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The Dirt, ovverosia IL SUDICIO!

Che ci possiamo fare, i Motley Crue (non mi metto a cercare l’heavy metal umlaut nella mappa caratteri!) erano dei sudici. Non si lavavano, non pulivano casa, trombavano qualsiasi cosa si muovesse e si iniettavano persino i rifiuti di Keith Richards! O magari ho esagerato! Ma la loro autobiografia, The Dirt, uscita ormai dieci anni fa’, è proprio così. Sudicia. Estrema. Ributtante, a volte. 
Francamente i Crue non mi sono neanche mai piaciuti troppo, e anche dopo la lettura del libro non mi stanno  simpatici, fatta eccezione forse per il povero (e totalmente fuori di testa) Mick Mars e il derelitto sostotuto temporaneo John Corabi. In fondo gli altri tre erano e sono ragazzini viziati che hanno avuto tutto dalla vita ed hanno gettato via ancora di più. Ma leggere gli aneddoti del periodo d’oro del rock’n roll e dell’heavy metal mi ha sempre appassionato e… cazzo, questo libro è una MINIERA di aneddoti. Pensavo che il fondo si fosse toccato con Lemmy dei Motorhead che con l’esplosivo costringe a cambiare le carte geografiche inglesi, ma il racconto di Ozzy Osbourne che lecca da terra la pipì di Vince Neil probabilmente lo batte… ed è solo un esempio tra i tanti presenti nel libro. Alcool, droghe, donne più o meno belle (ma sempre rigorosamente ipertroie), successi, declini, tradimenti, prigioni, truffe, orge, lutti, spogliarelliste, squirting… c’è di tutto in “The Dirt”. Forse a risentirne è la parte musicale… ma andiamo, a nessuno può interessare conoscere qual era l’estro creativo dietro “Girls girls girls”, no?
Io ho comprato su Amazon la versione inglese del libro, che consente di risparmiare qualche evero e che comunque è molto semplice da leggere per chi ha una conoscenza medio-buona della lingua (a dire il vero ho dovuto cercare su internet il nome di qualche droga strana :P). Se volete comprare la versione italiana prendete la nuova delle Edizioni Tsunami e non la vecchia traduzione Sperling & Kupfer che più che una traduzione è un riassunto.
(Girls, girls girls! E’ questo che conta, no?)

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