercene di filmetti di paura che creano l’atmosfera come la Vecchia Romagna 😛 Cheers!

    P.S. Mi piace questo nuovo look della pagina, bello complimenti!

  3. Lì per lì non mi aveva convinta ma guardandolo con più attenzione l’ho rivalutato. E comunque mille volte meglio The Ritual che quella ciofecanza di Blair Witch, maledetto Wingard!
    P.S. Che layout professional, braverrimo!

  4. Il film se ricorda the blair witch project..me ne terrò alla larga :D.

    Mick, bellissima questa nuova veste del Cumbrugliume e bellissima anche la tabellina con i voti!

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