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Rachel sta per sposarsi (Demme, 2008)

Si trovano in giro solo recensioni positive, del film di Jonathan Demme dello scorso anno Rachel sta per sposarsi (Rachel Getting Married) che tra le altre cose ha portato la protagonista Anne Hathaway ad una candidatura all’Oscar. E probabilmente il film non è neanche brutto… però un po’ palloso sicuramente si. E’ chiaro che ruoli come quello interpretato da Anne piacciono molto all’Academy. La protagonista è infatti una ex modella, entrata ed uscita dalla riabilitazione per continui problemi con alcool e droghe, una che ne ha combinate di tutti i colori fin da quando, sedicenne e completamente fatta, coinvolse il suo fratellino in un incidente stradale che gli costò la vita. La sua nuova uscita dall’istituto di riabilitazione coincide con il matrimonio della sorella Rachel, e la congiunzione di questi due avvenimenti porterà a scontri, momenti d’intensa drammaticità, intervallati agli infiniti preparativi per il matrimonio e ai rituali per esso girati con mano quasi documentaristica. Se la parte “drammatica” è a mio parere bene eseguita la parte “della festa”, da alcuni descritta come felicemente inebriante e coinvolgente per lo spettatore, l’ho trovata invece una palla suprema, con dieci minuti e passa di discorsi alla cena pre-matrimonio, infiniti balli e danze, momenti piuttosto weird anche perchè il matrimonio di Rachel, ai miei occhi, è una pacchianata colossale. Tutto sembra nel segno del politically correct: moglie bianca e marito nero, matrimonio che sembra induista (nella torta c’è Ganesh!) musicisti che eseguono pezzi blues, jazz, di Neil Young, rapper, ballerine brasiliane, orientali casinisti.. insomma, ma che è? Se Demme c’ha voluto mettere una simbologia non mi vergogno a dire che non l’ho capita. Poi se siete fan della Hathaway (che a me pare una orribile anoressica ogni volta) devo ammettere che la sua interpretazione è intensa ed encomiabile, ed anche il cast di contorno fa la sua figura. Un film a due facce, di cui solo una godibile per il mio palato.

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