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Grand Magus – Iron Will

Un nuovo disco dei Grand Magus è SEMPRE un candidato a disco dell’anno, e Iron Will non è certo un’eccezione alla regola. Questo anche se la musica del meraviglioso gruppo americano è leggermente cambiata… intendiamoci, non è che ora suonino come i Rhapsody, ma la cupezza doom metal e la rabbia dei loro esordi si è (parzialmente) stemperata, e ora le influenze epic/classic metal la fanno da padrone. Stefano Cerati su Rumore ha scritto che è così che i Manowar dovrebbero suonare nel 2008. Ha ragione. Qui non ci sono vuoti discorsi, scontate frasi ad effetto ed attacchi al fols, semplicemente qui c’è HEAVY METAL puro e semplice, non edulcorato per piacere alle mamme nè smaccatamente esagerato per incontrare i gusti dei duri&puri. Fin dalla magnifica copertina i Grand Magus dichiarano la loro indole estranea alle mode. JB (li conoscete gli Spiritual Beggars, no?) è maestoso alle chitarre e alla voce, e le tematiche vichinghe/pagane sembrano per una volta davvero sentite dalla band. In meno dei dischi passati (Wolf’s Return era incredibilmente bello) c’è come già detto parte della componente doom… ma un pezzo come Beyond Good & Evil dimostra che i Sabbath sono ancora ben presenti nella loro musica. In più c’è sicuramente una maestosità prima quasi inedita e che davvero fa venire in mente certi grandi classici del metal. Una canzone a caso: “Silver Into Steel”. I Grand Magus suonano come i Motorhead che jammano con Candlemass e Manowar. Ve li potete perdere?

Questa è Iron Will!

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