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Ian Samson – Il caso dei libri scomparsi

Israel Armstrong, aspirante bibliotecario attualmente impiegato in una piccola libreria londinese, riceve un’offerta di lavoro che non può rifiutare: andrà a dirigere la biblioteca pubblica di Tundrum, Irlanda del Nord, anche se questo vorrà dire allontanarsi dalla fidanzata e dalla (non troppo felice) vita che ha condotto fino ad adesso. Dopo un viaggio allucinante Israel arriva nel paesello… per scoprire che l’edificio pubblico che ospitava la biblioteca è chiuso, e che lui dovrà gestire la nuova biblioteca circolante! Ma cosa ancor peggiore… i libri sono spariti! Chi li avrà rubati? Tra mille peripezie Israle è costretto ad improvvisarsi detective per indagare…

Avevo sentito parlare molto bene di questo libro, che mi era stato descritto come divertentissimo. Beh, non lo è. O meglio, è un librettino carino che si legge in pochissimi giorni, ma sinceramente non va oltre l’essere simpatico. Il problema principale (a parte qualche passaggio un po’ forzato) è il protagonista quasi fantozziano, per il quale è davvero difficile provare empatia. Bruttino, vegetariano ma sovrappeso, timido, non troppo intelligente, persino un tantino antipatico, Israel Armstrong sembra trascinato dagli eventi più che esserne lui il protagonista, ma Samson non si prende neppure troppo gioco di lui in maniera feroce, quindi… non si ride a crepapelle, non ci si può immedesimare, cosa resta? Una storiellina godibile ma fin troppo semplice, per un romanzo che può rappresentare una lettura estiva di medio livello ma poco di più.

Info:

Il caso dei libri scomparsi, di Ian Samson
The case of the missings books, 2005
Casa ed.: Tea, 2008
316 pagg., 10€

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