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Lasciami Entrare (Alfredson, 2008)

Svezia, 1982. Oskar, un dodicenne che abita alla periferia di Stoccolma, viene continuamente molestato dai suoi compagni di scuola e sogna di uccidere a coltellate il capetto di questi. Una notte dei nuovi inquilini arrivano nell’appartamento accanto al suo: un uomo e una ragazzina dodicenne di nome Eli, pallida e magra, che sembra non sentire il freddo. Eli e Oskar iniziano un rapporto di tenera amicizia, mentre la quiete del quartiere viene scossa da alcuni tremendi omicidi… Eli è una vampira?

Lasciami Entrare (Let the Right One In, o in originale Lat den Ratte Komma In) è stato definito da molto lo scorso anni “l’anti Twilight”. Qualche somiglianza? Si parla di vampiri, di amore tra un “mostro” e un umano, e i protagonisti sono ragazzini. Basta. E se sembra già tanto, il registro con cui è girato il film di Alfredson è davvero totalmente opposto al goticume modaiolo di Twilight… Lasciami Entrare è un film sulla preadolescenza e sul contrasto tra chi non vede l’ora di crescere e chi è incatenato per l’eternità in un corpo da fanciulla. Sull’amore che nasce anche a dodici anni e sul gelido, vacuo inverno della periferia di Stoccolma. Pur con qualche scena gore e con un rispetto quasi sacro della tradizione sui vampiri (Eli che non può entrare in una casa in cui non viene invitata, ad esempio) Lasciami Entrare non è un horror, ma un film romantico e “sospeso”, elegantissimo e poetico. Ed è, soprattutto, un film bellissimo.

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